martedì 18 settembre 2012

REPLAY: Ritratto di Luca Flores

(Pubblicato originariamente il 27 ottobre 2011)
Luca Flores è stato uno dei più incredibili e misconosciuti talenti del jazz italiano. Il pianista di origine palermitana ma di scuola fiorentina, morto suicida a meno di 40 anni come purtroppo succede di solito, ha ricevuto solo a posteriori il riconoscimento che decisamente meritava, grazie prima ad un libro scritto da Walter Veltroni (Il disco del mondo, Rizzoli) e poi ad un bellissimo film del 2007, Piano Solo, diretto da Riccardo Milani ed interpretato da Kim Rossi Stuart, che partendo dagli aspetti più controversi della vita straordinariamente tormentata dell'artista, ha permesso finalmente anche il riconoscimento di un pianista sensazionale.


Nato a Palermo nel 1956,  figlio di un geologo di fama internazionale che per lavoro era continuamente in giro per il mondo, dopo aver lavorato in Belize e a Cuba, si trasferì in Mozambico con la famiglia. Proprio in Africa all’età di cinque anni, Luca cominciò a suonare il pianoforte, stimolato dalla mamma. Ma in Africa successe anche l'evento che segnerà in maniera indelebile la sua intera vita; infatti in un incidente stradale, in cui era presente anche Luca, morì l'amatissima mamma Jolanda. 
Trasferitosi a Firenze negli anni '70 ottenne il diploma di pianoforte con il massimo dei voti presso il Conservatorio Luigi Cherubini. 
Ma piuttosto che dedicarsi alla musica classica, Flores iniziò a frequentare il ribollente ambiente jazzistico fiorentino di quegli anni, venendo in contatto con artisti del calibro di Chet Baker, Dave Holland, Steve Lacy, Lee Konitz che bazzicavano i locali della città toscana. Particolarmente ispirata fu la sua collaborazione con un altro grande e tormentato artista italiano, il fantastico sassofonista Massimo Urbani con il quale fu legato da una grande affinità personale ed artistica: con Urbani registrò un album sensazionale, Easy to Love per l'etichetta Red Records.
Dal 1979 svolse anche attività una importante attività didattica a Firenze presso l'istituto Andrea del Sarto e partecipò a Siena a seminari come insegnante di piano; in questo periodo ebbe a lezione tra gli altri anche Stefano Bollani.
Ma purtroppo Flores non riuscì mai completamente a chiudere i conti con il passato e con i ricordi. Il suo carattere ombroso e taciturno lo portarono, nonostante il crescente successo e l'amore della ragazza Cinzia Sanfilippo, che in quegli anni gestiva uno degli storici jazz club di Firenze, il Lush Life, a periodi di forte depressione che gradualmente lo portarono a dare segni di squilibrio mentale, che si manifestarono con ingiustificate paranoie, gravi atti di autolesionismo (una volta si tagliò i polpastrelli ed un dito, un'altra si ficcò un cacciavite nell'orecchio per, come poi disse, "fermare il cervello che mi sta scendendo nella gola") e vari tentativi di suicidio, prima di quello effettivamente riuscito a Montevarchi il 29 marzo del 1995.
Pur essendo un pianista con un background classico, Flores si impossessò pienamente del linguaggio jazzistico, riuscendo a mettere in mostra la sua grande capacità tecnica.
Benchè il suo carattere omboroso lo portava a prediligere le ballads, era anche uno straordinario esecutore di standards e pezzi bebop, mostrando una strepitosa abilità improvvisativa; nel suo pianismo si ritrovano influenze di grandi quali Evans, Monk, Powell e soprattutto McCoy Tyner che Flores in particolare prediliva.
Essendo un personaggio estremamente schivo, Flores rifuggiva le luci della ribalta e per questo restò sempre poco noto alla grande massa degli appassionati di jazz, ma i fortunati che ebbero modo di ammirarlo dal vivo documentano di un artista che riusciva a trasformarsi dando vita a sessions infuocate.
La sua attività discografia si compone di 5 albums di cui l'ultimo For Those I Never Knew per piano solo fu registrato solo pochi mesi prima della sua tragica fine; in particolare lo struggente How Far Can You Fly?  contenuto nell'album fu considerato il suo testamento musicale.

Ecco il video della bellissima How Far Can You Fly?

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