sabato 19 novembre 2011

Cecco Maino, addio maestro dell'attimo del jazz

L'altra mattina c'era un registratore acceso su un comodino per salutare Francesco Cecco Maino nel suo appartamento nel centro di Firenze. Suonava una ballad e non poteva essere altrimenti. Cecco Maino era un fotografo, ma soprattutto un grande amante di jazz. Aveva incrociato la strada del jazz da ragazzo e, col tempo, era diventato la memoria storica di anni ruggenti e musicisti irripetibili. Come una scatola magica, tu lo chiamavi (e lo chiamavano giornalisti, scrittori, musicisti da tutta Italia e dagli Stati Uniti) e lui ti portava per mano in un mondo di cantine fumose, applausi, neri abbracciati a un sax e musica, tanta musica. Ora se n'è andato a 79 anni ed ha lasciato un grande vuoto in chi lo conosceva e un patrimonio di immagini in bianco e nero che va oltre l'omaggio e il ricordo. Scatti dedicati al jazz, a Chet Baker in particolare. Cecco Maino aveva conosciuto Chet nel 1956 e lo ha fotografato per trent'anni. Gli piaceva quel musicista fragile e pieno di talento, eternamente in bilico tra successo e dannazione che aveva abbandonato gli Stati Uniti sperando di trovare in Europa un mondo che lo accettasse per la musica e non lo giudicasse per le debolezze. Cecco Maino era stato tra quelli che lo avevano accettato scaldandosi per un'altra passione, una della tante di un uomo che nella sua vita ha venduto giocattoli in giro per il mondo, lanciato una delle prime riviste in Italia dedicate al jazz, aperto un'etichetta musicale, amato Siena e la contrada della chiocciola, allestito mostre in teatri, e suonato la tromba. Proprio come Chet.
(fonte La Repubblica ed. di Firenze)

Sempre sul sito della Repubblica a questo indirizzo è possibile vedere una decina di foto del maestro scomparso.

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