lunedì 23 aprile 2012

Lanes primo album di Filippo Cosentino feat. Fabrizio Bosso

E' uscito "Lanes" feat. Fabrizio Bosso, primo disco solista del chitarrista Filippo Cosentino.
I nove brani inclusi nel cd, in vendita nei maggiori store musicali sono cinque originali e quattro riarrangiamenti e riletture di standards jazz di Benny Golson, Gil Evans, Thelonius Monk e Miles Davis, e segnano il momento della maturità per l'artista, che negli anni ultimi anni ha intrapreso una carriera discografica di successo, come sessionman e arrangiatore, partecipando a produzioni discografiche di numerosi artisti emergenti, e ha all’attivo tournée in Italia e all’estero con artisti di livello internazionale come il songwriter londinese Alan Bonner.


Il titolo del cd, "Lanes", che in inglese significa corsie, si riferisce ai molteplici stili musicali nei quali Cosentino si sperimenta: dal jazz (si è esibito, fra gli altri, al fianco di Javier Girotto, Barend Middelhoff, Tom Kirkpatrick, Don Stapleson), al rock, al pop, al blues, sono il riflesso di una carriera che non si è limitata ad un genere, ma spazia e viene valorizzata dalle contaminazioni.
Da segnalare la presenza di ospiti di assoluto rilievo: da Fabrizio Bosso, trombettista italiano celebre in tutto il mondo, a Davide Beatino, bassista di Samuele Bersani.
Eccellente album d’esordio per questo chitarrista piemontese. L’album si fa notare per più di un motivo. Innanzitutto la scelta del repertorio. Nella giusta convinzione di doversi far conoscere sia come compositore sia come esecutore, Filippo ci presenta cinque originali di impianto moderno e dalla linea melodica orecchiabile e quattro standard jazz (“Hassan’s dream” di Benny Golson, “Las Vegas Tango” di Gil Evans, “ Blue Monk” di Thelonius Monk, “, e il conclusivo “Solar” di Miles Davis) riletto con originalità ed intelligenza. Ma con chi interpretare brani così importanti? Anche in questo caso la scelta di Cosentino è stata più che felice del momento che ha chiamato accanto a se un bassista di vaglia come Davide Beatino, già con Samuele Bersani e soprattutto il sempre eccellente Fabrizio Bosso che possiamo ascoltare nel brano d’apertura che da il titolo all’intero album e in “Smokin’ jazz”; gli altri musicisti che collaborano con il chitarrista sono l’altro bassista Giovanni Sanguineti e il batterista Carlo Gaia. Ciò detto, Cosentino appare musicista maturo, ben consapevole dei propri mezzi e soprattutto in grado di esprimere in maniera compiuta la “sua” musica frutto di intense contaminazioni. In effetti sia nel modo di comporre sia nel linguaggio chitarristico si avverte chiaramente come Cosentino abbia frequentato con profitto i territori del jazz, del blues, del rock, della fusion traendone, comunque, input positivi che si sono tradotti in uno stile personale e convincente. Si ascolti, al riguardo, il pezzo che da il titolo all’intero album e in tre pezzi in cui Cosentino suona da solo: “River avon”, “Reloaded”, “Spring mood”: la statura sembra quella di un ottimo musicista… aspetto quindi il prossimo album con ansia ed interesse.

2 commenti:

  1. Sono molto felice di leggere questo post sul bellissimo disco di Filippo!

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  2. Ciao e grazie mille per questo tuo post! Purtroppo in Italia si tramanda e si suona un jazz che si ascolta solo qui da noi...diciamo un po' old style. Mi fa molto piacere che invece ci siano persone che come te apprezzano l'innovazione e la sperimentazione ( come del resto devo ringraziare i giornalisti che tanto bene hanno recensito il mio album solista ). Girando per l'Italia si sentono i veri talenti nei piccoli club, anni luce avanti a quei "nuovi talenti" che sfornano i concorsi di jazz...chiacchierando con un songwriter inglese con cui lavoro a Londra ho scoperto che ( tv a parte, ma quella non fa testo ) in Uk non esistono concorsi per far fare a gara tra musicisti. Esistono invece qui da noi.
    Andiamo nei piccoli club, dove la musica si suona dal vivo e veramente: se vi piace il jazz là si suona sul serio!

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