venerdì 20 aprile 2012

Gary Bartz "Ntu Troop" su NWR

Questa sera l'emittente tedesca NordWest Radio trasmetterà il concerto della celebre formazione Ntu Troop del sassofonista Gary Bartz, registrato l'8 novembre 1975 all'Aula der Oberpostdirektion di Brema.


Il 26 ottobre 1940 nasce a Baltimora, nel Maryland, il sassofonista e clarinettista con qualche esperienza anche al pianoforte Gary Lee Bartz. 
Fin dall'infanzia si appassiona al jazz ascoltando le prime incisioni di Charlie Parker e Dizzy Gillespie. 
A undici anni si fa regalare dai genitori un sassofono contralto e dopo qualche anno di studio inizia a esibirsi in diverse sale da ballo. 
Trasferitosi a New York all'età di diciassette anni frequenta la Juilliard School Of Music e suona in jam session con Lee Morgan, Freddy Hubbard e altri. Torna poi nella sua città natale per frequentare i corsi del Peabody Conservatory Professional. 
All'inizio degli anni Sessanta diventa popolarissimo tra gli appassionati di jazz suonando prima con Max Roach e poi con Art Blakey. 
Nel 1967 registra con Jimmy Owens, Albert Dailey, Richard Davis e Billy Higgins, Libra, il primo album pubblicato con il suo nome. 
L'anno dopo torna con Roach, pur non disdegnando varie collaborazioni con McCoy Tyner e Blue Mitchell. 
Nell'agosto del 1970 viene chiamato da Miles Davis a far parte del suo gruppo in sostituzione di Wayne Shorter. 
Bartz è il fondatore del "Ntu Troop", un gruppo che negli anni Settanta ottiene un buon successo internazionale il cui nome è tratto dalla filosofia bantù e indica l'unione di tutte le forze appartenenti al mondo spirituale e a quello sensibile. 
Influenzato da Sonny Rollins e, per il modo di suonare il sassofono soprano, da John Coltrane, è dalle sonorità elettriche e si muove tra i generi senza preoccuparsi troppo del rispetto della tradizione. 
Sono con lui alcuni musicisti significativi, in primis le voci, da Andy Bey a Hubert Eaves, fino a Syreeta, ma anche Ron Carter, Stafford James, Larry Mizell, Eddie Henderson, Mtume e molti altri. La musica del gruppo evidenzia la capacità di Bartz di intercettare le traiettroie più urgenti della musica nera, la necessità del canto, della centralità del corpo, dell'ipnosi ritmica, della comunicatività immediata, citando apertamente "A Love Supreme", introducendo le sonorità - oggi un po' datate - dei sintetizzatori e aprendo dalla seconda metà del decennio a un r&b di grande impatto collettivo.
Al di là della alta qualità della musica, colpisce la freschezza dell'approccio di Bartz, intenso metabolizzatore delle esperienze sonore black, graffiante strumentista e nome da non dimenticare. 
Per molti anni ha rifiutato di farsi chiamare "jazzista" ritenendo il termine "jazz" troppo restrittivo per definire compiutamente la sua musica.

Clicca qui per ascoltare il concerto, questa sera a partire dalle ore 22,05.

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