domenica 22 aprile 2012

Chihiro Yamanaka all'Auditorium di Roma

«Ero a Tokyo per un' intervista quando è cominciato a tremare tutto, la gente in studio si è precipitata in strada, senza panico, sempre con molta calma. Non capivo cosa era successo. Tutto era bloccato. Sono tornata a casa camminando per due ore, la metropolitana chiaramente era fuori uso. Quando ho sentito del disastro a Fukushima ho pensato a mia madre e alcuni familiari che vivono lì. Hanno perso tutto, ma fortunatamente si sono salvati».  
Una testimonianza, tra le tante, della tragedia che ha colpito il Giappone lo scorso anno. Quella di Chihiro Yamanaka, pianista, originale esponente di una nuova generazione di talenti jazz del Sol Levante. 


Ha già suonato tre volte in Auditorium. Vi torna, al Teatro Studio questa sera, in piano solo, per una serata intitolata Music for Japan: «Sarà speciale, suonerò mie composizioni e qualche standard in memoria delle vittime del terremoto ma anche per la pace e contro tutte le guerre. La musica - ne è convinta Chihiro - può esprimersi con questo potere... Ho portato a Tokio questo concerto lo scorso 11 marzo, ad un anno esatto dal disastro. Replico a Roma Music for Japan perché trovo la vostra gente molto sensibile, il vostro paese è stato davvero vicino al Giappone in quei giorni. E per me è un grande onore». 
Se le si fa notare che a vederla suonare mostra di scaricare una notevole fisicità, sul piano, risponde, allegra, «definitive!!!». 
L'esibizione in solo «è un lungo lavoro, è improvvisazione e concentrazione ma anche divertimento. Sei tu e il pubblico, tu e uno Steinway sul palco. Sì, ho un approccio molto fisico e intenso con questo strumento. Lo suono dall' età di 6 anni.». 
Il jazz giapponese ha fatto passi da gigante. Da Makoto Ozone in poi la grande abilità tecnica dei solisti nipponica si è nutrita di nuovi stimoli creativi ed ora emergono personalità innovative. 
Yamanaka, a parte il piano solo, predilige il trio. Ne ha uno italiano, «di cui vado fiera e con cui suono in Europa da due anni, con Miki Salgarello alla batteria e Mauro Gargano al contrabbasso». 
Vive fra Tokyo e New York, dove ha registrato tutti i suoi dischi con sezioni ritmiche afroamericane. A scuola di melodia è andata in Brasile, un viaggio che ha ispirato l' album «Madrigal». 
Al suo ultimo lavoro hanno collaborato Larry Grenadier, John Davis e il leggendario Bernard Purdy. Si intitola «Reminiscence»: 
«Questa parola come tutti sanno è un sostantivo femminile il cui significato è: ricordo vago di un qualcosa di lontano nel tempo e che si era quasi dimenticato - spiega Chihiro - Questo ricordo vago è spesso di carattere involontario. Forse è il jazz che ascoltavo con mia madre, Leon Russel, Horace Silver, ma anche Aldo Romano, il Samba des Prophetes».

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