martedì 24 gennaio 2012

John Abercrombie e Marc Copland all'Auditorium

Già compagni di avventura fin da giovani nel Chico Hamilton Quartet e poi in numerose formazioni, il chitarrista John Abercrombie e il pianista Marc Copland si incontreranno questa sera alle ore 21, al Teatro Studio dell’Auditorium di Roma per la rassegna Dialogo. Un duo eccezionale caratterizzato da grande empatia, intensità e lirismo nella migliore tradizione iniziata dai precursori Bill Evans e Jim Hall. 
John Abercrombie e Marc Copland, dopo essersi incontrati per affiancare progetti di Chico Hamilton e i fratelli Brecker Brother, hanno iniziato una prolifica collaborazione insieme alla fine degli anni novanta collaborando a numerosi progetti con importanti musicisti e dando vita a numerose incisioni come “Second Look”, “That's for Sure” e “Brand New”. Recentemente hanno pubblicato "Another Place" insieme al contrabbassista Drew Gress e il batterista Billy Hart e “Five on One” con la stessa formazione e il sassofonista Dave Liebman.
Per informazioni: www.auditorium.com

Ecco come il sito del Corriere della Sera presenta il concerto:
Ecco, il «dialogo» proposto domani dall' Auditorium tra la chitarra di John Abercrombie e il piano di Marc Copland, nasce proprio da lì. In quegli anni e in quella Grande Mela, in cui vivendo stentatamente e lavorando in zone anche sordide, autentici geni della musica dispensavano la loro arte, passando il testimone a altre generazioni di solisti, negli anni più tumultuosi e creativi del secolo scorso. Ricorda Abercrombie: «Ho incontrato Copland la prima volta nel 1970, all' epoca suonava il sax, entrammo nel quartetto di Chico Hamilton e trovammo un appartamento in cui vivere insieme. Così diventammo presto amici, oltre che colleghi. Poi dopo qualche anno lui cambiò strumento... e persino il nome: agli inizi si faceva chiamare Marc Cohen... Poi divenne Copeland, il pianista. Ci piace lo stesso tipo di musica e amiamo suonare in modo non urlato, folle. Da giovani eravamo aggressivi, ma da quando Marc ha iniziato col piano è diventato più melodico». Gli chiediamo cosa accade oggi quando sono sul palco lui e Marc: «Non pianifichiamo tutto la parola giusta è loose , libero, uno di noi magari inizia una canzone, e l' altro lo segue, a orecchio. In questo tour faremo sia standards che pezzi originali». In particolare hanno un nuovo album inciso insieme da promuovere, «Speak To Me», ma elegantemente John non lo cita. E a proposito di Enrico Rava, c' è anche lui tra le mille amicizie e collaborazioni, vissute dal chitarrista. Enrico scelse infatti Abercrombie per incidere uno dei suoi album storici, «Pilgrim And The Stars»: «Ho molti ricordi dei concerti con Enrico. Ho conosciuto anche lui negli anni ' 70, a New York. Quella band con Jon Christensen e Palle Danielsson fece vari tour in Europa e suonammo anche negli Usa. Enrico era una delle mie persone preferite, uno splendido musicista, molto originale. Quando lo incontrai la prima volta stava provando il free jazz, sperimentava cose folli. Con gli anni e le influenze di Miles Davis, Chet Baker, è diventato più melodico, lirico. Ci siamo sempre capiti bene, mi piace il suo senso dell' humour». E tra gli altri musicisti conosciuti, il più importante? «Bill Evans: la prima volta che lo sentii non mi piacque, era troppo soft, non c' era eccitazione, ma quando l' ho capito mi è presa una sorta di dipendenza da lui, dal modo i cui suonava gli standard soprattutto. Il suo modo di suonarli è diventato il mio». 

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