giovedì 24 novembre 2011

Intervista a Paolo Fresu

Sul sito Livecity.it è stata pubblicata una lunga intervista a Paolo Fresu, in occasione della sua partecipazione Locomotive Jazz Festival 2011.

Ecco un estratto dell'intervista:
Nel 2009 ha inizio l’esperienza From Station to Station all’interno di Locomotive Jazz Festival, evento ideato e animato da Raffaele Casarano. Ci puoi raccontare del vostro fertile incontro e di come si è sviluppata l’idea di associare la musica al viaggio sulla linea delle Ferrovie Sud Est?
L’idea è nata in Sardegna, all’interno del Festival Time in Jazz di Berchidda anni prima. Raffaele, leggendo il mio libro e informandosi sul festival, si era appassionato a queste vicende e mi ha chiesto se potevamo inserire l’esperienza From Station to Station – questo è il titolo originale del primo progetto che feci a Berchidda – nel suo Festival a Sogliano. L’abbiamo proposto, ha riscosso successo e adesso l’esperienza continua. L’idea era quella di giocare sul tempo e sulle geografie. A Berchidda si è trattato del pianoforte di Uri Cane che suonava alla stazione ferroviaria (Berchidda, ndr): la gente saliva sul treno e lo raggiungeva per sentirlo suonare. Poi si ripartiva in treno diretti verso la stazione successiva (Oschiri, ndr) dove ad attenderlo c’era un altro pianoforte, noi nel frattempo ci spostavamo in macchina, e quando il treno arrivava il pubblico lo ritrovava già seduto al suo strumento a eseguire lo stesso brano. L’idea era molto accattivante, poi Raffaele ha voluto riproporre un’esperienza simile a Sogliano e nei dintorni, a cui ho partecipato anche quest’estate, e il risultato è stato molto soddisfacente.
Nel 1988 vede la luce Time in Jazz, Festival dedicato alla musica d’improvvisazione per eccellenza cucito addosso alla tua Berchidda. Nel 2005 Raffaele concepisce il Locomotive per il suo paese. Esiste un’anima comune alle due esperienze orientate all’incontro dialogico tra jazz e tradizione?
Io credo di sì. Berchidda e Sogliano, di cui sono cittadino onorario, sono realtà simili, in primo luogo perché sono due paesi che hanno il coraggio di intraprendere un’esperienza di carattere internazionale, in secondo luogo perché in entrambi i casi sono dei musicisti giovani – Raffaele è molto più giovane di me - a dirigere l’evento, e poi perché sono dei Festival senza paraocchi, hanno voglia di spaziare nella musica, nelle arti. L’idea di Raffaele riprende la formula di Berchidda e io sono molto felice di questo, perché significa che il nostro festival ha seminato dei buoni esempi, soprattutto quando ci sono affinità sia dal punto di vista umano sia da quello creativo, come nel caso di Locomotive Jazz Festival.
Leggendo Musica dentro non ho potuto fare a meno di notare che nel 1984 quando hai avuto la possibilità di incontrare il tuo Maestro Miles Davis, a cui hai dedicato un intero capitolo del libro, qualcosa ti ha trattenuto dal farlo. Cosa hai provato quando si è concretizzata la possibilità di confrontarti con l’artista che ti ha svelato l’essenza del jazz?
Mi sono confrontato con Miles Davis  indirettamente attraverso l’ascolto della sua discografia, anche se dal vivo non ci siamo mai incontrati. Oggi un po’mi pento ma se allora il cuore mi dettava quello perché non farlo? Si trattava di un altissimo riconoscimento, non mi sono sentito di incontrarlo, non perché non mi sentissi in grado di reggere l’incontro, ma per timidezza. Tuttavia, non credo sia importante incontrarsi fisicamente, si tratta solo di un banale momento. Posso dire piuttosto di averlo incontrato nell’ascolto....
(continua a leggere l'intervista sul sito originario)

Questo video è tratto dal Locomotive Jazz Festival 2011: spettacolo itinerante con Paolo Fresu e Raffaele Casarano su un treno locale, fra le stazioni dell'entroterra salentino.

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