venerdì 20 aprile 2012

Double Tandem di Ken Vandermark a Novara

Giunge alla sua ultima data, venerdì 20 aprile 2012, il Novara Jazz Winter 2011: la rassegna di musica jazz organizzata da Rest–Art e fortemente sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Novara, iniziata ad ottobre del 2011. 
Salgono sul palco dell’Auditorium del Conservatorio Cantelli tre artisti d’eccezione: il Double Tandem composto da Ken Vandermark (fiati), Ab Baars (fiati) e Paal Nilssen-Love  (batteria). 


Lo statunitense Ken Vandermark suona sax tenore, clarinetto basso e sax baritono. Da quasi trent’anni si esibisce con le sue composizioni e le sue improvvisazioni tra l’America, l’Europa e il Giappone. Ha suonato e registrato in molti differenti contesti e con tantissimi musicisti di fama internazionale. Numerosi sono i suoi concerti e le sue registrazioni, tutti acclamato dalla critica, sia in patria sia all’estero.
Significativa la sua partecipazione nelle seguenti formazioni: i Vandermark 5, Powerhouse Sound, i Frame Quartet, DKV Trio, i Territory Band, NRG Ensemble, AALY, i Vandermark Quartet, Spaceways Inc., FME, e School Days. Recentemente la maggior parte del suo lavoro di compositore e improvvisatore si è sviluppata con i Made To Break, Side A, Platform 1, Free Fall e Resonance Ensemble
In aggiunta lavora regolarmente con Peter Brötzmann "Chicago Tentet", e con i percussionisti percussionisti Paal Nilssen-Love e Tim Daisy. Ogni anno aggiunge nuovi progetti e collaborazioni alla sua sfera musicale che ampliano il range del suo lavoro. Si esibisce anche da solo. Nel dicembre del 2008 ha realizzato la sua prima colonna sonora per un documentario: Strade d’Acqua (Roads of Water) diretto da Augusto Contento per il quale realizza una seconda colonna sonora nel 2011, questa volta relativo alla scienza creativo-musicale di Chicago. Il materiale includeva performance di Steve Albini, Wayne Montana, David Grubbs, John Herndon e Rob Mazurek.
Oltre al suo lavoro come performer, Vandermark ha dato molti contributi significativi sia nella sfera musicale jazz di Chicago sia internazionale attraverso l’organizzazione di concerti e la sponsorizzazione di tour nordamericani con numerosi artisti e ensemble.
Sul palco del Novara Jazz Winter con lui il batterista norvegese Paal Nilssen-Love. Paal è cresciuto in un jazz club, gestito dai suoi genitori, a Stavanger. E’ stato pertanto naturale per lui scegliere i tamburi del padre come strumento e il jazz come lavoro. Dal 1990 ha preso parte all’ambiente jazz in Stavanger e in numerosi gruppi con musicisti affermati come il trombettista Didrik Ingvaldsen e il sassofonista Frode Gjerstad. Durante i suoi studi presso la Jazz dept. all’Università di Trondheim, Paal viene riconosciuto come musicista di livello nazionale, all’età di 20 anni.
La formazione del quartetto Element nel 1993 rappresenta l’inizio di una nuova fase nella vita musicale di Paal. Paal si trasferisce a Oslo nel 1996, dove si unisce alla formazione di numerose band come Vindaloo, SAN, Håkon Kornstad Tio, The Quintet e il Frode Gjerstad Trio, tra le sue collaborazioni molte con musicisti svedesi, come  pianista Sten Sandell e il sassofonista Mats Gustafsson.
Paal ha eseguito il suo primo concerto da solista nel 1999, e da allora il concetto di solista è una parte importante del suo lavoro: “Tutti dovrebbero provare a fare qualche lavoro da solista – dice Paal - solo per sentire chi sei veramente e quello che ti fa andare avanti“.
Essere attivi in diversi gruppi contemporaneamente è sempre stato il metodo di lavoro di Paal. Tutte le bande rappresentano pezzi importanti che compongono un totale. E dopo aver sentito Paal in 9 diverse formazioni all’interno di uno stesso festival, il giornalista Dan Quelette del Down Beat ha dichiarato: “La sua settimana a Molde dimostrato una rivelazione: Nilssen-Love è uno dei batteristi più innovativi, dinamici e versatili del jazz!
