mercoledì 7 marzo 2012

Le tre date italiane di Kenny Garrett

Saranno meridionali le uniche tre date italiane del tour mondiale di Kenny Garrett in presentazione del suo ultimissimo album Seeds From The Underground.


Garrett suonerà il 20 marzo a Salerno (Modo Music Restaurant), il 21 marzo a Foggia (Moody Jazz Cafè) e il 22 a Gioia del Colle (Ueffilo Jazz Club). 
Il grande sassofonista di Detroit dividerà il palco con Vernell Brown al pianoforte, Corcoran Holt, contrabbasso e McClenty Hunter, batteria.

Kenny Garrett a soli diciotto anni entra a far parte della Duke Ellington Orchestra diretta da Mercer Ellington. Di seguito, stabilitosi a New York, suona con le orchestre di Mel Lewis e Frank Foster.
Nel 1984 registra il suo primo disco da leader per l’etichetta Criss Cross, con Woody Shaw, Mulgrew Miller, Nat Reeves e Tony Reedus.
L’anno successivo incide per la Blue Note con il gruppo Out Of The Blue. Parallelamente lavora con Freddie Hubbard. Lascia l’OTB quando Art Blakey lo chiama; cinque mesi più tardi è ingaggiato da Miles Davis. Ha lavorato e inciso, oltre che con Miles Davis, anche con Pat Metheny, McCoy Tyner, Pharoah Sanders, Marcus Miller, Ron Carter, Herbie Hancock, Elvin Jones.
Ha vinto un Grammy Award con la Five Peace Band insieme a John McLaughlin, Chick Corea, Christian McBride e Vinnie Colaiuta.  
Il suo nuovo album Seeds from the Underground in uscita il 10 aprile segna il ritorno di Garrett alla melodia. L'album è dedicato al suono di molti grandi come il suo mentore Marcus Belgrave, il suo "hero" Jackie McLean, Roy Haynes, Duke Ellington, Woody Shaw e Thelonious Monk.

Ecco un imperdibile video di un corposo estratto di un concerto di Garrett a Maiorca nel 2011:

1 commento:

  1. Ho visto il concerto di Ferrara (Torrione, lunedì 11/03/2013). Entusiasmante come il suo disco Trilogy e molto più comunicativo. E' riuscito in due ore a coniugare momenti di spiritualità alla Coltrane (chiaramente suo principale riferimento) non banali alle mie orecchie con altri di una diretta comunicativa funkeggiante, superbamente eseguita, mai banale anche se a tratti molto poppeggiante. Un maaestro. Uno strepitoso musicista. Come in Trilogy suonava continuamente 'insieme' e di controcanto al batterista, davvero eccellente, in un gruppo di ottimi strumentisti coesi come le dita di una mano.

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