giovedì 10 maggio 2012

Enrico Pieranunzi "Perpianoeorchestra" a Forlì

Giovedì 17 maggio 2012, alle ore 21, il Teatro Diego Fabbri di Forlì sarà il palcoscenico di Perpianoeorchestra, concerto che rappresenta l’incontro tra Enrico Pieranunzi, Paolo Silvestri e l’Italian Jazz Orchestra


Perpianoeorchestra è il vestito orchestrale cucito da Paolo Silvestri intorno al pianismo e alle composizioni di Enrico Pieranunzi. Un lavoro articolato su brani originali, composti da Silvestri per l’occasione, e nuovi arrangiamenti di pagine di maestri della musica italiana come Trovaioli e Morricone.
Un concerto per strumento solista e orchestra, un dialogo costante tra linee melodiche e strutture provenienti dalla penna di Silvestri e dai temi e dalle improvvisazioni presenti nei lavori di Pieranunzi. Un’interazione continua, sempre alla ricerca di un equilibrio tra improvvisazione e scrittura, sempre attenta a valorizzare idee e nuove possibilità del linguaggio jazzistico attraverso il valore della composizione.
Enrico Pieranunzi, pianista e compositore, jazzista di livello internazionale e interprete classico da sempre pone al centro delle sue interpretazioni la scrittura come strumento necessario per la comunicazione e l’espressione.
Il suo tocco e la sua capacità di evocare le anime del pianoforte lo hanno reso uno dei più importanti interpreti del piano trio del panorama jazz contemporaneo. L’incontro con l’Italian Jazz Orchestra rappresenta una occasione importante e, tutto sommato, inconsueta per ascoltarlo insieme ad un organico ampio.
Paolo Silvestri, da parte sua, ha sempre puntato alla definizione di un territorio musicale, dove far incontrare il bisogno di nuova musica scritta e di un repertorio specifico, tagliato sulle esigenze e le motivazioni stilistiche dei solisti e dei gruppi con cui collabora.
Dopo l’esordio avvenuto lo scorso anno con la Crystal Wall Jazz Suite, composta da Petretti ed eseguita con Fabrizio Bosso come solista, la formazione torna quest’anno a calcare il palcoscenico del Teatro Fabbri assieme a due personaggi che hanno lavorato spesso sul rapporto tra jazz e mondo classico, sugli equilibri tra scrittura e spazi aperti per l’improvvisazione come, appunto, Enrico Pieranunzi e Paolo Silvestri.
L’Italian Jazz Orchestra nasce da una idea originale dell’Orchestra Maderna – e, in particolare, del suo Presidente Luigi Pretolani – e di Fabio Petretti: creare un ponte tra musica classica e jazz attraverso la creazione di un organico costituito da archi, fiati e ritmica, con l’obiettivo di eseguire musica composta e arrangiata rispettando le diverse anime che confluiscono in essa.
Come nota lo stesso Silvestri, nel presentare il progetto, “le iniziative che uniscono il jazz e la musica classica si stanno moltiplicando. Spesso si organizzano concerti che hanno questo orientamento e nascono formazioni strumentali nuove adatte a realizzare questa fusione. Non è più un’esigenza di un gruppo di intellettuali, ma è una pratica diffusa, che nasce ‘dal basso’, come se i musicisti stessi non sopportassero più di essere catalogati in un unico genere.
All’interno dell’Italian Jazz Orchestra si affiancano perciò una nutrita sezione d’archi proveniente dalle fila dell’Orchestra Maderna e una compagine di musicisti jazz, differenti per intenzioni stilistiche e appartenenza geografica: interpreti abituati al lavoro in ensemble ampi e con un forte senso per la composizione come Achille Succi, Simone Lamaida, Fabio Petretti e Rossano Emili, scelti per la sezione delle ance, Gianpiero Lobello, Stefano Serafini, Giovanni Hoffer, Roberto Rossi e Gigi Grata, per gli ottoni, e la ritmica formata da Paolo Ghetti e Stefano Paolini.

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