venerdì 26 ottobre 2012

REPLY: In uscita Echoes of Indiana Avenue, album inedito di Wes Montgomery

(Pubblicato originariamente il 19/12/2011)
Recentemente sono stati ritrovati e restaurati degli inediti nastri di Wes Montgomery persi da tempo. La Resonance Records pubblicherà il prossimo 6 marzo 2012, Echoes of Indiana Avenue, il primo album di musica inedita di Montgomery da oltre 25 anni, che coincide con quello che sarebbe stato l'88° compleanno di Montgomery.


Dopo oltre un'anno è mezzo di lavorazione, la release offrirà una rara visione rivelatrice di una leggenda della chitarra. I nastri sono le prime registrazioni conosciute di Montgomery come leader, che anticiparono il suo album di debutto del 1959 con l'etichetta Riverside. L'album mette in mostra Montgomery in performances del 1957 e 1958 nei night-club della sua città natale Indianapolis, oltre a rare registrazioni in studio. La pubblicazione è anche ben confezionata, contenendo fotografie inedite e significativi scritti di celebri scrittori musicali e musicisti, tra cui il chitarrista Pat Martino e dei fratelli di Montgomery, Buddy e Monk.
In questa scintillante scoperta, Montgomery suona un jazz straight-ahead, mostrando chiaramente il suo lato be-bop. Ascoltando queste registrazioni viene riaffermata la profonda influenza esercitata da Montgomery su generazioni di chitarristi, George Benson, Pat Martino, Joe Pass a John Scofield, Pat Metheny, Kevin Eubanks, Russell Malone e Kurt Rosenwinkel.
Insieme al batterista Paul Parker, al tastierista Melvin Rhyne, al pianista Earl Van Riper, al bassista Mingo Jones e al batterista Sonny Johnson, ed anche su un pezzo con i fratelli Monk al basso acustico e Buddy al pianoforte, Montgomery swinga con abbandono su un programma di pezzi incendiari e ballate. 
Vi sono incluse le interpretazioni di Diablo's Dance di Shorty Rogers, Misty di Erroll Garner e Take The A Train di Billy Strayhorn, così come gli standard jazz Darn That Dream e Body and Soul. Montgomery rivela anche le sue radici blues con After Hours Blues. Altrove su Echoes of Indiana Avenue c'è un duetto tra Wes e l'organista Rhyne su una bella versione di Round Midnight di Thelonious Monk e su una fedele riproposizione della latineggiante Nica's Dream di Horace Silver. Montgomery e i suoi fratelli affrontano anche una beboppistica versione di Straight, No Chaser di Thelonious Monk.
Come questi nastri siano stati perduti e ritrovati, dopo essere rimasti su uno scaffale per più di 50 anni, è una storia di intrighi che affascina collezionisti e appassionati. Anche se l'identità della persona che ha effettuato le registrazioni originali rimane sconosciuta, i nastri sono passati attraverso diverse mani prima di essere stati acquisiti nel 1990 dal chitarrista e fan di Jim Montgomery, Jim Greeninger.
A causa delle loro fragili condizioni, venne immediatamente fatto il trasferimento digitale dei nastri originali con l'obiettivo di fare un accordo con una casa discografica. Fu solo nel 2008 che Greeninger, che aveva cercato di vendere i nastri su eBay, contattò Michael Cuscuna, il rispettato produttore che ebbe  una lunga esperienza con la Blue Note Records, e fu anche il co-fondatore della Mosaic Records. Nell'estate del 2010, Cuscuna contattò Zev Feldman della Resonance Records, che diventò il produttore del progetto. "Quando avemmo i nastri non avevamo idea esattamente di cosa ci fosse all'interno", ricorda Feldman. "Tutto quello che sapevamo era che c'era Wes su di essi. Così tra il 2010 e il 2011, ho fatto tre viaggi a Indianapolis dove ho intervistato e discusso a proposito delle registrazioni con studiosi, musicisti e amici di Wes. Era un grande mistero e abbiamo dovuto agire come agenti investigativi per ricostruire tutto l'insieme. Dobbiamo ringraziare il fondatore dell'etichetta e il presidente George Klabin che ha reso possibile questo progetto."
Oltre alla musica completamente restaurata, c'è un booklet di 24 pagine che presenta rare fotografie di famiglia che vengono viste per la prima volta, inclusa una fotografia umoristica di Montgomery (in costume) con gli amici, scattata ad Halloween. Ci sono anche alcune delle classiche foto di Montgomery scattate dall'iconico fotografo jazz, Duncan Scheidt. I giornalisti di jazz Dan Morgenstern e Bill Milkowski contribuiscono con dei saggi, così come il grande chitarrista jazz Pat Martino e l'educatore Dr. David N. Baker, che Feldman cita come uno dei catalizzatori fondamentale del progetto.
