lunedì 2 aprile 2012

George Gruntz al Piccolo Teatro di Milano

È l'indiscusso numero uno del jazz elvetico. Pianista, compositore e direttore d’orchestra, ha fondato nel 1972 la Concert Jazz Band, oggi una delle più importanti band del jazz contemporaneo, nella quale hanno militato alcuni dei maggiori solisti americani ed europei. Stiamo parlando del quasi ottantenne George Gruntz, al quale è dedicato il concerto che chiude quest'anno la rassegna Jazz al Piccolo – Orchestra Senza Confini.
Una serata imperdibile, questa sera  (ore 21, Teatro Studio) per festeggiare i quarant'anni di carriera di un grandissimo musicista. E proprio per celebrare questa occasione il Piccolo Teatro e Musica Oggi consegneranno a George Gruntz una targa ricordo.


La serata vedrà la partecipazione di numerosi solisti ospiti. Primo fra tutti Franco Ambrosetti, trombettista svizzero che da cinquant’anni collabora con il maestro.
Con suo padre, Flavio Ambrosetti, Gruntz aveva iniziato la propria carriera in Svizzera vincendo numerosi concorsi internazionali ed entrando a far parte della prestigiosa European Rhythm Machine, guidata fin dalla fine degli anni sessanta dal sassofonista Phil Woods.
Per l’occasione la Civica Jazz Band ospiterà nelle sue file anche tre musicisti della J. W. Orchestra di Marco Giotti, lo stesso Giotti e i trombettisti Sergio Orlandi e Umberto Mercandalli.
Nato nel 1932 (compirà quindi il prossimo giugno gli 80 anni), George Gruntz ha studiato dapprima nella sua città natale e poi a Zurigo dove, a metà degli anni Cinquanta, ha raccolto i primi significativi riconoscimenti come pianista e arrangiatore.
Nel 1958 ha debuttato al Festival di Newport a fianco di Louis Armstrong, mettendosi nel contempo in evidenza come raffinato compositore accanto a Rolf Liebermann, Earl Brown e Hans Werner Henze, nonché con jazzisti innovatori del calibro di Roland Kirk e Don Cherry.
A partire da quell’epoca è stato pure – e per lunghissimi anni – il pianista fisso del gruppo di Flavio Ambrosetti, dove militavano giovani emergenti del jazz rossocrociato quali Pierre Favre (poi Daniel Humair), Raymond Court, Erik Peter e ospiti internazionali del calibro di Barney Wilen, Lars Gullin, Gato Barbieri e molti altri.
Negli anni ’60 è stato membro di uno dei gruppi-faro del jazz del Vecchio Continente, l’European Jazz Machine costituita dal noto sassofonista americano Phil Woods
Del 1971 – come si diceva sopra – è la fondazione di The Band – poi diventata la Concert Jazz Band - con la quale Gruntz, grazie alle sue composizioni e ai suoi arrangiamenti, si è affermato definitivamente nel panorama internazionale. 
Anche dopo la nascita della sua orchestra ha comunque continuato a interessarsi ai progetti i più diversi come il “Piano Conclave” assieme a colleghi del calibro di Martial Solal e Joachim Kuhn o come il “JazzFest Berlin” di cui ha curato la direzione artistica dal 1972 al 1994. 
Il suo grande amore è comunque sempre restato la scrittura per big band, con un gusto per una musica rigorosissima e al tempo stesso pazzamente libertaria che ha convinto una lunga schiera di musicisti di primissimo piano ad aderire al suo progetto.

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