lunedì 7 maggio 2012

E' deceduto Joe Muranyi, ultimo clarinettista di Armstrong

E' morto recentemente il clarinettista americano, ma di origine ungherese,  Joe Muranyi, che guadagnò i suoi 15 minuti di fama, come ultimo clarinettista della celebre All-Stars di Louis Armstrong
Muranyi suonò a fianco al grande trombettista fino alla fine (nel 1971) e poi gli fu dato, nel 2003, anche il grande l'onore di esibirsi alla cerimonia dell'apertura del museo nella casa di Armstrong a Corona, New York. 


Muranyi nacque a Martins Ferry, Ohio, e si trasferì a New York con la sua famiglia quando era ancora un ragazzo. Dopo aver debuttato in un orchestra con la balalaika, successivamente si concentrò sul clarinetto classico, suonando per tre anni, dal 1946, in una band delle forze aeree, prima di iscriversi alla Manhattan School of Music. Ebbe anche tempo per studiare con improvvisatori jazz modernisti come Lennie Tristano e con il clarinettista classico Simeon Bellison prima di completare i suoi studi alla Columbia University.
Ma nonostante queste associazioni, Muranyi scelse di abbracciare il jazz di New Orleans come sua raison d'être musicale e suonare con una serie di figure importanti del jazz della scena di New York, tra cui Eddie Condon, Henry "Red" Allen e Max Kaminsky, pur mantenendo un lavoro giornaliero come produttore e scrittore di note di copertina per la RCA Victor ed altre etichette discografiche. 
Nel 1963 assunse la direzione del Village Stompers, una vivace formazione che raggiunse un improbabile successo con Washington Square, che raggiunse il n. 2 della Billboard Hot 100, consentendo alla band di fare un grande tour negli Stati Uniti e in Giappone.
Gli Stompers erano gestiti dalla Associated Booking Corporation, diretta da Joe Glaser, che seguiva anche la carriera di Armstrong, così quando si liberò un posto per un clarinettista nella All-Stars del trombettista, Muranyi fu assunto, rimanendo per quattro anni molto gratificanti.
Notoriamente Armstrong martoriava la pronuncia del nome Muranyi, che diventava "Joe Ma Rainey" (con riferimento alla celebre diva del blues), così aggiungendo sul palco la loro reciproca bonomia quando la All-Stars girava per il mondo.
"Andavo molto d'accordo con Pops (Armstrong). Io ero l'unico nella band che conosceva tutti i suoi dischi e la sua storia. Lo amavo. Era meraviglioso", ha detto in una intervista.
Dopo la morte di Armstrong, Muranyi si legò ad un altro titanico trombettista, Roy Eldridge, quindi si concentrò su un repertorio Dixieland/mainstream per la sua lunga residenza al club di Jimmy Ryan a New York. Dopo il ritiro di Eldridge, Muranyi diventò un musicista freelance; cominciò anche a suonare regolarmente nella sua patria d'origine, l'Ungheria, dove, secondo le parole del biografo di Armstrong Ricky Riccardi, "Era trattato come una specia di eroe", apparendo in film, documentari e in molte registrazioni.
Muranyi è stato, qualche anno fa, protagonista al Birdland di New York con la Louis Armstrong Centennial Band di David Ostwald mentre si crogiolava nel tepore della sua personalità e nel suo modo ancora vigoroso di suonare il clarinetto.
I giovani musicisti lo apprezzavano per la sua generosità e per l'incoraggiamento, mentre gli altri più affermati semplicemente gustavano la sua creatività.

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