lunedì 2 aprile 2012

Roberto Cecchetto Trio al Blue Note di Milano

Venerdì 6 aprile 2012 al Blue Note di Milano, il trio di Roberto Cecchetto (Roberto Cecchetto alla chitarra, Giovanni Maier al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria) presenta il suo ultimo lavoro discografico intitolato Soft Winds.


Libero, rarefatto e, allo stesso tempo, capace di aprirsi ad episodi lirici o ricchi di groove. “Soft Wind”, l’ultimo lavoro licenziato da Roberto Cecchetto e prodotto dall’etichetta milanese My Favorite Records propone soluzioni mai scontate, con una costante ricerca di elementi e combinazioni particolari, lascia spazio agli interventi in improvvisazione libera e collettiva condivisi con Giovanni Maier e Cristiano Calcagnile.
Una musica ricca di sospensioni e sempre alla ricerca di nuove possibilità. Cecchetto insieme ai suoi compagni di viaggio disegna situazioni immediate e le unisce grazie a un filo narrativo che lega tensioni e lirismo, cantabilità e libera improvvisazione, alla costante ricerca di suoni e soluzioni mai scontate. Considerato dalla critica e dal pubblico uno dei migliori chitarristi italiani (plurivincitore nel referendum indetto da Musica Jazz nella categoria miglior chitarrista), il musicista milanese ha incrociato nel corso degli anni il suo strumento con tutti i più grandi musicisti della penisola.
L’album verrà presentato per la prima volta a Milano il 6 aprile con un eccezionale concerto al  prestigioso Blue Note. In scaletta oltre ai brani di “Soft Wind” anche alcune composizioni tratte dai lavori precedenti  “Memories” , “Mantra” e “Downtown”. 
Roberto Cecchetto studia chitarra classica al Conservatorio di Milano e composizione con Filippo Daccò. Si perfeziona grazie ad una borsa di studio ricevuta per partecipare ai seminari estivi di Siena Jazz nel 1992 e dopo qualche tempo interviene all’incontro annuale dello I.A.S.J. (International Association School of Jazz) svoltosi a New York dove ha la possibilità di suonare al JVC New York Jazz Festival e all'ONU.
Più o meno nello stesso periodo Roberto Cecchetto comincia a svolgere una decisa attività concertistica entrando a far parte del gruppo Tribute con Andrea Dulbecco, subito dopo è nel Roberto Della Grotta Sextet. In seguito suona con Paolo Fresu, entra a far parte del Daniele Cavallanti Quartet e dell’orchestra Jazz Chromatic Ensemble, si dimostra uno dei migliori chitarristi sulla scena, capace di muoversi nell’ambito dell’avanguardia e dialogare in modo serrato con stili più prossimi alla tradizione.
Nel 1993 Enrico Rava mette in piedi un quintetto elettrico, il Rava Electric Five, e Cecchetto diviene una delle due chitarre elettriche assieme a Domenico Caliri.
Con Rava – con il quale inciderà diversi dischi come "Rava noir" e“Certi angoli segreti” (Label Bleu) – partecipa alle più prestigiose manifestazioni della scena jazz internazionale in particolare in Francia, Austria, Germania, Canada e Giappone. Instaura un ottimo rapporto collaborativo con il trombettista Giorgio Li Calzi, con il sassofonista Daniele Cavallanti e con il batterista Tiziano Tononi divenendo presto una delle colonne portanti dell’organico Nexus fondato da questi ultimi due musicisti agli albori degli anni Ottanta. Partecipa inoltre alle registrazioni di “Awake Nu”, doppio tributo di Tononi alla musica stellare di Don Cherry, nel quale affianca l’ospite speciale Herb Robertson alla tromba e flicorno.
In "Seize the time!"- Nexus Orchestra, affianca il grande trombonista Roswell Rudd, ospite speciale della registrazione. Tra le sue esperienze di maggior interesse va certamente ricordata la collaborazione con Gak Sato (“Tangram” 2001 e “Informed Consent” 2006), musicista e sperimentatore originario di Tokyo ma da tempo residente in Italia. Parentesi davvero fortunata nella carriera di Cecchetto è la formazione Rand-o-mania con il trombone di Gianluca Petrella e ritmica formata da Andrea Lombardini e U.T. Gandhi, con i quali pubblica per Artesuono il CD “Strade”.
E’ leader del Downtown trio completato da Giovanni Maier al contrabbasso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni nell’ambito del quale esplorano l’improvvisazione più fantasiosa servendosi anche dell’elettronica. L'omonimo esordio del trio è registrato su etichetta Auand ed è disponibile anche con la presenza di Antonello Salis.
Condivide con Maier, compagno fedele fin dai tempi del Rava Electric Five e del Jazz Chromatic Ensemble, un duo formidabile che ha inciso per Artesuono di Stefano Amerio “Slow Mood” (2003), disco acustico supportato dall’ausilio di loops, e "Blues Connotation" (2007). Nel 2007 viene votato come Miglior Strumentista ex aequo con Stefano Bollani nella Categoria "pianoforte-tastiere-chitarra" del referendum Top Jazz indetto dalla rivista specializzata Musica Jazz.
Nel maggio 2009 è stato pubblicato per Parco della Musica Records il disco del Downtown trio con ospite Antonello Salis, “Memories” (maggio 2009).
Tra i suoi più recenti progetti, il duo con Giovanni Guidi al pianoforte e il quartetto “Mantra” con Francesco Bearzatti, Luca Bulgarelli e Ivo Parlati il quale ha realizzato il cd omonimo ad aprile 2010 sempre per PdMR.

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