sabato 28 gennaio 2012

Intervista a Jeff Ballard

Sul sito della rivista Musica Jazz è stata pubblicata una bella intervista al batterista Jeff Ballard.

Ecco un estratto dell'intervista:
Gira da un po’ il tuo nuovo, incredibile trio, con Lionel Loueke e Michael Zenon. Ce ne parli un po’? 
L’ho messo insieme quando mi chiesero un mio progetto, e non ho avuto molti dubbi sulla scelta dei partner. Ho conosciuto Miguel a New York, suonavamo entrambi nei Los Gauchos di Guillermo Klein e lo considero uno dei migliori musicisti in circolazione, amo il suo modo di pensare e il suo cuore. Ho invece conosciuto Lionel quando suonammo nella formazione di Avishai Cohen. Subito capii che c’era un feeling particolare tra noi, ma credo sia un sentimento ricorrente per chi lo incrocia, è una persona estremamente sensibile. Suonare con loro mi ha aperto nuovi orizzonti, scenari di grande entusiasmo e immaginazione. Il repertorio è molto vasto, comprende brani originali ma anche composizioni di Gershwin, Dolphy, Monk, Bartok, Queens of the Stone Age, Brad Mehldau, Silvio Rodriguez, Kurt Rosenwinkel e molti altri ancora. Non trascuriamo mai momenti di pura improvvisazione, tutti e tre amiamo perderci in momenti di pura creatività, senza idee precostituite. Loro sono musicisti estremamente precisi, corretti formalmente, al punto che queste loro caratteristiche, nei momenti di improvvisazione totale, lascia intravedere territori nuovi, inesplorati. Adoro suonare un canto di uccelli trascritto dal mio amico Steve Cardenas, una melodia che potrebbe sembrare essere stata composta per Ornette. L’abbrivo per improvvisar su questo pezzo proviene proprio dalla melodia, poiché non ci sono cambi di tonalità. Ecco, questo è un esempio ottimo per capire ciò di cui parlavo prima. Solitamente lascio molta libertà a entrambi per poter interpretare al meglio le loro sensazioni quando siamo alle prese con un tema. Per esempio ultimamente proponiamo spesso una canzone dei Queens of the Stone Age e il suono di Lionel è molto differente dall’originale, ma è un processo naturale, mai forzato, altrimenti non avrebbe senso. Chiaro che il materiale tematico, le frasi, devono essere rispettate.
Cosa cerchi nei chitarristi solitamente? 
Esattamente le qualità che cerco in un altro musicista: la sensibilità, la velocità di pensiero, la voglia di conoscere nuove situazioni, il rispetto.
Si dice in giro di un interessamento della Ecm di Eicher per questo trio. Cosa succede? 
Così sembrerebbe ma ancora non è ufficiale. Dovremmo incontrarci presto.
Cosa dici del ruolo della batteria nella scena contemporane e come si è evoluta dai tuoi esordi? 
Credo che oggi il ritmo sia, nella musica, al suo livello massimo. Oggi c’è più complessità, sofisticatezza e nuance. tra l’altro la tcnologia oggi ci permette un ascolto più accurato e, di conseguenza, maggiori potenzialità espressive anche per la batteria. Un aspetto che ha anche importanti risvolti culturali: ciò che prima era impossibile oggi è più praticabile, dunque ci sono nuove strade da battere. Mi pare che la melodia e l’armonia hanno fatto il loro percorso: da Bach a
Schoenberg, da Louis Armstrong a Cecil Taylor. Il ritmo è l’ultimo elemento da esplorare. C’è anche un altro aspetto importante, il ritmo è diventato un elemento rilevante anche per strumenti che solitamente sono adibite ad adempiere compiti melodici. Ad esempio, quando sono con Mehldau, e provo a percorrere alcune innovazioni ritmiche, mi reno conto che lui riesce immediatamente a inglobarle e farle sue, perché ha una mente aperte, capisce l’importanza del ritmo.
Come procede il lavoro con il Fly trio con Mark Turner e Larry Grenadier? 
Molto bene, siamo particolarmente uniti. L’unica differenza con il mio è che non devo preoccuparmi che Lionel e Miguel siano felice e vada tutto bene.
Un aspetto importante della tua estetica è il rispetto per l’aspetto melodico, sia nell’improvvisazione che nella composizione. La melodia però ultimamente viene spesso messa da parte, in favore della tecnica e, specialmente dell’uso di pattern… 
E’ proprio vero, i pattern hanno fatto perdere il gusto melodico. Ma l’importanza di una melodia è che contiene l’essenza della storia, la narrazione di un racconto. Prima ancora della melodia c’è il suono primordiale, perché già una singola nota, con il suo suono, può dirti molto di una storia. Ma, come dicevo prima, considero il ritmo ancor più importante dell’aspetto melodico e armonico. Se melodia e armonia non vengono sorretto dal giusto ritmo, non sono pienamente realizzate....
(continua a leggere sul sito di Musica Jazz)

A questo link si può ascoltare il concerto dell'eccellente trio Ballard/Loueke/Zenon, registrato al Bimhuis di Amsterdam il 9 settembre 2011, pubblicato sul sito dell'emittente olandese Radio 6

Ed ecco un estratto del concerto del trio registrato al Jamboree Jazz Club di Barcellona il 14/5/2010:

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