mercoledì 24 ottobre 2012

REPLAY: Il centenario di Stan Kenton

(Pubblicato originariamente il 15 dicembre)
Oggi Stan Kenton avrebbe compiuto cent'anni. 
Per festeggiare l'anniversario di questo leggendario e controverso maestro dell'età dello swing, pubblichiamo un'estratto di una bella biografia pubblicata originariamente dal New York Times il 27 agosto 1979, per commemorare la morte del bandleader avvenuta due giorni prima.


Kenton fu l'ultimo grande leader di jazzband ad emergere durante l'era delle Big Band del 1935-45, e la sua fu una delle pochissime band che sopravvisse quando quell'epoca si concluse. Essa fu anche la più controversa tra tutte le più importanti jazzband.
Il rumoroso "muro di ottoni" che era caratteristico delle performance di Kenton fu a turno salutato come una "progressiva" esplorazione di un'alleanza tra jazz e musica classica, o deplorato come rumore puro. Arthur Fiedler, il conduttore di Boston Pops, considerava Kenton il più importante collegamento tra il jazz e la musica classica. Ma Albert J. McCarthy, critico inglese, dichiarò che la musica di Mr. Kenton era così urlata "perché non riusciva a raggiungere il suo obiettivo in nessun altro modo."
«I giovani stanno andando in tilt per il rumore puro di questa band," Barry Ulanov scrisse sulla rivista Metronome nel 1948. «C'è il pericolo che un'intera generazione cresca con l'idea che il jazz e la bomba atomica siano essenzialmente il medesimo fenomeno naturale".
Ma Kenton continuava ad andare per la sua strada.
"Alcuni dei saggi che dicono che la mia musica sia rumorosa, chiassosa e così via", disse, "dovrebbero vedere i volti dei giovani che hanno attraverso un centinaio di miglia tra la neve per vedere la band... stare di fronte al palco in una estasi tutta propria".
Kenton, una pianista che a volte suonava gli assoli con la sua orchestra, era un personaggio magro e allampanato, i cui modi stravaganti non sminuivano il subbuglio musicale che aveva creato. Egli dirigeva con un braccio molto vigoroso, terminando ogni pezzo con le braccia distese in avanti ed un'espressione estatica. Aveva una fede incrollabile nel proprio lavoro, ed era un venditore di instancabile di esso, utilizzando termini come "artistry in rhythm," "progressive jazz" e "innovations in modern music."
"Se chiedete a 10 persone in strada se hanno mai sentito parlare di Stan Kenton", disse una volta, "solo un paio di loro dirà: 'Sì'. Dobbiamo cercare di raggiungere gli altri 8. E l'unico modo per farlo è quello di farmi diventare una personalità e portarla insieme alla mia band».
I "lavori sperimentali," di Kenton come egli spesso si riferiva a molti dei pezzi del suo repertorio, non erano stati scritti solo per essere diversi, secondo Pete Rugolo, che fu capo arrangiatore di Kenton verso la fine degli anni '40 e nei primi anni '50.
Negli anni del secondo dopoguerra, quella di Kenton fu una delle prime grandi band di jazz, insieme a quella di Dizzy Gillespie, ad usare le colorazioni ritmiche afro-cubane nella propria musica. Una delle sue composizioni di allora si chiamava Machito in onore del popolare leader afro-cubano della band, mentre il suo arrangiamento di The Peanut Vendor, costruito su ritmi afro-cubani, è rimasto uno dei preferiti dai suoi fans per tutta la sua carriera.
Eppure, alcuni dei suoi tentativi di jazz "d'avanguardia" sembravano, alle orecchie di alcuni ascoltatori, aver perso il contatto con la forma. Gunther Schuller, che aveva un piede su ogni lato della divisione tra jazz e musica classica, trovava che in City of Glass, una composizione di un protetto di Kenton, Robert Graettinger, "non ci fosse quasi alcun materiale jazz, da qualsiasi punto di vista convenzionale, ma che veniva confusa con il jazz semplicemente perché era suonata e registrata da Stan Kenton e la sua orchestra".
In un periodo in cui la maggior parte dei musicisti jazz si affermavano nei loro primi 20 anni, Kenton era relativamente vecchio - quasi 30 anni - quando costituì la sua band. Nato a Wichita, Kansas, il 15 dicembre 1911, egli crebbe a Los Angeles ed iniziò a suonare con gruppi locali in speakeasies e saloons non appena finito il liceo.
