domenica 18 dicembre 2011

Paolo Fresu a Bologna

Paolo Fresu sarà protagonista questa sera di un concerto per solo tromba presso il Teatro delle Celebrazioni. 
Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che, specialmente in campo jazzistico, si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma, comunque sia, sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico.
Quando l’Auditorium di Roma, nel gennaio del 2005, ha proposto a Paolo di essere protagonista di un concerto solistico per tromba, le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo.
Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica, con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi, ha poi deciso di accettare l’offerta, mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi, vista la scommessa, decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere, ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica), ovvero sia la mega-sala da 3000 posti, usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni, oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo.
Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali, firmato da Gino Castaldo, lo racconta molto bene): un successo incredibile… forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo, nell’olimpo della musica contemporanea.
Oggi, “a solo” è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. Adeguatamente teatralizzato, grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca, il progetto, co-prodotto anche da Vittorio Albani, manager di Paolo, è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.
Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno, la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo, giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista. 
Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica, attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam, dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.

Ecco il video di un estratto del suo concerto "a solo" registrato a Cagliari il 31/07/2011:

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