venerdì 21 settembre 2012

REPLAY: Bill Frisell: All We Are Saying...

(Pubblicato originariamente il 3 novembre 2011)
L'ultimo album di Bill Frisell, dal titolo All We Are Saying..., pubblicato lo scorso 27 settembre per l'etichetta Savoy Jazz, è un delicato atto d'amore che il musicista ha voluto dedicare alla musica di John Lennon e dei Beatles.


Frisell, accompagnato da una straordinaria formazione composta da Jenny Scheinman al violino, Tony Scherr al basso, Kenny Wollesen alla batteria e Greg Leisz alle chitarre e steel guitar, rielabora alla sua maniera 17 classici pezzi di Lennon e McCartney, coniugando le sue consuete sonorità, intrise di jazz, folk, country, blues, con sonorità molto più rockeggianti di quelle che il chitarrista frequenta di solito. 
Pur premettendo di non essere una grande appassionato di Lennon e dei Fab Four, ho comunque apprezzato questo album, con Frisell e soci in grado di far emergere le magnifiche melodie dei celebri pezzi riproposti; anche se occorre dire che non tutti i pezzi presentati nell'album mi sembrano perfettamente riusciti.
Personalmente ho preferito i pezzi più intimi e melodici, rispetto ai brani più "rockettari" presenti nella compilation proposta; tra i miei pezzi preferiti citerei sopratutto una versione capolavoro di Across the Universe, dalle sonorità molto "friselliane", che presenta un meraviglioso interplay tra chitarra, steel guitar ed il magico violino della Scheinman a cui si aggiunge un poderoso sostegno ritmico; molto belle sono anche le riproposizioni della leggendaria Imagine, molto fedele alla melodia originale, ma resa qui sotto forma di ballata, con grandi playing da parte di tutti i musicisti, e di una sognante versione acustica di Strawberry Fields che chiude in maniera molto intima l'album.
Meno convincenti invece sono, a mio modo di vedere, le versioni di Come Together e Woman rese in maniera sin troppo convenzionali per risultare interessanti.
In generale mi sembra che Frisell abbia deliberatamente scelto di omaggiare Lennon mantenendosi piuttosto fedele alle melodie originali; quindi senza cercare di reinterpretare questi celebri pezzi in maniera più originale e sperimentale, come forse sarebbe stato più opportuno per un'artista della sua statura. 
Ad ogni modo la grande passione ed amore che il chitarrista mostra per la musica proposta, la possibilità di avere una splendida formazione e delle meravigliose melodie, mi consentono di dire che, pur con gli alti e bassi che mi è parso di riscontrare, quest'album sia certamente degno di nota.

3 commenti:

  1. Devo essere sincero, condivido il tuo giudizio. I successivi ascolti rispetto al primo che ha generato questa recensione, non mi hanno particolarmente convinto, per cui ho abbassato il giudizio sull'album. Ma con Frisell mi sembra che ormai sia sempre così, album sempre perfettini ad un primo ascolto, ma se poi si scava in profondità non resta molto.
    Secondo me è in fase nettamente calante, rispetto, ad esempio, ai tempi del suo splendido quartetto con Ron Miles e Curtis Fowlkes.

    RispondiElimina
  2. credo che sia in una fase di stanca. del resto un anti-virtuoso come lui ha sempre bisogno di idee e non può fare affidamento al virtuosismo, nei momenti di mancanza di ispirazione. ho trovato i brani lenti affascinanti in superficie ma alla fine mi hanno lasciato una sensazione di sfilacciamento. invece del sublime tanto cercato è arrivata la noia...

    RispondiElimina