domenica 4 marzo 2012

Sensazionale settimana di concerti al Blue Note di Milano

Il club milanese Blue Note si appresta a vivere una fenomenale settimana di concerti.


Si parte martedì 6 con il concerto del quartetto del bassista Buster Williams.
Il celebre contrabbassista e compositore del New Jersey, già al fianco di “giganti” come Art Blakey, Betty Carter, Carmen McRae, Chet Baker, Chick Corea, Dexter Gordon, Wynton Marsalis, Herbie Hancock, McCoy Tyner, Illinois Jacquet, Elvin Jones, Miles Davis, the Jazz Crusaders, Ron Carter, Woody Shaw, Sarah Vaughan, Benny Golson, Mary Lou Williams, Hank Jones, Lee Morgan, Sonny Rollins, Count Basie, Errol Garner, Kenny Dorham, Freddie Hubbard. La sua tecnica irreprensibile (è anche contrabbassista di una formazione sinfonica) gli conferisce delle qualità di rigore e di controllo sonoro che ne fanno un sideman tra i più ricercati in assoluto. La sua sonorità potente e una grana di suono molto ricca, si associano ad una grande velocità e un walking bass sorprendente.
Al Blue Note sarà accompagnato da un trio di musicisti di eccellente valore: Mark Gross ai sassofoni (già vincitore di un Grammy Award), Patrice Rushen al pianoforte e Lenny White alla batteria.

Si prosegue mercoledì 7 con il quartetto di Chris Potter. 
Il polistrumentista e compositore Chris Potter è spesso citato da critici, musicisti e da un crescente numero di fan come il migliore sassofonista del suo tempo. Quando la leggendaria pianista Marian McPartland lo sentì per la prima volta suonare – lui aveva 15 anni – disse a suo padre che il ragazzo era pronto ad unirsi alla band di Woody Herman. Ma finire gli studi era la priorità, così al momento della laurea era in grado di suonare sassofono tenore, alto, soprano, clarinetto basso e flauto.
Nonostante numerose performance con diverse formazioni del contrabbassista/compositore Dave Holland, solo dall’uscita del suo disco “Gratitude” del 1991 Potter ha cominciato a svolgere attività live in giro per il mondo con la sua propria band.
Chris Potter ha ricevuto una nomination come miglior solo strumentale jazz per la sua opera in “Pink Elephant Magic” di Joanne Brackeen, ed è il più giovane artista a fregiarsi del premio danese Jazzpar.
Così come durante tutta la sua carriera, nel suo ultimo disco “Underground” (2006) Chris continua a trovare ispirazione nei grandi della musica: John Coltrane, Sonny Rollins, Joe Henderson, Eddie Harris, Wayne Shorter, Lester Young, Coleman Hawkins, Ornette Coleman e Charlie Parker.
Le sue parole: “Voglio che la gente si senta libera di ballare, voglio che senta la musica e che non la percepisca come qualcosa di distante o difficile. Voglio poter comunicare, e so di poterlo fare senza dover sacrificare nulla dal punto di vista artistico”.
Potter sarà accompagnato da David Virelles al contrabbasso, Joe Martin al piano e Gerald Cleaver alla batteria.

Giovedì 8
e venerdì 9, sarà la volta del suo composto da Paolo Fresu (tromba) e Omar Sosa (piano).
“Energia”, “poesia” e “spiritualità” sembrano i termini grammaticali più adatti per identificare a prima vista il lavoro di questa nuova avventura musicale di Paolo Fresu e Omar Sosa, che riesce a collegare Cuba e Mediterraneo. Fresu e Sosa danzano in modo sicuramente latino attorno al vincente mix di jazz, musica cubana, Africa e world music che sono riusciti a creare.
Dopo essersi sfiorati a più riprese in una lunga frequentazione dei palchi delle più prestigiose manifestazioni internazionali, il vero primo incontro avviene a Berchidda, nell'estate del 2004, quando Fresu invita il pianista cubano a esibirsi al festival di cui cura la direzione artistica. Quel momento sancisce una lunga e profonda amicizia, l'avvio di uno scambio artistico che non si è mai più fermato.
Nel 2007 esce «Promise» album che vede Fresu ospite dell'Afreecanos quartet di Sosa.
Il nuovo progetto discografico è “Alma” (2012), un album che ci rende partecipi ancora una volta del meraviglioso feeling musicale che intercorre fra i due artisti e vede la partecipazione del grande violoncellista e arrangiatore brasiliano Jaques Morelenbaum.

Ed infine sabato 10 è la volta del leggendario Ron Carter.
Bassista del mitico quintetto di Miles Davis al fianco di musicisti del calibro di Wayne Shorter e Herbie Hancock, Ron Carter ha sviluppato una personalità inconfondibile, che ha fatto di lui una sorta di faro per il jazz contemporaneo. Inconfondibili restano la sua cavata incisiva e la potenza ritmica.
Nei dischi da leader Carter predilige ad formazioni ristrette, in cui il contrabbasso può assurgere al ruolo di protagonista in situazioni espressive eleganti e cameristiche. E’ il caso di quest’ultimo trio con due musicisti superlativi e che ha già un disco alle spalle, The Golden Striker.
La formazione sarà composta da Ron Carter al contrabbasso, Renee Rosnes al piano, Rolando Morales-Matos alle percussioni e Payton Crossley alla batteria.

Per informazioni: www.bluenotemilano.it

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