venerdì 20 gennaio 2012

Intervista a Claudio Filippini

Giovane e talentuoso pianista originario di Pescara, Claudio Filippini è un musicista che nonostante la giovane età dimostra già una maturità fuori dal comune. Il suo ultimo lavoro da studio, dal titolo The Enchanted Garden, pubblicato nel settembre 2011 da Cam Jazz, rappresenta forse appieno il percorso musicale ed interiore che ha portato avanti in questi ultimi anni. Ad acompagnarlo in questa avventura Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello di Leonardo alla batteria, due musicisti che collaborano con Claudio già da diverso tempo.

Claudio Filippini ha concesso una intervista al sito Linkiesta, della quale pubblichiamo un estratto:
Corea...parlacene...
In passato ero davvero un fan sfegatato di Chick Corea, adesso lo sono un po' meno, ma riconosco in lui un artista dai mille volti, che non finisce mai di stupirmi. Un musicista con una forte personalità, che ha composto una montagna di musica per tantissimi tipi di ensemble. 
Una fontana di idee. Posso dire quasi con certezza che riuscirei a riconoscerlo soltanto ascoltando poche note, che si tratti di un disco degli anni '60 o di quest'anno.
Bill Evans, un "padre" artistico troppo ingombrante?
Ingombrante? Non direi... semmai "Importante".
Monk versus Bud Powell...parlacene...
Due facce della stessa medaglia. Due geni di uguale importanza per me.
Cronologicamente nella mia storia è arrivato prima Bud Powell. Un disco che ho consumato è stato il "Live at Massey Hall" del quintetto con Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Bud Powell, Charles Mingus e Max Roach. Bud Powell è riuscito a portare sul pianoforte quello che Parker faceva sul sassofono. Adoro la fluidità nel suo fraseggio e il suo swing. Da piccolo volevo essere come lui!
Thelonious Monk è arrivato più tardi, lui è un genio assoluto. Uno dei pochi compositori che ti trascina nel suo mondo. E' difficile non suonare un brano di Monk "à la Monk". La sua musica è completa, quando mi capita di suonare un suo brano non cambio nemmeno una virgola.
Armonicamente è allucinante, ritmicamente non ne parliamo.
Lo considero come un'icona, come un modello non da imitare ma da rispettare. Un genio assoluto della musica moderna.
Pensi di scrivere per ensemble più grandi?
Mi piacerebbe molto, la cosa richiederebbe però molto tempo, dato che l'ho fatto pochissime volte prima d’ora. Ma più si scrive e più si diventa veloci nella scrittura e si imparano molte cose.
Magari un giorno ci riuscirò! 
Che piani hai per l'immediato futuro? 
Sto portando in giro il mio trio con Luca Bulgarelli e Marcello Di Leonardo. Il disco "The Enchanted Garden" con mia somma soddisfazione piace a molti. Spero di raccogliere i frutti di una semina iniziata molto tempo fa.
Stai ancora studiando o ti consideri soddisfatto?
Non mi considero affatto soddisfatto! Sono sempre alla ricerca di quel qualcosa in più che non saprei dirti neanche cosa sia. Non mi pongo mai il problema perché di solito non so neanche cosa sto cercando.
Capisco cosa sto cercando solamente quando trovo quello che sto cercando!
Non so se mi spiego...
Quanto studi e cosa studi ogni giorno..
Il problema è sempre il tempo.
Quando sono a casa per diversi giorni cerco di studiare il più possibile, ma non sono un tipo metodico...
non dico "oggi studio questo, domani quello".
Suono quello che mi capita. A volte ho bisogno solo semplicemente di muovere le dita, a volte cerco di scrivere qualcosa, a volte chiudo gli occhi e improvviso, a volte mi incaponisco invece su una cosa qualsiasi,
un brano, un riff, una progressione e ci resto ore, a volte leggo musica classica, sia per tenere fresca la capacità di lettura, sia per rinfrescarmi le orecchie.
Ovviamente non mi cimento con Listz o con Rachmaninoff, non potrei mai! Ma spesso rileggo vecchie cose, anche semplici, che ho studiato tanti anni fa, e cerco di riportarle alla luce con un bel suono.
La nuova scena italiana da un punto di vista speciale, il tuo... parlacene...
In Italia siamo molto fortunati, perché abbiamo veramente moltissimi talenti di ogni età e di ogni estrazione musicale. Il problema è sempre quello di trovare spazio per tutti, vista la situazione politica ed economica che stiamo vivendo. Ci vuole molta pazienza e un po' di fortuna.....
(leggi l'intervista integrale sul sito originario)

Ecco il video di presentazione dell'album The Enchanted Garden:

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