Dopo sette anni, durante i quali aveva suonato con una band guidata da Everett Hoagland e Gus Arnheim, si prese due anni di pausa per studiare musica. Questo spostò il suo interesse dal suonare allo scrivere ed arrangiare. Iniziò a scrivere arrangiamenti sperimentali, basati sui suoi studi, utilizzando il sassofono staccato ed usando i violenti accenti ritmici alla maniera di Jimmie Lunceford. Con questi arrangiamenti, costituì una band che fece il suo debutto al Memorial Day del 1941, presso la Rendezvous Ballroom a Balboa Beach, Calif.
La band ebbe un istantaneo successo sulla West Coast, ma quando si trasferi ad Est nel 1942 per fare la sua prima apparizione al Roseland Ballroom di New York, i ballerini si lamentarono perchè la band suonava troppo forte e che i suoi tempi non fossero ballabili, ed anche i critici furono freddi.
Verso la fine del 1943, iniziò una collaborazione, che durerà 25 anni, con la neonata Capitol Records; Kenton incise due dischi - Artistry in Rhythm, e Eager Beaver - che portò la band ai vertici di popolarità in tempo di guerra.
L'anno successivo, Anita O'Day, che aveva cantato con Gene Krupa, si unì alla band e fu seguita l'anno successivo da June Christy, che rimase per quattro anni prima di essere sostituita da Chris Connor. Tutti e tre i cantanti aiutarono la band di Kenton a raggiungere un pubblico più grande, che invece si sarebbe potuto spaventare per i suoi pezzi di jazz puro.
Pete Rugolo divenne il principale arrangiatore nel 1945, contribuendo con arrangiamenti molto simili a quelli di Kenton tanto che, come nel caso di Duke Ellington e di Billy Strayhorn, era spesso difficile dire chi fosse il compositore in realtà.
Alla fine degli anni '40, Kenton, che soffriva di periodi di esaurimento, sciolse la sua band parecchie volte. Una volta, dopo essere andato in analisi e trovandola "una cosa emozionante e gratificante", decise di tornare a scuola per una fase di preparazione per diventare uno psichiatra. Si iscrisse ad una scuola, ma poi cambiò idea e riorganizzò la band. In un'altra occasione, annunciò il suo ritiro dalla musica, perché, "pensavo di aver visto tutto e detto tutto quello che avevo intenzione di dire in musica." «Questo periodo durò circa tre mesi," disse, "ed io ero quasi impazzito".
Dal 1950 in poi, Kenton prese a costituire una band ogni anno, con la quale faceva un tour per gran parte dell'anno e poi la scioglieva, per poi ricostituire un nuovo gruppo dopo pochi mesi e ripartire per il successivo tour annuale. Dalla metà degli anni '50 in poi, la sua propensione per le opere sperimentali diminuì, anche se continuava ad avere materiale fresco e spesso provocatorio da arrangiatori come Bill Holman, Johnny Richards, Bill Russo e Hank Levy.
Nel 1959, la sua attenzione si rivolse all'educazione musicale. Formò la Stan Kenton Clinic, dei corsi estivi offerti sotto gli auspici del National Stage Band Camps.
Nel 1965, fu coinvolto nel tentativo di organizzare una orchestra jazz residente a Los Angeles, La Los Angeles Neophonic Orchestra, con la quale iniziò a costruire un repertorio nel suo stile sinfonico-jazz.  Kenton diresse l'Orchestra nel corso della sua prima stagione, ma quando non fu personalmente coinvolto, l'interesse scemò ed il progetto fu abbandonato dopo il 1968.
Mr. Kenton costituì una propria società di registrazione, la Creative World Records nel 1970, quando divenne scontento della distribuzione dei suoi dischi da parte dalla Capitol Records. Fu particolarmente disturbato dal fatto che la Capitol aveva permesso che le sue registrazioni uscissero di stampa mentre i suoi fans continuavano ad affollare i suoi spettacoli in tutto il paese, allora cominciò a ristamparli con la sua nuova etichetta, vendendoli per posta insieme a quelli di altri gruppi a cui era interessato.
Negli ultimi anni, Kenton fu on the road con la sua band in modo costante, senza avere una propria casa. Quando ci fu una pausa nel suo cammino, e se ne tornò "casa" a Los Angeles, visse in un hotel.
Stan Kenton ebbe tre matrimoni, uno dei quali con Ann Richards, che aveva cantato nella sua band. Tutti sono finiti con divorzi. Aveva tre figli - Leslie, una figlia, dal suo primo matrimonio, e Dana e Lance dal suo secondo - e tre nipoti.

Ecco un video dell'orchestra di Stan Kenton che presenta una versione del classico Malaquena:

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