mercoledì 23 novembre 2011

Glenn Miller, California Swinging

Sul bel sito L'Indro.it è stato pubblicato un bell'articolo grande orchestra swing di Glenn Miller.

Ecco un estratto dell'articolo:
Tra i precursori dello swing americano il nome di Glenn Miller è seguito soltanto dai fratelli Dorsey, Woody Herman, Harry James, protagonisti con lui di quell’età dorata. Nato il 1904 nella città di Clarinda, Iowa, fu un musicista e direttore d’orchestra tra i piu’ noti dell’epoca swing, autore di brani celeberrimi come ‘Moonlight serenade’ e ‘In the mood’.
Negli anni trenta Glenn Miller suonò il trombone in diverse orchestre. Dopo aver provato – senza grande successo – a mettersi in proprio, nel 1937 fondò la Glenn Miller Orchestra, subito ben accolta dal pubblico. Nel febbraio 1942 riceveva fià il primo Disco d’oro della storia per la sua incisione di ‘Chattanooga Cho Cho’, che aveva venduto oltre un milione di copie.
Con il neonato gruppo Miller capiva che quel ‘nuovo suono’ gli avrebbe portato fortuna. La sua formula consisteva in un clarinetto per la melodia, doppiato da un sassofono tenore, un’ottava più in basso, ed un altro sassofono per l’appoggio armonico. “Un’orchestra deve avere un suono tutto suo e una propria personalità’” diceva. L’esperto di jazz Gunther Schuller, definì quello della Miller “un sound così unico che era difficile imitarlo". La sua composizione si caratterizza per l’uso di big band molto numerose, con sezioni fiati particolarmente corpose e melodie orecchiabili. Alla ricerca di un nuovo sound, modifica l’organico delle sezioni fiati con un maggiore uso delle sezioni di ance e degli ottoni con la sordina. Ne risulta un suono più vellutato e meno aggressivo, adatto anche alle orecchie meno avvezze all’ascolto del jazz. 
A differenza di altri grandi autori del periodo che componevano per i loro gruppi come Count Basie o Duke Ellington, l’influenza blues è molto minore e diviene se, non quasi del tutto assente, marginale la libera improvvisazione, sostituita da una partitura completa anche delle variazioni sul tema e dei solo. Per questa ragione raramente si avvalse di virtuosi, che anche quando c’erano non rimanevano lungo, per lasciare maggior spazio alla creatività collettiva. 
Ritmicamente lo stile di Miller si avvale di uno swing fortemente cadenzato e con pochissime scomposizioni o cambi di ritmo repentini (non siamo ancora in epoca ’bebop’), sinuose ballade o ritmi più ballabili che si rifanno al boogie woogie: in qualche passaggio pare addirittura di ascoltare i prodromi del futuro Rock and Roll e dello shuffle (si senta il ritmo di ’Chattanooga cho cho’)
Ma i tempi grami della Seconda Guerra Mondiale giunsero anche per Miller che si arruolò volontario nell’aviazione degli Stati Uniti, col grado di capitano, e in seguito fu promosso Maggiore: messo a capo dell’orchestra militare gli fu assegnato il compito di intrattenere le truppe all’estero. Scomparve misteriosamente il 15 dicembre 1944, mentre sorvolava la Manica a bordo di un aereo militare per raggiungere Parigi, dove avrebbe dovuto suonare per i soldati che avevano da poco liberato la capitale francese. Il suo corpo non fu mai recuperato. 
Come disperso di guerra, nell’aprile del 1992 gli fu dedicata una lapide nel Cimitero Nazionale di Arlington, mentre la sua città natale erigeva il Museo Miller e un centro per insegnare ai giovani l’arte del trombone in sua memoria. A fare chiarezza giunse anni dopo la testimonianza dell’equipaggio di un bombardiere che rientrava in Inghilterra il giorno in cui Miller si stava recando a Parigi. Il bombardiere aveva abbandonato la sua missione e, secondo la procedura standard, doveva scaricare le bombe inutilizzate in una zona specifica della Manica durante il volo di ritorno. Uno dei membri dell’equipaggio affermò’ di aver visto un aereo Norseman volare al di sotto dei bombardieri durante lo sganciamento della bomba. Anche l’aereo di Miller era un Norseman e una deviazione di poche miglia dalla rotta stabilita avrebbe potuto effettivamente portarlo sotto i bombardieri che stavano rientrando. Molto probabilmente, il relitto dell’aereo sul quale Miller stava volando giace ora nel fondo del Canale della Manica, ma non è mai stato ritrovato....
(continua a leggere sul sito originale)

In questo video l'orchestra di Glenn Miller presenta il classico In the Mood (1946)

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