giovedì 17 gennaio 2013

REPLAY: Il clarinettista Ben Goldberg si avventura in nuove direzioni

(Pubblicato originariamente il 4 aprile 2012)
Ben Goldberg stava battendo una linea di basso sul suo vecchio piano verticale Kohler & Campbell nel suo bungalow di Berkeley l'altra mattina, buttando giù le frasi di apertura di una pezzo che sta componendo per una prossima data di registrazione a New York. Gli accordi che seguirono suggerivano un blues yiddish con un tocco di Chopin.
Goldberg, grande clarinettista e compositore nella scena creativa musicale sin dagli anni '80, suonerà la melodia sul grande clarinetto contralto, uno strumento che ha imparato a suonare con Clarinet Thing, uno della mezza dozzina di gruppi con cui suona o che dirige. La band che sta registrando questa musica presenterà il mago della chitarra Nels Cline (meglio conosciuto come membro del gruppo di rock alternativo Wilco), il batterista Ches Smith e i tenorsassofonisti Ellery Eskelin e Rob Sudduth.


"Ho avuto una visione, in cui io sono il bassista, mentre la sezione ritmica consiste di due sassofoni tenore - che sono come la parte per chitarra - e Nels è il solista, il melody-maker", dice Goldberg. 
Sta sorseggiando una tazza di Peet nella sua appartamento di Berkeley, le cui pareti in cui sono costellate di poster di Van Gogh, Picasso e Bob Dylan, mentre il salotto è pieno di strumenti, tra cui un organo Hammond M3, una batteria ed una vecchia grancassa da marching-band trovata ad una vendita di garage e rifinita con amore.
Goldberg, che si è fatto un nome suonando improvvisazione free-jazz e guidando l'innovativo New Klezmer Trio, ha imparato l'arte del songwriting negli ultimi due anni. 
Componente del Tin Hat - un quartetto la cui musica da camera, seducente ed arrangiata ad arte, si basa su tango, folk e modern art music, in modo intuitivo e originale - Goldberg ha scritto sei dei pezzi del prossimo album dei Tin Hat basato sulle poesie di E.E. Cummings.
"Non avevo mai scritto musica con dei testi. Non sapevo se fossi riuscito a farlo", afferma lo schietto e simpatico 52enne Goldberg. 
Si è innamorato del processo, del "tira e molla tra parole e musica". Quando ha iniziato ad esplorare quella tensione, mettendo faticosamente le parole nel posto giusto, "le melodie e le forme si sono riunite. Ho cominciato veramente a godermela."
Arrivato al songwriting attraverso questo progetto, Goldberg ha continuato a scrivere una serie di canzoni per "Orphic Machine", un lavoro di due ore che ha debuttato all'inizio di questo mese. Commissionato dalla Chamber Music America e dal Festival di musica ebraica, esso si basa su scritti di Allen Grossman, con cui Goldberg ha studiato alla Brandeis University, prima di ottenere un diploma di musica alla UC Santa Cruz e un master in composizione al Mills College.
Tra gli altre poemi, ha musicato "2 little whos" di Cummings, modellando una melodia luminosa e gioiosa che danza in un piccolo groove, stratificando delicatamente le voci di violino, clarinetto e fisarmonica. Il poema gli ha portato alla mente Cline e la multi-strumentista Yuka Honda, che stavano per sposarsi.
"Qualcosa di '2 little whos under this wonderful tree' mi ha parlato di loro. Sembra così bella e innocente", afferma Goldberg, che non avrebbe potuto immaginare la scrittura di un brano come questo 20 anni fa. Nelle sue prime registrazioni "sarei morto piuttosto che scrivere un groove come questo, allora suonavo free jazz, selvaggie improvvisazioni. Scrivere qualcosa che fosse intonato e semplice e diretto, è come una prova del mio coraggio", aggiunge con una risata.
Il suo senso della melodia si è arricchito unendosi al Tin Hat, un gruppo che bilancia abilmente improvvisazione e composizioni arrangiate delicatamente. Ha suonato come ospite in alcuni dei primi album del trio, ed ha sempre amato la loro capacità di trascendere i confini musicali e i campi ideologici, facendo uso di qualsiasi musica in modo naturale.
"Mark Orton ha detto una cosa, quando entrai a far parte della band, che mi ha profondamente colpito. Disse di voler fare composizioni, non solo canzoni. Questo significa che quando una melodia viene ripetuta, occorre fare qualcosa sotto di essa - aggiungere qualcosa, prendere qualche strada diversa, riorchestrarla. Vogliamo qualcosa che sia sempre in crescita o in evoluzione."
Suonare con i Tin Hat, aggiunge, gli richiese di suonare con maggiore precisione, "ma una precisione che è viva. Perché non essendoci il batterista e il bassista, dobbiamo operare come un quartetto d'archi. Quando si sente un buon quartetto d'archi, c'è tanto movimento e vivacità. C'è respiro e fraseggio insieme ".
Orton e Kihlstedt suggerirono il progetto Cummings. Il violinista amava la poesia e aveva messo in musica un paio di poesie di Cummings per la sua band 2 Yard Foot.
"Il linguaggio che usa è al tempo stesso molto semplice - è quasi come la poesia popolare - ma è anche molto sperimentale", dice la Kihlstedt, al telefono dalla sua casa di Cape Cod. "Segue questa linea che è molto simile a quella che il Tin Hat persegue musicalmente. Siamo interessati a cose che hanno le loro radici nella musica popolare e ad un tipo diretto di espressione, ma le nostre tendenze estetiche sono basate su molta musica d'arte e musica contemporanea."
Goldberg, aggiunge, ha cambiato il Tin Hat, e il Tin Hat ha cambiato lui. La qualità della musica strumentale della band ha "messo in evidenza un meraviglioso senso melodico nel songwriting di Ben. Ed egli porta alla band la sua profonda conoscenza armonica. Armonicamente, lui è un mago. Le canzoni che ha scritto per noi sono differenti da qualsiasi altra cosa che abbiamo suonato prima."
Gli altri progetti di Goldberg includono la sua band con il batterista Scott Amendola e con il chitarrista Charlie Hunter; la Ben Goldberg School, una nuova band con il trombonista Jeff Cressman, il batterista Hamir Atwal e altri; e duetti con la pianista Myra Melford. La musica copre molti territori.
"Sento che questo sia un momento molto eccitante nella musica", dice Goldberg, "perché le cose non devono essere questo o quello, o una combinazione di questo e quello. E' solo musica. Penso che abbia molto a che fare con YouTube e la musica digitale. Perché si ha accesso a tutto, sia che si tratti di Duke Ellington o di musica folk rumena, o i Beatles o qualsiasi altra cosa. Tutto ha la stessa immediatezza."
(Fonte SF Gate)

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