mercoledì 7 novembre 2012

REPLAY: Cinque anni fa moriva Michael Brecker

(Pubblicato originariamente il 14 gennaio 2012) 
Il 13 gennaio del 2007, moriva di leucemia a 54 anni il grande Michael Brecker.
Ecco un estratto del necrologio fatto dal grande giornalista Ben Ratliff, pubblicata sul New York Times il giorno dopo la morte del sassofonista.


"Dopo aver assimilato una profonda conoscenza del vocabolario del sassofono di John Coltrane, ed averlo applicato ad una musica che si fondeva con la cultura musicale dominante - in particolare la fusion e il pop dei cantautori degli anni '70 e '80 - Brecker riuscì a diffondere il suo sound in tutto il mondo.
Per un certo periodo di tempo, Brecker sembrava quasi onnipresente. La sua discografia - che contiene più di 900 album - iniziò nel 1969, suonando sull'album Score, con una band guidata da suo fratello, il trombettista Randy Brecker, quindi proseguì nel 1970 con un album dei Dreams, la band di jazz-rock che dirigeva con il fratello ed il batterista Billy Cobham.
La sua lunga lista di collaborazioni come sideman da allora ha attraversato centinaia di altre registrazioni, comprese quelle con Frank Zappa, Aerosmith, James Brown, Paul Simon, Joni Mitchell, Lou Reed, Funkadelic, Steely Dan, John Lennon, Elton John e James Taylor, nonché (dal lato jazz), Chick Corea, Pat Metheny, Gonzalo Rubalcaba, e Papo Vasquez.
I suoi 11 premi Grammy comprendevano i due per Wide Angles, il suo ultimo album ambizioso, pubblicato nel 2003 con una band di quindici elementi chiamata Quindectet.
Però i suoi più clamorosi successi arrivarono dai suoi album, sia a il proprio nome (a partire dal 1986) sia con la Brecker Brothers band, così come i suoi lavori dei primi anni '80 con il gruppo Steps Ahead. Brecker aveva programmato un tour con una nuova versione degli Steps Ahead, nell'estate del 2005, quando le sue condizioni di salute furono annunciate pubblicamente - all'inizio come sindrome mielodisplastica, una malattia del midollo osseo, poi progredita in leucemia - e molto del suo lavoro dovette interrompersi.
Brecker crebbe in una famiglia di musicisti a Filadelfia, suo padre era un avvocato che suonava il pianoforte jazz. Iniziò a suonare il clarinetto a 6 anni, passando prima al sassofono contralto e poi al sax tenore. Iniziò a frequentare la Indiana University, come aveva fatto suo fratello Randy. Dopo aver cercato una laurea in musica, scoprì ben presto che preferiva suonare. Così a 19 anni partì per New York.
Per la maggior parte degli anni '70 e fino alla metà degli anni '80, lavorò duro in sessioni in studio, diventando un ospite fisso negli album del movimento dei cantautori del sud della California, come Jackson Browne e Joni Mitchell. Per gli appassionati di jazz, i suoi primi lavori dei primi anni '80 - sui primi due album degli Steps Ahead, nel Three Quartets di Chick Corea e con Pat Metheny, cementarono la sua reputazione di grande musicista.
Il suo tono era forte e concentrato, ed un pò del suo riconoscibile linguaggio faceva eco al sound di Coltrane. Ma avendo lavorato nel pop, dove un assolo deve essere forte e preciso, Brecker era soprattutto un condensato di momenti emozionanti in spazi brevi. Poteva piegare l'intera gamma del suo strumento in un breve assolo, dalle note più alte a quelle più basse, e connettere le sue rarefatte idee al ricco fraseggio soul di sassofonisti come Junior Walker.
Negli anni '80 e '90 sperimentò con uno strumento a fiato elettronico chiamato EWI, che gli permise di soffiare attraverso un dispositivo elettronico, riproducendo una gamma di suoni campionati e multitraccia in tempo reale.
Riprese a sperimentare nuovamente con questo strumento negli ultimi anni. Con l'inizio della sua malattia, lui e la sua famiglia cercarono donatori di midollo osseo nei festival internazionali di jazz, nelle sinagoghe e nei centri della comunità ebraica in America; decine di migliaia di persone risposero. Lavorando sporadicamente nel corso dell'ultimo anno, riuscì a completare il suo ultimo album solo due settimane prima di morire."

Ecco un estratto del meraviglioso Saxophone Summit (Michael Brecker / Joe Lovano / Dave Liebman), che presentano una strepitosa versione di Impression di Coltrane, registrata al Birdland il 17/12/1999:

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