sabato 12 novembre 2011

Incontro con Antonio Faraò

Il sito del Corriere della Sera ha pubblicato una intervista di Antonio Faraò, in occasione del concerto che si terrà questa sera all'università Carlo Cattaneo di Castellanza.

Ecco un estratto dell'articolo:
«In effetti il primo grande jazzista americano che mi notò fu il sassofonista Larry Schneider», ricorda il musicista 46enne. «Era alla metà degli anni Novanta, stavamo provando nel gruppo del trombettista Franco Ambrosetti. Io mi divertivo con un tema di John Coltrane, "Giant Steps", e Larry disse che non aveva mai sentito nessuno suonarlo in quel modo. Per qualche tempo nella comunità jazzistica divenni l' uomo di "Giant Steps"...». Che, va sottolineato, è uno dei brani più difficili da suonare. Ma l' ammirazione degli americani non si è fermata qui. «Sono molto grato a diversi musicisti che spesso mi chiamano per i loro progetti. Di recente ho suonato all' Iridium di New York negli Indigo Blue del batterista Mike Clark, una "all stars" con Wallace Roney, Donald Harrison, Christian McBride... uscirà presto un live di questa band. Altri storici batteristi mi hanno voluto: Lenny White, Tain Watts; ho anche suonato nei ricostituiti Headhunters, il gruppo funk di Hancock». Eppure Faraò non è particolarmente attivo in Italia: come mai? «Spesso da noi trovo frustranti le condizioni di lavoro. Inoltre negli ultimi anni si è sviluppata la logica che chiamo dell' "happy jazz": chi suona vuole impressionare con le note senza metterci il cuore, spesso vuole solo divertire e divertirsi, magari suonando con i cantanti da night. Niente di male, ma per me il jazz è una cultura profonda, su cui non si scherza». Restano solo gli Stati Uniti? «Nient' affatto: io suono molto in Germania, in Svizzera, in Francia dove c' è la mia famiglia. Ecco, in Francia c' è tutta un' altra sensibilità per questa musica. Quando entri in un supermarket senti Billie Holiday. Da noi senti solo la Pausini»....
(continua a leggere sul sito originario)

Ecco un video dell'Antonio Faraò trio con Martin Gjakonowski al basso e Dejan Terzic alal batteria registrato dal vivo al ZeroZeroJazz Fest, Abano Terme (PD) nel 2006:

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