sabato 12 gennaio 2013

REPLAY: Gli imperdibili: Joe Henderson - Lush Life: The Music of Billy Strayhorn

(Pubblicato originariamente il 1 aprile 2012)
L'imperdibile di questo mese si sofferma su un album un pò più recente dei precedenti, ma non per questo meno straordinario; si tratta del favoloso Lush Life: The Music of Billy Strayhorn, che nel 1992 segnò l'inizio della seconda vita artistica del grande Joe Henderson, che dopo il periodo di grandi album con la Blue Note alla metà degli anni '60, fu completamente ed ingiustamente messo nel dimenticatoio tra gli anni '70 e '80 prima della grande rinascita con la Verve. 


Come dice il titolo, l'album si concentra sulla musica di Billy Strayhorn, del quale presenta dieci tra i più celebri pezzi, che Henderson rivisita in maniera sensazionale, con il suo stile molto personale, fatto di un sound vellutato e prontamente riconoscibile e di improvvisazioni che riescono ad essere allo stesso tempo impegnative ma allo stesso tempo accessibili.
Per l'occasione Henderson è coadiuvato da un quartetto di musicisti, che furono tra i principali protagonisti del movimento dei Young Lions, quali Wynton Marsalis, il pianista Stephen Scott, il bassista Christian McBride ed il magistrale batterista Gregory Hutchinson, che forniscono un contorno di extra-lusso alle eccezionali performance dell'allora 65enne sassofonista.
Il sempre stimolante Henderson realizza questo omaggio variando la formazioni dal solo (in una leggendaria versione della title-track che chiude l'album), fino al quintetto al completo, rendendo in questo modo l'album sempre vario ed interessante, anche grazie al contributo degli eccellenti sideman.
Personalmente ritengo che i magnifici duetti con McBride in una blueseggiante versione di Isfahan, con Scott in una versione mozzafiato di Lotus Blossom, nel quale il sound vellutato di Henderson si incontra con il meraviglioso stride del pianista, e con Hutchinson in una vibrante versione di Take the "A" Train, alla fine risultino tra i pezzi più riusciti dell'album.
Wynton Marsalis dà il suo solito magnifico contributo in tre eccellenti pezzi bop, tutti presentati con il quintetto al completo, Johnny Come Lately, A Flower Is a Lovesome Thing e Upper Manhattan Medical Group.
Infine merita una citazione la versione solo del classico Lush Life, nella quale il sassofonista mostra la forza della sua capacità improvvisativa, riuscendo a stravolgerla in maniera quasi free, ma conservando sempre intatta la sua indimenticabile melodia; un capolavoro di tecnica ed improvvisazione, applicata ad un pezzo celeberrimo.  
Questo è un album a cui sono particolarmente affezionato, sia perchè ha contribuito in maniera notevole ad accrescere il mio amore, allora nascente, per la musica jazz, sia perchè mi ha permesso di conoscere un artista fino ad allora scandalosamente sottovalutato e secondo me tra i più grandi della storia della nostra musica.
Infatti grazie a quest'album (e ai seguenti con la Verve, in particolare So Near, So Far, Double Rainbow e Porgy and Bess) molti appassionati e critici hanno potuto anche rivalutare la precedente vita artistica di Henderson, fatta anch'essa di album sensazionali.

Ecco in streaming-audio questo bellissimo album nella sua interezza:

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