lunedì 14 maggio 2012

Il centenario di Gil Evans

Gil Evans, uno dei più importanti arrangiatori di jazz del 20° secolo, ieri avrebbe compiuto 100 anni.
Evans è entrato nella leggenda per la musica scritta tra il 1957 e il 1963 per la sua orchestra, che accompagnò Miles Davis. Gli album Sketches of Spain e Porgy and Bess furono acclamati per le loro ricche armonie e per l'uso di strumenti non solitamente associati con le big band di jazz. 
In un'intervista del 1980, Evans disse che voleva utilizzare gli strumenti orchestrali in un modo nuovo: "Molte grandi composizioni sono state scritte con il tradizionale suono dell'orchestra. Quello che voglio dire è che niente di nuovo è stato aggiunto ad esso."


Evans dette all'orchestra un suono differente, creando armonie inusuali, con colori presi a prestito da Debussy, Ravel e Stravinsky. "Ho imparato il linguaggio armonico dagli impressionisti francesi, spagnoli e russi", ha detto nella stessa intervista. "Ecco da dove proviene l'armonia."
Evans l'ha fatto sembrare semplice, ma Emile Charlap - un copista di musica che ha lavorato con Evans negli anni '50, compilando e finendo le sue partiture - dice che l'arrangiatore ha lavorato duramente per creare quel suono nuovo.
"Era seduto tutta la notte a comporre," Charlap ricorda. "Avevo una segretaria che lavorava per me, che viveva al piano di sopra. E lei mi diceva che non riusciva a dormire, perché Gil suonava tutta la notte, .... Quello fu agli inizi di Sketches of Spain."
Evans arrangiò Sketches of Spain negli uffici di Charlap a New York.
"Gil era oltre ogni immaginazione", dice Charlap. "Lui avrebbe lavorato su una cosa per sempre. Lento potrebbe essere la parola giusta, perché voleva essere sulla nota. Scriveva un intero arrangiamento lasciando fuori una sola nota, per tornare dopo due settimane per inserire solo quella"
Nato nel 1912 a Toronto e cresciuto a Stockton, in California, Evans spese una vita creando un nuovo sound per una orchestra jazz e lo ha fatto senza alcuna educazione musicale. (Disse di aver imparato a gestire una canzone popolare copiando gli arrangiamenti sulle prime registrazioni di Louis Armstrong.)
Ha sempre suonato musica popolare, negli anni '30, ha condotto una sua dance band a Stockton. Ma la sua musica divenne più complessa quando si unì all'orchestra di Claude Thornhill nel 1941.
Poi, alla fine degli anni '40, Evans incontrò Miles Davis. La loro iniziale collaborazione nacque da informali jam sessions presso l'appartamento dell'arrangiatore sulla 52nd Street, dove si prensentavano alcuni dei migliori giovani beboppers della città. Il risultato fu una serie di registrazioni che divennero conosciute come Birth of the Cool, accreditate oggi per aver lanciato il "cool sound" nel jazz.
Tra i musicisti c'era un giovane musicista francese, Gunther Schuller. Conosciuto ora come celebre compositore, Schuller dice che gli arrangiamenti erano incredibili - in particolare, su un pezzo chiamato "Moondreams", scritto dal pianista di Glen Miller, Chuck McGregor.
"Gil Evans ricompose questo pezzo nel suo stile molto più avanzato", dice Schuller. "Compose questa coda, che inizia con un accordo drammaticamente dissonante, molto fragoroso. E per un periodo di circa, diciamo, un minuto e mezzo, la musica si attenua. Diventa sempre più morbida. E calma, anche ritmicamente. All'inizio era molto agitata. Ed alla fine arriva un bellissimo, morbido, riposante finale che termina in B minore."
"E' un incredibile pezzo di composizione. Come gli venne fuori in quel momento ... è oltre la mia comprensione, ed io lo conoscevo molto bene."
Evans scrisse decine di composizioni che non furono mai registrate. Il compositore Ryan Truesdell ha trascorso gli ultimi tre anni portando alla luce una cinquantina di esse, la maggior parte scritta per l'orchestra di Thornhill alla fine degli anni '40. Ha assemblato un orchestra moderna per registrare 10 canzoni per un disco uscito ieri, in occasione del compleanno di Evans, intitolato Centennial: Newly Discovered Works of Gil Evans.
Truesdell dice che ciò che rende così distintivo il suono di Evans è l'alone di mistero che proviene dallo spazio tra le note nei suoi accordi.
"E' quasi come una nuvola su cui la musica è in grado di galleggiare" dice. "Con la sezione fiati, per esempio, [Evans] avrebbe scritto accordi di quattro, forse cinque note. Ma invece di metterle distanziate, in modo che occupassero tutto lo spazio dal basso verso l'alto, le metteva tutte insieme. E poi tutto ad un tratto, c'è tutta questa aria tra il basso - la linea del walking bass - e questi strumenti. E ciò dà un effetto fluttuante, molto leggero".
Negli anni '60, Evans aggiornò la sua orchestra con chitarre elettriche e sintetizzatori, ma continuò ad armonizzare con i suoi "vicini" accordi di note. Nel 1983, una settimana prima del suo 71° compleanno, Evans si sedette al pianoforte nel suo angusto appartamento di New York, mise della marijuana nella sua pipa e mi mostrò come armonizzava la canzone di Jimi Hendrix "Up From the Skies".
"Ho ottenuto un certo sapore vero? Perchè le note sono vicine", disse.
Evans disse di non aver guadagnato mai un centesimo dalle sue registrazioni - ma era tranquillo per quello. "Ho cominciato come arrangiatore", ha detto. "Se avessi saputo all'epoca che era un gioco perdente, non l'avrei fatto, perché l'arrangiatore non ottiene alcun diritto d'autore. Ma mi sono divertito così tanto a farlo che non ci ho mai pensato".
Evans disse che era inutile lamentarsi del passato: era solo interessato a ciò che succedeva ora.
Morì all'età di 75 nel 1988.
(Fonte Npr)

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