mercoledì 18 aprile 2012

Gilad Hekselman - Hearts Wide Open

Voglio segnalare lo splendido album del giovane chitarrista israeliano Gilad Hekselman, Hearts Wide Open, pubblicato lo scorso mese di ottobre dall'etichetta Le Chant du Monde.
L'album è una notevole raccolta di pezzi dalle atmosfere rarefatte, su alcuni dei quali spicca il magnifico sax del grande Mark Turner.


Ecco un bella recensione tratta dal sito About.com:
L'effetto che si ottiene dall'album del chitarrista Gilad Hekselman, Wide Open Hearts è quello di un vento incessante ma tuttavia gradevole. 
Rifuggendo dalla forza bruta, Hekselman alimenta le sue composizioni con una soffusa intensità giocando con l'equilibrio tra tensione e risoluzione.
Nato in Israele, Hekselman si è fatto le ossa con molti pesi massimi del jazz, da quando è giunto a New York nel 2004. Ha suonato con Ari Hoenig, Chris Potter, Joel Frahm, e diversi altri. 
In Hearts Wide Open collabora con musicisti altrettanto illustri come Marcus Gilmore alla batteria, il bassista Joe Martin, e il sassofonista Mark Turner. 
Il gruppo colpisce per le atmosfere cupi, rievoca immagini espansive, e fornisce un contesto per intimi assoli che attirano l'ascoltatore in maniera maliziosa, anziché pretendere l'attenzione con fuoco e fiamme. 
“Hazelnut Eyes” ha degli accenni di musica folk americana. Il suo asimmetrico ostinato dà l'impressione di un treno sbuffante lungo i binari. Le precise sezioni del pezzo, possono essere sentite come delle strofe e dei ritornelli, che, insieme ai  morbidi contorni della melodia, fanno sembrare come se il pezzo fosse una versione strumentale di una canzone con testi. Se avesse dei testi, racconterebbero una storia di adorazione dipinta con il dolore.
La traccia seguente, “One More Song,”, presenta il sassofonista Mark Turner, il cui tono raffinato e compassato contribuisce notevolmente alle minimali espressioni dell'album. Le torbide composizioni di Hekselman, occasionalmente si gonfiano ed esplodono dalla tensione, per poi calmarsi improvvisamente, come una pentola di spaghetti il cui coperchio viene periodicamente rimosso per evitare la fuoriuscita d'acqua. Gli assoli elegantemente eseguiti da Mark Turner, frullano arpeggi e linee che svariano attraverso l'intera gamma del sassofono. Mentre il suo playing è generalmente più fiammeggiante della stessa melodia, egli si assicura di non oltrepassare la linea tra sottile agitazione e pomposità.
In alcuni brani, come "Flower" e "The Bucket Kicker", Hekselman suona senza Turner. Il primo in particolare è bellissimo nella sua semplicità. Come "Hazelnut Eyes," si caratterizza per una melodia che sembra quella di una canzone. Il suo ritornello è meditativo e quando la band permette ai suoi confini di estendersi, un ampio panorama prende forma. Sembra come di guidare lungo una strada solitaria con un clima mite. "The Bucket Kicker" è un pezzo giocoso che esprime una sensazione di leggero swing.
Tuttavia, i pezzi più riusciti dell'album sono quelli con Turner. Per prima cosa, il tono di Turner aggiunge uno strato di calore che è assente nel trio. La sua presenza consente ad Hekselman di esplorare i suoi corposi accompagnamenti. 
"Hearts Wide Open" contiene un ripetuto frammento melodico, che segna un improvviso miglioramento di umore, come se il sole stia dissipando le nubi minacciose. La melodia si propaga dagli assoli di Turner, e marca il momento di punta della traccia.
C'è un analogo meccanismo in "Understanding", con risultati ancora più interessanti. Turner suona con una insolita sensibilita, dietro la quale Hekselman suona una melodia trionfale, eppure malinconica. Al culmine del fervore, Turner suona la melodia all'unisono con Hekselman, segnalando il finale della canzone ed una risoluzione agrodolce.
Gilad Hekselman è all'avanguardia nel mondo della chitarra jazz, aggiungendo al mondo della tecnica, lo spirito, e le innovazioni compositive che grandi artisti recenti come John Scofield e Kurt Rosenwinkel hanno creato. 
Wide Open Hearts è un album altamente raccomandato. 

Ecco un bella studio session di Gilad Hekselman, registrata negli studi della Wbgo, nell'ambito della trasmissione The Checkout, dove il chitarrista esegue quattro pezzi tratti dall'album:



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