venerdì 15 febbraio 2013

REPLAY: La difficile vita di Art Pepper (prima parte)

(Pubblicato originariamente il 29 aprile 2012)
Quest'anno in giugno si commemora il trentennale della morte del grande Art Pepper, morto nel 1982 per infarto dopo una incredibile vita, segnata al carattere tormentato e autodistruttivo del sassofonista, come documentato dall'eccezionale autobiografia, dal titolo Straight Life, scritta insieme alla terza moglie Laurie circa tre anni prima della sua morte.


Nato Arthur Edward Pepper, Jr. il 1 settembre del 1925 a Gardena in California, era sostanzialmente un figlio non voluto di una mamma ribelle, dedita alla bella vita e di un padre marinaio sempre in viaggio, Pepper crebbe allevato da una nonna ben intenzionata, ma fredda nei suoi confronti. Il suo talento musicale emanava dalla famiglia italiana di sua madre e a nove anni, Art convinse suo padre a comprargli uno strumento musicale e ad assumere un insegnante, Leroy Parry, che lo avviò al clarinetto come suo primo strumento. Il suo orgoglioso padre avrebbe portato il figlio a suonare le canzoni popolari del momento, guadagnando denaro e adulazione, in giro per i bar locali. All'età di dodici anni, Pepper passò all'alto sax che diventò il suo strumento principale in tutta la sua carriera professionale.
Pepper fu in gran parte un autodidatta, che imparò ad usare lo strumento attraverso l'ascolto intensivo; iniziò a suonare su Central Avenue a Los Angeles, casa del jazz nero e risposta della West Coast alla 52nd Street di New York. Nel 1941 il Club Ritz e il Alabam Club erano i luoghi che l'emergente altoista frequentava e, talvolta, guadagnava dei soldi suonando con trombettisti del calibro di Louis Armstrong e Roy Eldridge, il bassista Jimmy Blanton, l'altoista Johnny Hodges, e i tenorsassofonisti Coleman Hawkins, Ben Webster e Dexter Gordon. 
Gordon presentò il neo arrivato al batterista Lee Young, fratello del leggendario Lester "Prez" Young. Il batterista divenne suo mentore e, infine, presentò Pepper a Benny Carter, il leggendario sassofonista e bandleader.
Art ricorda la sua esperienza nel 1943 nella band Carter nella sua autobiografia, Straight Life: "Non avevo mai suonato come primo altoista, con Benny ero secondo alto, ma nel mio book avevo due parti scritte nella maggior parte degli arrangiamenti e alle volte, se non c'era molto pubblico, Benny scendeva dal piedistallo e mi faceva suonare le sue parti. Facevo tutti i suoi assoli. Ho imparato come suonare da leader in una sezione di quattro sassofonisti. E ho imparato molto seguendo Benny, ascoltando i suoi assoli."
Dovendo fare un tour del sud, Carter decise di non inserire il promettente musicista bianco nella sua "banda colorata."
Invece, Carter organizzò affinchè Pepper superasse una audizione con la nascente banda di Stan Kenton, con la quale Art iniziò a suonare come primo altoista all'età di 17 anni. Gli accordi altamente stilizzati di Kenton, convinsero Pepper che per poter fare degli assoli efficaci, avrebbe dovuto imparare di più sulla teoria e sulla struttura degli accordi. Il tenorsassofonista di Kenton, Red Dorris, aiutò Pepper in questa fase di sviluppo.
Benchè fosse stato un bambino debole e malato, Pepper divenne un  teen-ager forte e bello. Non avendo praticamente alcun controllo da parte dei genitori, diventò un ragazzo di strada, cominciò a combattere, bere, e sperimentare una varietà di droghe leggere, e in gran parte ignorando la scuola.
Alla metà del 1943, mentre lavorava con le bands di Gus Arnheim, Young, e Carter, il diciassettenne Art Pepper sposò la sua fidanzata sedicenne Patti Moore.
Mentre era con Kenton, Pepper ricevette la sua cartolina precetto e subito dopo il suo diciottesimo compleanno fu arruolato nell'esercito nel febbraio del 1944. Poco prima di partire per l'estero, dove lavorò sia come musicista che come un improbabile membro della polizia militare, Pepper diventò padre per l'unica volta. Sua figlia, Patricia Ellen, nacque il 5 gennaio 1945. Per gran parte del 1947, dopo il suo congedo, Pepper comiciò a lottare per un posto di lavoro e fu coinvolto più profondamente con alcol e droghe. Kenton, con cui Pepper aveva fatto la sua prima registrazione nel 1943, lo convocò, e da quel momento, fino alla fine del 1951, l'altoista divenne il solista della band che presentava un elenco di grandi del jazz, quali i trombettisti Maynard Ferguson e Shorty Rogers, i trombonisti Kai Winding e Milt Bernhart, i sassofonisti Bob Cooper e Bud Shank, e il batterista Shelly Manne. Fu durante questo periodo che Pepper - solitario, insicuro e insoddisfatto musicalmente - divenne dipendente dall'eroina, una sostanza che avrebbe dominato la sua vita fino al 1969.
Pepper lasciò la band di Kenton alla fine del 1951, così come molti degli altri componenti stanchi di nove mesi di tour e di vita negli autobus. Profondamente dipendente dall'eroina e dall'uso di alcol, Pepper formò un proprio quartetto e cominciò a registrare con la sua band e con altri gruppi guidati da alunni di Kenton. I suoi acclamati combo dei primi mesi del 1952 presentavano il pianista Hampton Hawes, il bassista Joe Mondragon e il batterista / vibarfonista Larry Bunker.
Shorty Rogers and His Giants e lo Shelly Manne Septet gli consentirono di andare in sala di registrazione, mentre dei concerti irregolari incrementavano il suo reddito, ma non abbastanza per sostenere la sua crescente dipendenza dall'eroina.
Con l'incoraggiamento del padre, Pepper si impegnò ad entrare in un sanatorio per scacciare la sua dipendenza. Ma appena dopo il rilascio, tuttavia, cercò un rivenditore e ricominciò da capo. Usando spesso strumenti presi a prestito, l'altoista barcollò attraverso una serie di lavori minori fino al suo arresto per possesso di eroina all'inizio del 1953. Durante i 15 mesi di carcere al Fort Worth U. S. Public Health Service Hospital, Patti divorziò da Art e si risposò.

1 commento:

  1. grande musicista, mente disturbata. sempre emozionante a prescindere

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