lunedì 5 dicembre 2011

Cento anni fa nasceva Nino Rota

Nell'ottimo blog A Proposito di Jazz, Gerlando Gatto ha pubblicato un bel ricordo del compositore Nino Rota, di cui sono in corso i festeggiamenti per i cent'anni della nascita.

Il 3 dicembre centesimo anniversario della nascita di Nino Rota, al secolo Giovanni Rota Rinaldi, compositore tra i più brillanti ed originali del XX secolo, Nato a Milano il 3 dicembre 1911 da una famiglia di musicisti (il nonno Giovanni Rinaldiera un eccellente pianista) Nino evidenzia sin da piccolo una grande passione per la musica che lo porta a comporre già all’età di otto anni. La carriera di compositore inizia a soli undici anni, e a quindici firma la sua prima vera e propria opera teatrale intitolata il “Principe porcaro”. Negli anni dal 1924 al 1926 segue le lezioni di composizione all’Accademia di Santa Cecilia con il maestro Alfredo Casella, punto di riferimento per la musica contemporanea, mentre coltiva la sua seconda passione, l’esoterismo, collezionando migliaia di volumi.
La svolta fondamentale all’inizio degli anni ’30 quando, grazie all’appoggio di Arturo Toscanini, va a studiare a Philadelphia, entrando in contatto con la musica di compositori popolari ma allo stesso tempo colti come Gershwin e Copland ma anche come Irving Berlin. Di ritorno dagli Stati Uniti, negli anni ’40 inizia il sodalizio con il regista Castellani e arriva il primo successo: la colonna sonora di “Zazà”. Negli anni ’50 diventa l’autore delle principali musiche di scena del teatro di Eduardo De Filippo tra cui quelle per “Napoli milionaria”. Rota alterna la composizione di colonne sonore con la composizione di musica operistica e la consacrazione in questo campo avviene nel 1955 con l’opera “Il cappello di paglia di Firenze” messo in scena alla Piccola Scala con la regia di Giorgio Strehler. Negli stessi anni inizia anche l’amicizia e il sodalizio artistico trentennale con Federico Fellini, per il quale musica film come: “Lo sceicco bianco”, “Otto e mezzo”, “La dolce vita”, “La strada”, “Il bidone”, “Fellini Satyricon”, “Le notti di Cabiria”, “Il Casanova“, “I Clowns”, “Giulietta degli spiriti”, “Amarcord”.
Insomma Nino Rota è oramai divenuto compositore affermato e stimato in ogni settore musicale, stima evidenziata anche dal premio Oscar ottenuto per la migliore colonna sonora con il film “Il Padrino II”.
Ma in questa sede vogliamo porre in evidenza un altro aspetto della grandezza di Rota: l’amore e il rispetto che riscuoteva nel mondo del jazz sia nazionale sia internazionale. Le sue semplici ma straordinarie melodie, le sue eleganti armonie hanno trovato una seconda lettura da parte di numerosi jazzisti che lo hanno sempre considerato uno dei migliori autori di colonne sonore. Così moltissimi musicisti “nostrani” hanno inciso pezzi di Rota; ne ricordiamo alcuni: Antonello Salis, Gianluca Petrella, Giovanni Tommaso, Bruno Tommaso, Enrico Rava ion più di un’occasione, il gruppo Asymetrique (con Pino Minafra), Roberto Gatto, la Banda di Ruvo di Puglia, Simone Guiducci, Mauro De Federicis, Giampiero Spina, Guido Di Leone, Bebo Ferra, Larry Franco, Alessio Menconi, Max De Aloe… per non parlare di alcuni artisti che hanno dedicato a Rota interi album come Salvatore Bonafede con “Journey to Donnafugata” ed Enrico Pieranunzi con “Fellini Jazz”. Identico discorso a livello internazionale: Nino Rota è stato omaggiato, tra gli altri, da Caetano Veloso, Aldo Romano, Anita Gravine, Kenny Clarke con la Francy Boland BigBand mentre il pianista Ekkehard WÖLK gli ha dedicato il CD “Homage to Nino Rota”. E basta ascoltare una delle tante incisioni sopra ricordate per cogliere il rispetto e la devozione con cui i musicisti si sono avvicinati a questo materiale tematico.
Dopo una vita ricca di successi, Nino Rota muore a Roma il 10 aprile 1979, all’età di 67 anni.

Ecco il video della Nino Rota Suite, arrangiata dal maestro Roberto Molinelli, con una formazione che presenta Corrado Giuffredi, clarinetto, Giampaolo Bandini, chitarra, Cesare Chiacchiaretta, fisarmonica, Enrico Fagone, contrabbasso, Danilo Grassi, percussioni:

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