mercoledì 17 ottobre 2012

REPLAY: Scene dalla vita di Chet Baker (4a parte)

(Pubblicato originariamente il 7 dicembre 2012)
Continuiamo la pubblicazione della lunga e bellissima biografia di Chet Baker, realizzata dallo scrittore Jeffrey St. Clair e apparsa sul sito Counterpunch.org (qui c'è il link alla terza parte).


Chet Baker, finalmente raggiunse con la sua band New York, nel maggio del 1954, per un impiego di un mese al Birdland. A detta di tutti fu una parentesi bizzarra. Il gruppo di Baker fu prenotato per due settimane insieme a Miles Davis. La maggior parte delle sere il pubblico era composto, in gran parte, da giovani ragazze che si erano trasferite nel fumoso club per vedere il proprio idolo, Chet Baker. La band di Davis fu costretta ad aprire le serate per il gruppo di Baker e, in molte di quelle serate, dovettero suonare davanti ad una folla di bianchi che credeva che Davis stesse copiando i riff di Baker. Ma le esibizioni di Baker in quel mese furono incerte e piatte. Baker fu criticato dalla stampa per il suo modo di suonare zoppicante e per la sua debole voce. Ma tali critiche non riuscirono a diminuire il suo appeal popolare o ad indurlo a riconsiderare la propria tecnica.
Quella primavera, Baker iniziò una torrida relazione con la sensuale attrice francese Liliane Cukier. Alle feste Baker diceva alla gente che la Cukier era sua moglie, anche se lui era ancora sposato con Charlaine. Una notte, durante il periodo al Birdland, Charlaine si presentò al club ed intravide Baker che era nella sua auto con la Cukier. Lei si precipitò al suo albergo, prese la pistola di Baker e ritornò al club per vendicarsi.  Mentre Chet stava suonando sul palco, Charlaine prima sventolò la pistola in faccia alla Cukier e poi corse verso il palco minacciando di ucciderlo, trattenuta a stento dal documentarista Al Avakian appena prima di poter sparare al trombettista.
Con Charlaine sul sentiero di guerra, Baker si allontanò da New York, portandosi la Cukier con lui, prima verso la West Coast e poi nel Midwest per delle date a St. Louis e Chicago. Alla Cukier piacevano le feste ed aveva già fatto uso di eroina prima di incontrare Baker. L'uso di droghe di Chet crebbe, con pessimi risultati per la band. La Cukier ha poi ricordato di essere ritornata a piedi nella loro stanza d'albergo a Chicago dopo un concerto e di aver trovato Baker e altri musicisti che si stavano facendo. "Erano tutti seduti in tondo, e ad alcuni ci sono voluti 45 minuti per trovare una vena", ha ricordato la Cukier. "Ho detto, Chet così non può andare avanti." Ma naturalmente Baker andò avanti così.
Prima della fine di quell'anno, la band stava andando a pezzi. Le recensioni degli spettacoli di Baker erano diventate ancora più negative. Il suo modo di suonare veniva considerato "insipido" e la sua voce giudicata "anemica". Inoltre, Baker era incapace di programmare i concerti e di manipolare il denaro. Bruciò gli ultimi 300$ sul conto della band per comprarsi una Jaguar. Per il pianista Russ Freeman, quella fu la goccia che fece traboccare il vaso, e così se ne tornò in California.
L'incapacità di Baker di gestire i suoi affari, lo rese vulnerabile agli avvoltoi senza scrupoli che giravano attorno ai musicisti. Nei suoi ultimi anni, Baker generava ancora un flusso cospicuo di entrate, probabilmente fino a 200.000 dollari all'anno. Nessuno sa quanto in realtà finì nelle tasche di Baker. Come la maggior parte dei drogati, Chet preferiva essere pagato in contanti al momento del concerto. Rifiutò di firmare dei contratti che gli avrebbero dato una percentuale sui proventi derivanti dalle registrazioni. Probabilmente ciò gli costò milioni. Negli ultimi due decenni della sua vita, Baker non aveva nemmeno un conto in banca.
