giovedì 5 aprile 2012

Joe Jackson porge il suo tributo a Duke Ellington

Benchè sia meglio conosciuto per successi pop come She Really Going Out with Him? e Steppin' Out, Joe Jackson ha una profonda ammirazione per il leggendario bandleader, compositore e pianista Duke Ellington. E sulla sua prossima uscita, The Duke (che uscirà il 26 giugno per l'etichetta Razor & Tie), Jackson ha deciso di rielaborare un album di classici di Ellington.


"Penso che probabilmente questa decisione sia giunta furtivamente su di me, dopo essere stato per tanti anni un fan di Ellington," dice Jackson alla rivista Rolling Stone. "Deriva dalla mia adolescenza. Negli gli ultimi anni, mi sono ritrovato a suonare diversi arrangiamenti di brani di Ellington - sia nella mia mente, che con il mio gruppo. Abbiamo fatto un paio di cover di Ellington con il trio con cui ho lavorato negli anni scorsi. Ma io volevo andare molto più in là. Esplorare molti approcci differenti per questa musica, che credo sia così forte e così classica. Sono stato ispirato anche dalla filosofia di Ellington, che pensava allo stesso modo della sua musica. Egli ha costantemente riarrangiato e reinventato le proprie composizioni a volte in modi piuttosto radicali "
Uno dei modi radicali con cui Jackson ha rielaborato i brani è stato quello di eliminare uno strumento che è stato un elemento importante in molte composizioni di Ellington. "Nessuno strumento a fiato. Questa è stata una regola che ho deciso abbastanza presto, perché l'ultima cosa che volevo fare era fare qualcosa che sembrasse come un Ellington annaquato. Non pochi artisti jazz hanno fatto album di tributo ad Ellington, ed alcuni di loro sono molto buoni, ma tendono a sembrare Ellington di seconda mano". 
A riempire le parti per i fiati sono una vasta gamma di strumenti, Jackson dice: "ogni cosa, dalla fisarmonica all'armonica allo stylophono, ad un quartetto d'archi".
Prodotto dallo stesso Jackson e registrato e mixato da Elliot Scheiner, The Duke offre sia pezzi strumentali (Isfahan, Rockin 'in Rhythm) che pezzi vocali (Mood Indigo, un medley di I'm Beginning to See the Light e Take the A Train) e presenta una grande varietà di musicisti ospiti (Steve Vai e Questlove, tra gli altri), uno dei brani più intriganti è una  interpretazione di It Don't Mean A Thing (If You Ain't Got That Swing) con un duetto tra Jackson ed il padrino del punk rock Iggy Pop.
"Ci siamo incontrati una volta, quando entrambi eravamo nello stesso albergo in tour, e abbiamo bevuto un paio di birre", dice Jackson. "Ho trovato che fosse un ragazzo molto interessante e affascinante. Una persona anche molto intelligente, con la mente molto più aperta di quanto la gente pensi. Ho sentito la sua voce nella mia mente cantare quella canzone e ho pensato: 'Mi domando se a lui 'piacerebbe farlo?' E lo ha fatto!
Jackson sta già preparando un tour in supporto di The Duke. "Andremo in tour in settembre e sto mettendo insieme la band", dice. Ma non confronta questo album al suo precedente swingante album del 1981, Jumpin 'Jive.
"Io non penso sia simile a Jumpin' Jive. E' completamente differente", dice. "Penso che invece sia più come Night and Day o altre cose che ho fatto, come ad esempio Heaven & Hell".
(Fonte Rolling Stones)

1 commento:

  1. 1 - Critico non morde critico, ma critico morde blogger.
    2 - Se sei donna è pure peggio...
    3 - La musica suonata unisce, quella parlata divide...

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