giovedì 26 gennaio 2012

Giètz! - Andrea Campanella e Hannes Pasqualini (libri)

Apprezzato da critica e pubblico, già vincitore del Premio Miglior libro di scuola italiana al Romics Award 2010 e del Premio Miglior disegnatore italiano, Hannes Pasqualini al Treviso Comic Book Festival 2010, il graphic novel sul jazz italiano di Andrea Campanella e Hannes Pasqualini torna a grande richiesta in tutte le librerie dal 16 febbraio 2012, con una nuova ristampa.


Sul sito Libri Consigliati c'è una bella recensione di questo libro a fumetti:
Lavoro a quattro mani, in cui le matite di Hannes Pasqualini incontrano la penna di Andrea Campanella in una graphic novel all’italiana, che si apre ai disegni con una citazione di Duke Ellington, il Duca: “In genere, il jazz è sempre stato simile al tipo d’uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia”. A impersonare quel tipo è Nico Bertini, uno sconosciuto spezzino che ascende all’Olimpo dei padroni del Jazz del nuovo continente.
Anche in Italia si suonava il Giètz. A ricordarcelo questo racconto a fumetti le cui tavole hanno inizio tra i rifugi di La Spezia, nel 1944, sotto le bombe, sotto la pioggia sorda della morte che arriva dagli aeroplani. Tra quelli che si riparano c’è Nico, “il Trombettiere” come lo definisce chi non sa, chi ignora che in questo ragazzo bianco scorre il nero colore del Jazz, quello vero, afroamericano.
A Nico la guerra porta bene, gli alleati arrivano in Italia, si fanno strada sui loro giganti sferraglianti. Dai carri armati lanciano caramelle e promesse. Qualcuno ascolta le note della tromba di Nico, gli americani se ne intendono. A Nico, che suona nella banda del paese, si aprono le porte della notorietà, e non solo quelle.
In una velocissima carrellata di eventi, Nico finisce in un turbine di successi e sbandate, stringe legami con i suoi idoli e patti d’amore con una seduttiva mentore bionda. Il successo arriva simile alle bombe della guerra, fragoroso, inaspettato e distruttivo. Nico segue le melodie del suo fiato come le linee di cocaina su un lavandino. La velocità dell’ascesa alla notorietà, della caduta e della risalita di Nico Bertini avrebbe meritato maggiore attenzione alle sfumature che si perdono nei salti temporali, per coprire i vent’anni del racconto.
Il giovane talento si trasforma presto in quel tipo d’uomo che diceva Duke Ellington. Il suo aspetto macilento, le note maledettamente tristi del Jazz, la sua tosse e il capo basso sull’imboccatura dello strumento ne fanno un personaggio da amare e da evitare. Imbattibile e fragile allo stesso momento.
Stampato su carta crema con colori virati di seppia, che aiutano gli occhi del lettore a cogliere il sapore retrò della storia, ricordando una pellicola consumata come un vecchio documentario in cui la finzione si unisce alle citazioni della musica italiana di quegli anni, Gietz! è una parabola di redenzione, la narrazione degli allori conquistati e delle repentine cadute di un ragazzo di provincia, provincia dove tutt’oggi fermentano i talenti musicali dello stivale. La storia è condotta per quadri veloci, quasi degli storyboard cinematografici, in cui Nico ha il tempo dilatato delle note afroamericane che incontrano le note tutte italiane di “Parlami d’amore Mariù”, ma anche il tempo ristretto e divoratore che, dalla piccola notorietà dei caffè liguri, lo porta ai luoghi “bene” della borghesia milanese dove la fama strangolatrice e una donna che lo ama, lo aiuta e lo strega lo trascinano lontano dagli affetti familiari, da Maria che resta paziente in attesa. La rincorsa rapida delle tavole crea, a volte, la stessa sensazione di urgenza del finale che si riscontra nella sceneggiatura, banalizzando alcuni aspetti che avrebbero meritato maggior approfondimento al fine di garantire alle tavole maggiore drammaticità.
Le nuvole bianche dei fumetti si contrappongono alle nuvole scure che provengono dalla tromba di Nico, colme di note, dense, che oltrepassano i confini dei riquadri angusti delle tavole. Bildungsroman a fumetti, Gietz! si conclude su un volo della Pan Am, nel 1964. Nico è una stella affermata, ha moglie, Maria, e figli. È tornato sui suoi passi, è tornato alla musica abbandonando i demoni che avvolgevano le note della sua tromba. Sui sedili dell’aereo Nico chiacchiera con gli idoli di una vita che ora ha a portata di mano.
L’happy end conclude questo romanzo grafico godibile nell’insieme per la cura dei riferimenti ai personaggi reali dell’epoca e per la scelta di disegni semplici. Proprio questa soluzione di semplicità, priva di orpelli e particolari in eccesso, sarebbe risultata più efficace se posta al servizio della trama, per garantire quella maggiore drammatizzazione alle scene che, come già evidenziato, risultano a momenti troppo frettolose.

Sul sito Issuu.com, è possibile vedere una anteprima online del libro. 

Ed ecco il bellissimo video trailer:

Nessun commento:

Posta un commento