martedì 14 febbraio 2012

Ricordi di un hobbit tra le note di Keith Jarrett

Da martedì 14 a giovedi 16 febbraio alla Casa del Jazz, un vero e Proprio evento che collega il mondo Fantasy al Jazz, nato dalla collaborazione tra la Casa del Jazz e la Società Tolkieniana Italiana. 
Il cuore dell’evento è uno spettacolo di teatro e musica “Ricordi di un hobbit tra le note di Keith Jarrett”. I testi sono opera dell’esperta mano di Sebastiano Fusco e Gianfranco de Turris. Sul palco gli attori: Antonino Anzaldi, Rita Pasqualoni, Carlotta Piraino, Antonio Radazzo, Gennaro Saveriano e i musicisti: Alessandro Gwis al pianoforte e Michael Rosen al sax tenore e soprano. La Regia è curata da Ilaria d’Alberti. I Costumi sono realizzati da Francesco Bufali. 
Lo spettacolo dà una nuova interpretazione del tutto originale del mondo Talkieniano estrapolato dal Signore degli Anelli. Il racconto è ambientato a Hobbiville dove Sam Gamgee è sempre sindaco, quindici anni dopo la partenza di Frodo e Gandalf dai Porti Grigi, salpati sulle navi degli Elfi verso il Vero Occidente, verso il sole al tramonto. Dietro di loro, hanno lasciato molti ricordi e poche speranze.
Un ciclo si chiude, ma sarà ancora lunga l’attesa prima che se ne apra un altro. I pensieri di Sam, hobbit dal grande cuore e l’immenso coraggio, ritornano a ciò che è stato. La figlia adolescente Elanor gli pone domande, e i figli non vanno delusi, anche se è tormentoso ripercorrere, pur solo con la memoria, le vie aspre dell’ascesa, il buio dell’abisso, i labirinti del male. Sam racconta, con l’emozione più che con la ragione, dei pericoli che ha corso, dei mostri che ha incontrato, delle meraviglie che ha visto, delle sofferenze che ha patito. Si affida alle voci dei compagni, rievocati dal fondo dell’anima, per esprimere i sentimenti più profondi, le emozioni più alte, i tremori più intensi. È con un pianto, più che con un grido, che volge al termine l’Età di Mezzo. Il mondo si trasforma: ma i fiori sono sempre gli stessi, sempre la stessa è la voce del vento nella foresta, le stelle brillano sempre nel cielo come campanelli d’argento. Si chiude la Terza Era, declinano gli dèi e gli eroi, e sorge l’uomo, solo con la sua spada nel pugno.
Lo spettacolo è patrocinato dalla Società Tolkieniana Italiana.
Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, nati entrambi a Roma nel 1944, entrambi giornalisti, percorrono entrambi da cinquant’anni, soli o più spesso insieme, sentieri poco battuti nel panorama della cultura “togata” contemporanea: il fantastico, la magia, l’esoterismo, il “pensiero laterale”, le aperture verso mondi diversi, il sogno, il simbolo. Si guardano attorno con scetticismo, ma senza chiusure mentali. Giudicano senza farsi condizionare da alcuna ideologia, valutano senza sottostare a preconcetti. Si muovono consapevoli che, al di là della realtà esteriore che possiamo osservare e misurare, c’è una realtà interiore ancor più ricca e affascinante, fonte dei sentimenti veri e della vera essenza spirituale. In ciò, a loro giudizio, c’è la radice autentica dell’uomo, visto non come creatura d’un momento, ma specchio dell’infinito. Alcuni, giudicano questo atteggiamento come pericolosamente eversivo: non si rendono conto di aver reso loro, con ciò, l’elogio più grande.
Ad aprire la serata una piccola conferenza di presentazione del Prof. De Turris, Prof Fusco e e il Prof. A. Monda. "In viaggio con Tolkien", (una introduzione al mondo tolkieniano).
Per informazioni: www.casajazz.it/

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