L’olandese musicista, compositore e bandleader Ab Baars si esprime con  sax tenore, clarinetto e shakuhachi. Il suo lavoro si concentra principalmente sull’ Ab Baars Trio, Duo Baars - Henneman e la ICP Orchestra. Un gradito ritorno a Novara quello di Ab Baars che era stato uno dei protagonisti di Novara Jazz 2007 con un omaggio a Duke Ellington, il re dello swing, reinterpretato con Joost Buis (trombone), Wilbert de Joode (contrabbasso) e Martin van Duynhoven(batteria).
All’età di 15 anni ha iniziato a suonare il sassofono nel Philips Marching Band e in altre band locali della città di Eindhoven. Ha studiato sassofono con Leo van Oostrom presso il Conservatorio di Musica di Rotterdam. Il Ministero olandese della Cultura gli ha concesso una borsa di studio nel 1989 per studiare con il clarinettista-compositore John Carter di Los Angeles. Anno in cui Baars è stato premiato con il prestigioso Boy Edgar Award. Nel 2005 Baars inizia a suonare lo shakuhachi (un flauto giapponese di bambù) prendendo lezioni da Kees Kort, Christopher Blasdel e Takeo Yamashiro.
La sua musica incarna la migliore musica improvvisata che il panorama olandese ha da offrire. Anche se usa raramente forme riconoscibili, resta orecchiabile.
Ab Baars è stato acclamato a livello internazionale sia come solista sia per la sua musica d’insieme eseguita in centinaia di concerti in tutta Europa, Nord America, Giappone e Australia negli ultimi 25 anni.
Influenzato dal sassofonista americano Roscoe Mitchell, con cui ha lavorato nel 1986, e dalla sua partecipazione al Monk Project, Baars ha adottato uno stile molto personale, o ‘ab music’ come lo defisce il pianista e compositore jazz Misha Mengelberg.
Ab Baars ha lavorato con grandi improvvisatori come Han Bennink, Jaap Blonk, Alberto Braida, Anthony Braxton, John Carter, The Ex, Cor Fuhler, Ben Goldberg, Tristan Honsinger, François Houle, George Lewis, Michael Moore, Sunny Murray,Sonic Youth, Fabrizio Spera, Cecil Taylor, Roger Turner, Ken Vandermark, Veryan Weston, Wolter Wierbos, Michiyo Yagi, opoeti HC ten Berge e Diane Régimbald, i ballerini Beppie Blankert, Hisako Horikawa, Masako Noguchi e la Katie Duck’s Magpie Company.
Ab Baars è uno degli esponenti principali, da almeno tre decenni, della cosiddetta New Dutch Swing, la scena dell’avanguardia dei Paesi Bassi. Olandese, artista versatile, è sassofonista (sax tenore) ma impugna facilmente anche il clarinetto.
La sua formazione, negli anni settanta, è andata di pari passo con personaggi come Roscoe Mitchell, Steve Lacy, John Carter e Butch Morris, per inserirsi poi, nella metà degli anni ottanta, nell’organico olandese Instant Composero Pool, diretto da Misha Mengelberg e Han Bennink. Il lavoro di Ab Baars si confronta con la tradizione del jazz statunitense da una prospettiva tutta europea: ricerca intellettuale e trasporto emotivo sono i due poli in cui si collocano i suoi brani.
Tipico esponente dell’avanguardia, Baars ha anche coltivato una personale rilettura della tradizione, pur nell’estrema modernità del linguaggio: un esempio è uno degli ultimi lavori, intitolato “Kinda Dukish”, acclamato da pubblico e critica per aver riletto personalmente uno dei sacri pionieri del Jazz come il “Duca” Ellington, senza però apparire rigidamente calligrafico, né dissacrante della memoria collettiva che gli appassionati custodiscono nel loro scrigno. Ab Baars guida un trio e un quartetto (a Wilbert de Joode al contrabbasso e Martin Van Duynhoven alla batteria si aggiunge Joost Buis al trombone). Il loro jazz è cristallino, puro, acqua di sorgente.
Un ultimo evento quello del Novara Jazz Winter 2011 che mette sul piatto tre punte di diamante della scena jazz internazionale. 

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