domenica 15 gennaio 2012

Duke Ellington a Newport questa sera su RSI

Questa sera l'emittente radiofonica della Svizzera Italiana RSI, trasmetterà degli estratti dei concerti che l'orchestra di Duke Ellington tenne durante il Newport Jazz Festival negli anni 1956 e 1959.
Particolarmente significativo è il concerto del 1956, giudicato dal promoter George Wein, "la più grande performance della carriera di Ellington.... In esso si trova tutto ciò che il jazz è stato e che sarebbe potuto essere ".
In quel periodo la popolarità del Duke era in discesa a causa dell'ascesa del bebop, ma Ellington continuava comunque a mantenere l'orchestra attiva, pur avendo perso molti dei suoi big.
Grazie al incredibile successo del concerto del 1956, l'orchestra riconquistò una grandissima popolarità che manterrà fino alla morte di Ellington. 
La band di Ellington fu la prima e unica "big band" ad esibirsi al Newport Festival. Il primo, breve set iniziò alle 20:30 ed incluse l'esecuzione dei brani The Star Spangled Banner, Black and Tan Fantasy e Tea for Two. Questo show fu portato a termine senza la presenza di tutti i componenti dell'orchestra che non si erano presentati sul palco in tempo per l'inizio.
Dopo le esibizioni degli altri gruppi in cartellone, l'orchestra al completo iniziò lo spettacolo vero e proprio. Duke fece partire le danze con la classica Take the "A" Train, seguita da una sua nuova composizione scritta a quattro mani con Billy Strayhorn, una suite in tre parti composta da: Festival Junction, Blues to Be There, e Newport Up. La suite era stata concepita come momento principale dello show, ma la reazione del pubblico non fu così entusiasta come previsto.
Conclusa la suite, Duke iniziò ad eseguire alcuni dei suo grandi classici, in un crescendo di acclamazione da parte del pubblico, culminata con una straordinaria versione di Diminuendo in Blue and Crescendo in Blue, con i famosi 27 chorus di assolo di Paul Gonsalves, che avrebbe dovuto concludere il concerto. 
Ma il pubblico fu così entusiasta dell'esibizione, che Ellington fu costretto ad eseguire innumerevoli bis, e neanche i tentativi degli organizzatori riuscirono a porre fine allo show, che si chiuse con una straordinaria versione di Mood Indigo
Subito dopo la Columbia pubblicò un album che ebbe un grandissimo successo, che però si rivelò in seguito un clamoroso falso.
Nel 1996, furono scovati dei nastri negli archivi di Voice of America che dimostrarono come l'album del 1956 non rispecchiava la vera esibizione di Ellington, ma che aveva subito pesantissime manipolazioni in studio di registrazione. Brani eseguiti in studio furono mixati con le originali registrazioni dal vivo, con l'aggiunta di applausi finti. Solamente il 40% circa delle registrazioni erano effettivamente live. La ragione di queste manipolazioni fu da imputarsi a Ellington, il quale riteneva che l'esecuzione della suite suonata al festival non fosse all'altezza dei suoi abituali standard di qualità, e quindi decise di registrare una nuova versione migliore da includere nell'album. Il produttore George Avakian fece quanto richiesto da Ellington e chiese alla band di entrare in studio immediatamente dopo la conclusione del festival per incidere nuovamente il tutto. 
Nel 1999 fu pubblicata in Cd, la versione originale del concerto intitolata Ellington at Newport (Complete).
Il concerto del 1959, pur come al solito impeccabile dal punto di vista formale, non fu così eccitante ed avventuroso come quello del 1956.
L'orchestra presentò un programma fatto di standard, più una torrenziale versione di un nuovo pezzo intitolato Idiom '59, che non ha lasciato tracce nella produzione ellingtoniana.

Per ascoltare questo programma visita su questo link, questa sera a partire dalle ore 20,30.

Ecco una versione di Diminuendo in Blue con il leggendario assolo di Paul Gonsalves, registrata al Newport Jazz Festival del 1956:

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