"Sono entusiasta che questa musica possa finalmente vedere la luce", ha scritto Cuscuna nelle note di copertina. "Ed ancora più felice perché tutto è stato fatto nel miglior modo possibile".
Echoes of Indiana Avenue è costituito da tre diverse sessioni: - una in studio e due live. Quattro delle tracce sono state registrate al The Hub Bub, un antico jazz club di Indianapolis. Il titolo della raccolta si riferisce alla popolare via commerciale di Indianapolis, con radici storiche. Come osserva Baker, "A Indianapolis durante gli anni '40 e '50 operavano contemporaneamente più di venti club musicali. In via generale, i più importanti erano vicino alle strade principali nelle aree a predominanza nera. La più frequentata e più famosa area era conosciuta come 'The Avenue', ed era una parte di Indiana Avenue."
Feldman continua: "Abbiamo pensato che fosse molto importante rendere omaggio a Indiana Avenue, che molti storici considerano essere il centro nevralgico della comunità afro-americana a Indianapolis negli anni '50, quando queste registrazioni furono fatte. Wes era parte di questa comunità."
Montgomery iniziò a suonare la chitarra a sei corde a 19 anni. Nato il 6 marzo 1925 a Indianapolis, cominciò a suonare la chitarra tenore a quattro corde all'età di 13 anni, prima di acquistare la sua prima sei corde (una Gibson ES-150). Avendo imparato a suonare ascoltando le registrazioni del suo idolo Charlie Christian, Montgomery sviluppò un vocabolario enorme sullo strumento, pur essendo rigorosamente autodidatta e non sapendo leggere la musica.
Iniziò a suonare a livello locale presso il Club 440 di Indianapolis, prima di visitare il Midwest e il Sud con il suo gruppo. Dopo essere tornato a casa dopo un tour con Lionel Hampton, Montgomery decise di fare della musica una parte secondaria della sua vita, al fine di sostenere la sua numerosa famiglia. Iniziò a lavorare duramente in fabbrica di giorno, e suonava la chitarra di notte. 
Nel 1955, cominciò a suonare con i suoi fratelli accanto al batterista Johnson e al sassofonista Pookie Johnson. Nel mese di aprile del 1958, Montgomery registrò a Los Angeles con il nuovo gruppo dei suoi fratelli, The Mastersounds. Quindi tornò a Indianapolis, dove iniziò a lavorare in trio con Rhyne e Parker. Fu al Missile Club nel settembre del 1959, che il sassofonista Cannonball Adderley vide per la prima volta Montgomery in azione. Dopo il suo concerto, Adderley, che aveva occhio per il talento, fu immediatamente colpito da quello che aveva sentito. Chiamò il produttore Orrin Keepnews, che lo fece firmare per la Riverside Records ed arrangiò per una sessione. Il debutto di Montgomery per l'etichetta, A Dynamic New Sound, fu pubblicato subito dopo.
Montgomery pubblicò una dozzina di registrazioni con la Riverside tra il 1959 e il 1964, che rappresentano il picco del suo periodo straight-ahead jazz. Il produttore Creed Taylor, che aveva supervisionato alle registrazione di Montgomery con la Verve (1964-1966) e la A & M (1967-1968), cercò di sterzare la carriera del chitarrista in una direzione più commerciale. E riscosse un notevole successo. Album come Bumpin', California Dreaming, Goin' Out of My HeadRoad Song ebbero un successo di vendite senza precedenti. 
Il playing di Montgomery, notevolmente fluido ed ispirato ai suono degli strumenti a fiato, fece di lui un pioniere nel suo strumento. Egli portò un approccio non convenzionale allo strumento che evitava il plettro a favore dell'uso del pollice della mano destra, utilizzato per suonare sia una singola nota, che per strimpellare. Questa metodo non ortodosso gli permise di ottenere un suono più caldo, rotondo sullo strumento che divenne immediatamente riconoscibile.
Riflettendo su Echoes of Indiana Avenue, il leggendario chitarrista Pat Martino afferma, "Ora abbiamo la pubblicazione di una sorprendente collezione di momenti. Nove tracce preziose dove Wes si distende ancora, e ancora. E' sorprendente che esse non furono condivise al momento della loro registrazione, ma questo le rende ancora più preziose. "
Per gli appassionati di chitarra Echoes di Indiana Avenue è l'equivalente per la sei corde, del Santo Graal.

Ecco il promo dell'album:

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