mercoledì 9 novembre 2011

Intervista a Dave Holland

Sul sito del La Repubblica è stata pubblicata un bella intervista a Dave Holland, al termine del giro di concerti in Italia, un immersione  nel flamenco con tre membri della famiglia Carmona, una delle più rispettate dinastie del flamenco ispanico, il leader Pepe Habichuela e suo figlio Josemi Carmona, travolgenti chitarristi, e i percussionisti Bandolero e Juan Carmona, altro figlio di Pepe.

Ecco un estratto dell'intervista:
Una passione scoppiata all'improvviso per il flamenco, dopo tante imprese memorabili con i più audaci paladini del jazz e della fusion, da Miles Davis a Stan Getz, Chick Corea, Sam Rivers, Wayne Shorter o Pat Metheny. Com'è nata?
"A Siviglia nel 2007 mi hanno proposto una collaborazione con Pepe, uno dei più autorevoli  esponenti del flamenco contemporaneo. Me lo hanno presentato e ci siamo piaciuti subito. Ero molto curioso e abbiamo fatto una prova. Anche se digiuno di questa musica così legata alle tradizioni e alla cultura gitana, mi sono trovato subito a mio agio. Certo è un'esperienza completamente diversa da quanto avevo suonato fino a ieri, con un ritmo differente, fatto di cambi rapidi e passaggi complessi, cadenze e una forte danzabilità. Abbiamo fatto tanti concerti, Pepe è flamenco al cento per cento, è il suo mondo, e mi ha aiutato molto. Ma niente fusion, vogliamo rispettare l'integrità del flamenco. Eppure, dopo tante prove dal vivo, un album già uscito per la mia etichetta Dare2, "Hands", e un altro che stiamo per registrare, ho ancora tanto da imparare. Il flamenco è un'arte profonda e sottile che si assimila col tempo".
Uno degli momenti-chiave della sua vita è stato l'incontro con Miles Davis. Capitò una sera al Ronnie's Scott con il suo batterista degli anni d'oro Philly Joe Jones e due mesi dopo lei era a New York per non tornare mai più indietro. Come andò veramente?
"Nel 1968 Philly Joe abitava a Londra e portò Miles al club dove quella sera si alternavano il trio di Bill Evans con Eddie Gomez e Jack DeJohnette e la mia band. Jones mi segnalò a Davis e, a fine serata, mi raggiunse in camerino per dirmi che Miles mi voleva nel suo gruppo, ma lui se n'era già tornato in albergo. Dopo tre settimane, mi chiamò a New York"....
Tra le tante esperienze "live" con il maestro c'è anche quella entrata nella leggenda del 29 agosto 1970, documentata da un fantastico dvd. Sul palco, davanti alla smisurata folla hippie del festival rock dell'isola di Wight, si esibiva galvanizzata da uno strepitoso Davis, una band di giovani talenti che sarebbero diventati famosi: Keith Jarrett e Chick Corea, Jack DeJohnette, Gary Bartz, Airto Moreira e lei al basso elettrico. Come ricorda l'evento?
"Mi rivedo come in un film. Siamo arrivati sull'isola in elicottero e, dall'alto, già lo spettacolo delle migliaia di persone era impressionante, con l'accampamento di tutte quelle tende blu e arancio. Poi quando siamo atterrati, lo shock di imbattersi in tutte quelle rockstar che ancora non potevamo sapere quanto sarebbero diventate famose. E poi l'integrità della musica di Miles, così forte e travolgente da entusiasmare anche il pubblico che non lo conosceva. Un ricordo che non si cancella".....
(leggi l'intervista integrale sul sito originario)

Ecco un corposo estratto del concerto di Miles Davis (con Holland al basso) del 29 agosto 1970 all'isola di Wight:

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