giovedì 19 aprile 2012

Richard Williams. The Blue Moment

Kind of Blue di Miles Davis è “il” disco jazz per eccellenza. Talmente noto (ben oltre i confini degli addetti ai lavori) che, durante un dibattito, mi è capitato - avendo candidamente e pubblicamente confessato che si trattava del mio primo disco di jazz e sicuramente del mio preferito di Davis - di essere additato al generale ludibrio per la convenzionale banalità della scelta.


Richard Williams ha scritto un saggio in linea con il successo “popolare” del disco, indagando precisamente il significato (ma soprattutto enumerando i motivi di fascino) sul pubblico e sui musicisti.
Richard Williams è stato direttore della Bibbia musicale Melody Maker e oggi ricopre il ruolo di editorialista per il quotidiano inglese The Guardian e vuole capire quale ingrediente preciso ha affascinato tanto di Kind Of Blue e perché così a lungo. 
E se l’analisi dei brani piuttosto convenzionale non produrrà un particolare frisson nei lettori smaliziati (consumatori per esempio del lavoro di Ashley Kahn, Kind Of Blue, edito sempre da Il Saggiatore), è nei paralleli con le altre arti che Williams dispiega il suo talento critico e la sua fantasia. 
Si parte dalle arti visive con il blu nelle vetrate delle cattedrali medievali per arrivare a Picasso, dalle architetture di Mies van der Rohe, alla letteratura di Sartre e della Beat Generation
Poi si passa in musica dove si analizza l’uso della modalità nella musica classica indiana per approdare ai minimalisti americani come La Monte Young, Terry Riley, Steve Reich e alla nell'avanguardia pop- contemporanea di Brian Eno.
Il tutto condito da continui riferimenti a tutte le altre musiche commerciali lambite dall’influsso davisiano: dall’art rock dei Velvet Underground al funk di James Brown, al blues, al soul.
Mentre i riferimenti al jazz sono noti, spesso certificati dal tempo o dalla critica (cito l’esempio del genio di Jimmy Cobb in apertura di So What, un colpo solitario di piatto minimalista che amo sempre più ad ogni ascolto o il colpo di charleston su Freddie Freeloader, stessa funzione) gli incroci con la musica colta contemporanea sembrano delle intuizioni fenomenali, ma non ancora del tutto dimostrate.

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