mercoledì 13 febbraio 2013

REPLAY: Hugh Masekela

(Pubblicato originariamente il 28 aprile 2012)
Se avete avuto la possibilità di assistere via internet ieri sera al bellissimo concerto di Parigi per la giornata inaugurale dell'International Jazz Day, converrete con me che uno dei momenti più entusiasmanti della serata sia stata l'esibizione del grande trombettista ed attivista sudafricano Hugh Masekela.


Masekela è certamente uno dei più grandi musicisti africani, un grande rappresentante di Afro-jazz, uno stile che incorpora la musica etnica tradizionale del continente all'interno del linguaggio del jazz. 
Il musicista, tuttavia, è riluttante a definire il suo stile musicale in termini specifici e restrittivi.
"Sono musicista da quando ero bambino, e l'ho sempre chiamata musica." ha dichiarato Masekela. "I grandi musicisti non amano classificare quello che fannoLa comunità ed i media sono liberi di classificare la mia musica nel modo che desiderano. I titoli specifici non hanno attinenza con l'amore per la musica che mi spinge".
Nato a Witbank nel 1939, nel Sud Africa della segregazione razziale, Masekela sviluppò l'amore per la musica in giovane età. Cantava e suonava il pianoforte sin da bambino ed iniziò a suonare la tromba all'età di quattordici anni, incoraggiato da padre Trevor Huddleston, un attivista dell'Apartheid e suo mentore, che lo convinse a perseguire una carriera musicale.
Influenzato da Louis Armstrong, Ella Fitzgerald e Miles Davis, Masekela creò una propria miscela di jazz con le melodie tradizionali del Sud Africa. La sua musica fu fortemente influenzata dalla vita sotto il regime dell'apartheid, prendendo ispirazione sia dalla ricca eredità culturale sudafricana, che dalla difficile situazione politica di tumulti e di segregazione.
Poi nel 1960 il terribile massacro di Sharpeville, quando durante una manifestazione pacifica, la polizia sudafricana aprì il fuoco sulla folla dei dimostranti, uccidendo 72 persone, e il successivo inasprirsi del regime dell'apartheid, convinsero Masekela a espatriare prima a Londra e poi negli Stati Uniti, dove iniziò ad avere un ruolo come attivista politico.
Masekela salì alle ribalta nella scena musicale americana e divenne il prima artista africano a raggiungere il primo posto nelle classifiche Billboard con il suo hit del 1968 Grazin’ in the Grass. Il suo stile unico e la padronanza della tromba gli permisero di raggiungere il successo mondiale. 
Agli inizi degli anni '70 Masekela decise di ritornare in Africa, vivendo per qualche tempo in Guinea, poi in Liberia, in Ghana, nello Zaire e in Nigeria. In questi anni incise una serie di album considerati fra i più innovativi della sua carriera, insieme ad altri artisti di spicco della scena musicale africana come Dudu Pukwana, Fela Kuti e Herp Albert. Nel 1980, Masekela e sua moglie Miriam Makeba suonarono insieme in uno storico concerto di Natale in Lesotho, di fronte a un pubblico di 75.000 persone.
Nel 1981 Masekela si trasferì in Botswana, poco lontano dal confine del Sudafrica, dove creò una scuola di musica (la Botswana International School of Music) e uno studio discografico.
Poco tempo dopo, le azioni di rappresaglia messe in atto dal governo del Sudafrica contro il Botswana (accusato di proteggere "campi di addestramento dei comunisti") costrinsero Masekela a ritornare nel Regno Unito. 
Nel 1987 il suo hit Bring Him Back Home, catturò lo spirito del cambiamento politico in atto in Sud Africa è diventò l'inno per la liberazione di Nelson Mandela. Quindi finalmente, alla fine dell'apartheid nel 1990, dopo essere stato in esilio per quasi 30 anni, Masekela decise di tornare a casa.
L'impegno di Hugh Masekela verso le arti e la musica sudafricana è servito come forza incommensurabile nella lotta contro l'apartheid. La sua popolarità e il suo approccio disinteressato alla formazione ed al sostegno di altri musicisti sudafricani, si sono uniti per portare consapevolezza e significato alla lotta nel suo paese d'origine.
Nella sua lunga carriera musicale, Masekela è stato premiato innumerevoli volte per i suoi fondamentali contributi. Oltre alla sua nomination per il Grammy Award nella categoria Best Contemporary Instrumental Pop Performance nel 1968, Masekela vinse il premio Womex nel 2011, è stato il primo artista africano ad avere un singolo al primo posto nelle classifiche negli Stati Uniti, ha partecipato a uno show di successo di Broadway, intitolato Sarafina! ed ha suonato nella cerimonia inaugurale della Coppa del mondo di calcio nel 2010. 
Ma Masekela afferma che i premi materiali e gli onori, tuttavia, significano ben poco, perché il suo scopo finale è la musica per se stessa.
"La musica non è questo", ha detto Masekela. "I musicisti che cercano riconoscimenti o la fama, fanno una professione sbagliata, perché alla fine si autodistruggono." 
In un'intervista Masekela ha anche affrontato il ruolo enorme che la musica gioca in ogni aspetto della vita del Sud Africa, così come la "resilienza musicale" delle culture africane a superare i tempi di repressione e di lotta.
"In Sud Africa, non c'è nulla che accade senza musica", ha detto Masekela. "Sin dal momento della colonizzazione del Sud Africa nel 1652 e fino alla fine ufficiale dell'apartheid nel 1990, la musica è stato un fattore chiave nella resistenza africana alla repressione e attacco. Quello che tormentava le orecchie di tutti i repressori attraversavano il Sud Africa erano "canzoni, canzoni, canzoni".
"Come risultato, la musica è diventata un agente di liberazione e di libertà nel paese. I canti del popolo erano un catalizzatore importante nei tentativi di liberazione africani" ha detto Masekela.
"Essendo cresciuto in questa cultura, ero costantemente circondato dalla musica. Se ami la musica e sei nato in Sud Africa, sei come un maiale nel fango sporco", ha detto Masekela. "Quello che sono in realtà non proviene da me. L'ho assorbito."
Recentemente Masekela ha pubblicato il suo nuovo album, intitolato Jabulani.
Jabulani, una raccolta di canti nuziali tradizionali sudafricani, fa parte dell'eccellente serie di registrazioni intitolate Listen to Africa. Per catturare le tipiche sensazioni di una celebrazione in un villaggio, le canzoni utilizzano ben dieci cantanti di sottofondo.
Masekela afferma "Spero che questo tipo di celebrazioni del matrimonio possano ritornare nella nostra vita. Mentre ascoltate queste canzoni, vi auguro questo chiassoso abbandono e questi ululati gioiosi".

Nessun commento:

Posta un commento