giovedì 10 novembre 2011

Youn Sun Nah al Roma Jazz Festival

Lunedì 14 novembre alle ore 21, l'Auditorium Parco della Musica presenta il concerto del duo composto dalla cantante Youn Sun Nah e del chitarrista Ulf Wakenius nell'ambito del Roma Jazz Festival.
Una ragazza cresciuta in una famiglia di doti vocali, con un papà fondatore del primo coro nazionale in Corea e una madre cantante e attrice di commedie musicali. “Quando ero alle elementari - ha raccontato Youn Sun Nah - mia madre cantava in The Sound Of Music e io andavo a vederla quasi tutte le sere. Ecco perché posso cantare My Favorite Things persino in coreano. Con il tempo ho capito che il jazz è proprio questo: un genere che ti permette di fare diversamente le stesse cose”.
A Parigi, Youn Sun Nah arriva nel ’95 per frequentare i corsi del Cim (una delle scuole jazz più antiche d’Europa), poi il National Music Institute di Beauvais e il Conservatorio. Eppure non sono i grandi classici, Sarah Vaughan, Billie Holiday e Ella Fitzgerald, a fornirle il metodo o uno stile. E’ l’incontro con le voci di Norma Winstone, Sidsel Endresen e Mari Boine, il jazz europeo e le cantanti norvegesi, a rappresentare un vero punto di svolta: “Non pensavo che fosse jazz e invece lo era, eccome. Scoprii cose interessanti e mi dissi che avrei potuto tentare di fare qualcosa di simile proprio con la mia voce”. Una voce tenace che ama le proprie radici, i canti di una terra da sempre divisa, una voce che sogna di arrivare un giorno anche in Corea del Nord.
Con il suo album “Same Girl”, pubblicato nel 2010, Youn Sun Nah esplora diversi stili e generi musicali. Il materiale sonoro è molto variegato ma lei è sempre la stessa ragazza che il pubblico ha conosciuto e amato, che sorprende l’ascoltatore con pezzi che sono interpretati in modo personale e davvero caratteristico, che esce dai soliti limiti stilistici. Straordinaria e coinvolgente, un talento naturale. Con Youn Sun Nah sono il timbro e le capacità interpretative a farla da padrone. Non importa se l’esile figura della cantante intona un american folk song o un traditional coreano e se la voce sembra esitare. Il gusto per il rischio e la capacità di trasformare ogni brano, come fosse una stanza piena di segreti musicali, anche grazie ad arrangiamenti originalissimi, malleabili e pronti all’adattamento in sede live, giustificano appieno ogni escursione extrajazz. L’album ha toccato il primo posto della classifica jazz in Francia e ci è rimasto per quattro settimane. “Same Girl” ha ricevuto il premio CHOC da Jazzman/Jazz Magazin (FR) e una vasta acclamazione internazionale.
In scena, la cantante sarà affiancata dal grande Ulf  Wakenius, già chitarrista di Oscar Peterson, capace di riprodurre linee di basso e percussioni e di ottenere grandi effetti dal suo strumento senza l’ausilio dei pedali. Nulla di ripetitivo, per un duo gradevolissimo, lontano da freddezza dell’esecuzione o mero esercizio di stile.

Ecco una strepitosa versione del classico My Favorite Things tratto dall'album Same Girl

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