sabato 9 febbraio 2013

REPLAY: Ritratto di Harry Allen

(Pubblicato originariamente il 25 aprile 2012)
Oggi voglio parlare di un magnifico sassofonista, Harry Allen, che ho scoperto recentemente grazie all'ascolto del suo bellissimo album Rhythm on the River.


Harry Allen è un musicista, sotto certi punti di vista, anacronistico, i cui interessi nel jazz sembrano fermarsi agli anni '30 e '40; il suo sound è fortemente influenzato da artisti come Ben Webster, Zoot Sims, Al Cohn e Stan Getz ed ignora completamente la rivoluzione dei sassofonisti degli anni '60 come Coltrane, Rollins o Shorter, per non parlare del jazz d'avanguardia. Il suo stile "tradizionalista" trova forse l'unica corrispondenza nel presente con Scott Hamilton (con cui ha collaborato nell'album Heavy Juice).
Nonostante sia ancora relativamente giovane, essendo nato a Washington nel 1966, Allen vanta già una corposa carriera discografica comprendente oltre 30 album, oltre a diversi album nei quali è apparso come sideman di artisti come Bucky Pizzarelli, Warren Vache, Jeff Hamilton, Bill Charlap, e Larry Goldings con cui ha recentemente ha registrato il bel When Larry Met Harry.
Dopo essere stato avviato al jazz dal padre, un batterista dell'era delle big-band, Allen frequentò la Rutgers University nel New Jersey, dove attualmente risiede, dove ebbe modo di studiare il sassofono con Sahib Shihab, Bob Mintzer, e John Purcell. Nel 1989, si laureò alla Rutgers in sassofono tenore jazz. 
Mentre era ancora alla Rutgers, Allen fece il suo primo concerto con l'aiuto del maestro bassista Major Holley, dove sostituì Zoot Sims in una registrazione in studio con John Bunch, George Masso, Bucky Pizzarelli, e Ruby Braff.
Lo stesso Holley presentò Allen a Oliver Jackson, che successivamente accompagnò in diversi tour in Europa. Una session del 1986 con Kenny Barron fu la prima data di registrazione di Allen.
Allen è soprattutto un grande esecutore di classici standard, che riesce sempre a rendere in maniera molto fresca e rilassata grazie ad un sound vellutato che però si coniuga con una notevole capacità improvvisativa. Per comprendere meglio gli autori sui quali Allen concentra il suo interesse, va segnalato che nella sua lunga carriera discografica ha prodotto album tributo alla musica di Billy Strayhorn, Duke Ellington, Cole Porter ed Henry Mancini.
Tra i suoi album più importanti vanno citati Harry Allen Meets the John Pizzarelli Trio del 1999, nel quale, accompagnato da un trio senza batteria composto da John Pizzarelli alla chitarra, dal pianista Ray Kennedy e dal bassista Martin Pizzarelli, presenta una serie di celeberrimi standard (Pennies from Heaven, Dear Old Stockholm, I Want to Be Happy, Sunday, Limehouse Blues), o i più recenti Music from Guys and Dolls  nel quale presenta la musica tratta dall'omonimo musical di Broadway, scritta da Frank Loesser, e Hits by Brits (entrambi del 2007) che comprende dei celebri standard scritti da compositori inglesi.
Il recente Rhythm on the River è un album che presenta 13 celebri standard dedicati ai fiumi, nel quale Allen, con un sound che ricorda molto da vicino Ben Webster, rievoca il sound di New Orleans e lo swing degli anni '40 con profondo rispetto e deferenza.
Nell'album Allen è accompagnato da un ottimo quartetto, nel quale spicca lo strepitoso pianista di origini italiane Rossano Sportiello, uno dei migliori specialisti di stride-piano in circolazione, e dell'eccellente cornettista Warren Vaché, che ospita in quattro pezzi che rievocano lo spirito di New Orleans.
Ma la chicca dell'album è certamente la strepitosa versione della ballad Cry Me A River nel quale appare del tutto evidente la maestria di questo eccellente sassofonista, sicuramente uno dei più grandi interpreti di jazz "tradizionale" in circolazione. 


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