Agli inizi degli anni '60, Baker firmò un accordo truffaldino con il sordido manager Richard Carpenter, che era noto per aver sfruttato molti musicisti neri, tra cui Lester Young, Gene Ammons e Sonny Stitt. Baker era stato presentato a Carpenter dal suo vecchio amico drogato Tadd Dameron, uno dei più dotati compositori e arrangiatori dell'era bebop, che era stato raggirato e costretto a dar via tutti i suoi diritti d'autore a Carpenter per soli cinquanta dollari, l'equivalente di circa tre giorni di eroina. Baker firmò un simile accordo predatorio. Ma era così incasinato che non gli importava. Carpenter gli dette un appartamento a buon mercato, infestato dagli scarafaggi e gli concedeva 20 $ al giorno come indennità per la sua dose di droga quotidiana. Decenni più tardi, quando egli comprese la portata della truffa, Baker cercò di assumere un sicario per uccidere Carpenter. 
In quel momento però nessuno di questi problemi sembrava importargli. Nel 1955, Baker vinse il sondaggio dei lettori di Downbeat come miglior trombettista, battendo Clifford Brown, Miles e Dizzy. Poi ricevette una telefonata da Hollywood. Aveva ottenuto il ruolo di trombettista nel B-Movie di guerra Hell’s Horizon. Il film fu una bomba. Ma Baker rimase impassibile. Partì in tour nazionale con Dave Brubeck, Mulligan e Clifford Brown ed apparse al Tonight Show, suonando una energica versione, anche se un po' rudimentale, di "Night in Tunisia" di Gillespie.
Nello stesso anno, Baker portò Liliane e la sua nuova band attraverso l'Atlantico per il suo primo tour europeo. Questo si dimostrò un viaggio fatale. Quell'inverno il gruppo presentava un giovane e brillante pianista di Boston di nome Dick Twardzik, che aveva suonato con Charlie Parker nei mesi precedenti la morte di Bird. Twardzik era un prodigio, con un talento simile a quello di Bill Evans, abbagliante nei modelli armonici. Era capace di suonare tranquillamente tanto Bud Powell quanto Bela Bartok. Ma Twardzik aveva sviluppato una seria dipendenza dall'eroina sin dall'adolescenza. La sua amante, la cantante nera Crystal Joy, sperava di allontanarlo della dipendenza mentre era in tour. Ma così non fu. Twardzik era sulla strada con una banda di drogati, tra cui Baker e il batterista Peter Littman. Non passò molto tempo prima che i tre musicisti iniziassero a condividere le stesse droghe e si infilzassero le vene con gli stessi aghi. 
La band esplose in tutta Europa, suonando una lista estenuante di un concerti ad Amsterdam, Londra, Parigi, Francoforte, Milano e Roma. Dopo ore a suonare, si riuniva per drogarsi insieme ai musicisti jazz europei, con una eroina di alta qualità presa direttamente da Marsiglia. 
Nel libro Deep in a Dream, il pianista jazz francese, René Urtreger ha dichiarato che per nel momento in cui banda la Baker arrivò in Europa, più del 95 per cento dei musicisti jazz francesi erano dipendenti dall'eroina, compreso lo stesso Urtreger.
Mentre era a Parigi, la band entrò negli studi Pathé, per registrare una serie di sessioni per l'etichetta jazz francese, Disques Barclay. Sotto la guida di Twardzik, la musica era inventiva e impegnativa, probabilmente la più avventurosa che Baker abbia mai suonato, soprattutto su "Rondette" e sulla modernista composizione di Twardzik "The Girl From Groenlandia." Ma con il passare delle settimane Twardzik divenne sempre più profondamente schiavo dell'eroina e la notte del 20 ottobre tutto ebbe fine. Quella sera il pianista non si presentò in studio, allora il bassista Jimmy Bond, l'unico non drogato del gruppo, telefonò al manager della Madeleine Hotel e gli chiese di controllare il pianista. Twardzik fu trovato morto nella sua stanza, con la pelle di un azzurro luccicante ed un ago ancora appeso al suo braccio. Aveva solo 24 anni..... (continua)

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