giovedì 21 febbraio 2013

REPLAY: Jack DeJohnette - Sound Travels

(Publicato originariamente il 2 maggio 2012)
Jack DeJohnette è universalmente considerato uno dei più grandi batteristi della storia della musica jazz. Nei suoi primi anni nella scena di Chicago, oltre a condurre una propria formazione, fu ugualmente molto richiesto sia come pianista che come batterista, collaborando con la maggior parte dei più iconici musicisti nella storia del jazz quali: John Coltrane, Miles Davis, Ornette Coleman, Sonny Rollins, Sun Ra, Jackie McLean, Thelonious Monk, Bill Evans, Stan Getz, Chet Baker, George Benson, Charles Lloyd, Herbie Hancock, Joe Henderson, Freddie Hubbard, Abbey Lincoln, Betty Carter e Eddie Harris, che lo convinse a suonare la batteria dopo averne apprezzato il talento naturale.
Jack DeJohnette è attualmente uno dei componenti del leggendario Standard Trio di Keith Jarrett con il quale ha segnato un marchio indelebile nella storia della nostra musica, ma è anche uno dei pochi musicisti, come Dun Pullen, a riconoscere l'importanza della musica dei Nativi-americani per i quali scrisse il celebre album Music for the Fifth World, ispirato alla musica della Seneca Nation.
Oggi a 70 anni, DeJohnette non mostra ancora segni di cedimento, al contrario si dimostra ancora pieno di idee e di energie sul suo bellissimo ultimo album, lo strepitoso Sound Travels


L'album è una collezione eterogenea di 9 pezzi originali, tutti composti da DeJohnette eccetto Dirty Ground scritto con la collaborazione di Bruce Hornsby, composti in generi differenti che svariano dalla musica latina, ai ritmi afro-cubani, al mainstream jazz, al folk africano, alla musica delle Indie Occidentali, ecc..., in un intrigante esempio della sue grandi qualità di compositore.
Il batterista (che per l'occasione suona anche il piano) si avvale di una formazione di musicisti eccezionalmente talentuosi, come Esperanza Spalding (basso & voce), Luisito Quintero (percussioni & voce), Lionel Loueke (chitarra elettrica), Tim Ries (sassofono soprano e tenore), Jason Moran (piano acustico), Ambrose Akinmusire (tromba) e Bruce Hornsby (voce).
L'album, che si apre e chiude con due intensi pezzi al piano solo, Enter Here e Home, presenta tra le sue migliori proposte la vibrante Salsa for Luisito, uno straordinario pezzo dalle sonorità Afro-cubane, che vede la presenza delle voci della Spalding e di Quintero. Quindi l'originale funky-blues Dirty Ground, con l'accompagnamento vocale di Bruce Hornsby e l'eccellente soprano di Ries in grande evidenza; New Muse invece è un eccellente classico pezzo post-bop con bollenti assoli dell'ottimo Ries ancora al soprano e di Akinmusire.
La brevissima ma tumultuosa title-track è un pezzo dalle forti coloriture africane, con la chitarra e le percussioni in evidenza, mentre la ballad Oneness, con il grande vocalist Bobby McFerrin, omaggia in maniera delicata la musica di Milton Nascimento.
Superbo è l'apporto di DeJohnette in tutto l'album; oltre ad essere un ritmista sublime, un batterista che suona come un percussionista in possesso di una tavolozza carica di colori, DeJohnette si mostra anche un pianista delicato e ricco di soul, in grado di "raffreddare" le bollenti temperature dei suoi tamburi. 
La musica raggiunge livelli elevati grazie alle sue scelte ispirate sia per quanto riguarda la selezione dei pezzi che, sopratutto, quella dei musicisti in grado di elevare la musica di quest'album a livelli di eccellenza.

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