sabato 15 dicembre 2012

REPLAY: Don Byron’s New Gospel Quintet: “Love, Peace and Soul”

(Pubblicato originariamente il 1° marzo 2012)
Essendo un grandissimo fan di Don Byron, attendevo con ansia e curiosità la pubblicazione del nuovo album di questo artista straordinario e superbamente eclettico in grado nella sua carriera di pubblicare numerosi progetti discografici di grande spessore. Devo dire che l'attesa non è stata vana, con la pubblicazione di Love, Peace and Soul, primo album della sua nuova formazione, il New Gospel Quintet, con la quale Byron sta girando già da qualche anno, pubblicato nei giorni scorsi dall'etichetta Savoy Jazz.


Love, Peace and Soul è un omaggio a due grandi icone della musica gospel, come Thomas Dorsey e Sister Rosetta Tharpe. Conosciuto come il padre della Black Gospel Music, Dorsey fu un pioniere nel combinare i tradizionali inni cristiani con la disciplina ritmica del blues e del jazz, con una prospettiva quasi rivoluzionaria condivisa anche dalla Tharpe.
Byron si avvale di una strepitosa formazione, composta dalla cantante D.K. Dyson, dal pianista Xavier Davis, dal bassista Brad Jones e dal batterista Pheeroan akLaff, con la partecipazione di grandi ospiti come i chitarristi Brandon Ross e Vernon Reid, il trombettista Ralph Alessi, il vocalist Dean Bowman, ed il sassofonista baritono J.D. Parran, su una collezione composta prevalentemente da classici gospel.
Byron  fa quello che gli riesce meglio, cioè mescolare i generi, aggiungendo dosi di jazz, blues, soul, country/folk, a questi celebri pezzi gospel, rimodernandoli in modo da renderli perfettamente attuali, pur mantenendo un profondo rispetto per un genere che mostra di amare.
Non è un caso che l'album sia stato accolto favorevolmente dagli ambienti del gospel americano e che le radio gospel lo abbiamo inserito con decisione nelle proprie scalette.
Ma occorre dire che l'ottima riuscita dell'album deve molto alla sublime voce di D.K. Dyson, una cantante straordinaria, con una voce che cattura al primo ascolto e che farete fatica a dimenticare. Sensazionale la sua interpretazione del classico Take My Hand, Precious Lord, che parte con uno ardente duetto con il sassofono di Byron.
Merita una citazione anche il notevole pianista Xavier Davis, dal playing molto lirico, che nei suoi assoli sempre ben concepiti, mette mostra una tecnica superlativa ed una profonda conoscenza della storia del piano.
Byron, che nell'album alterna in maniera equa sassofono e clarinetto, è sempre uno strumentista di altissimo livello, anche se personalmente adoro il suo clarinetto, con il quale raggiunge vette di lirismo inimmaginabili, mentre lo trovo un pò più convenzionale al sax. 
Tra gli altri pezzi dell'album voglio segnalare la melodica ballata When I've Sung My Last Song, la folkeggiante Beams of Heaven, anche questa deliziosamente interpretata dalla Dyson,  il "traditional" Didn't It Rain, reso in maniera molto tradizionale, ed infine la struggente melodia di When I've Done My Best, bellissimo pezzo che chiude l'album con un duetto tra il clarinetto e il piano particolarmente lirico.
Chiuderei con le parole dello stesso Byron (tratte dal suo sito), che ci parla del suo profondo rispetto e dell'amore per questa musica: "La visione di Dorsey di miscelare il moderno songwriting, le pratiche religiose dei vecchi tempi e gli elementi di blues low-down, ha prevalso nonostante le iniziali resistenze. Quindi è diventato un elemento di unione della cultura afro-americana, ancor più che la musica dance nera, che è regionale nel suo ricorso. La musica religiosa nera è una cosa molto personale per me, quanto, se non più, di qualsiasi altro stile che ho studiato ed eseguito in passato. Per quanto sono stato affascinato da altre leggende che ho esplorato come Duke Ellington e Stravinsky, sento un profondo legame spirituale al Gospel che trascende quasi tutto il resto. "
Rispetto ed amore che vengono fuori da ogni nota di questo magnifico album.  

Ecco un video del Don Byron’s New Gospel Quintet con D.K. Dyson:

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