giovedì 13 ottobre 2011

Michel Petrucciani - Body and soul

Questa sera al Cineteatro Nuovo di Varese verrà proiettato Body and Soul un film/documentario diretto dal regista del Postino, Michael Radford, sulla vita di Michel Petrucciani.
Ecco una recensione tratta dal sito www.everyeye.it:

“La tua fortuna ti aspetta in Italia” Questo è quanto una cartomante gitana predisse ad un giovanissimo Michael Radford, secondo quanto ci ha rivelato lui stesso in sede di conferenza stampa. Ed in effetti, il noto regista britannico deve buona parte della sua fama, in maniera più o meno diretta, al nostro paese. Vedasi opere in qualche modo collegate all’Italia, come Another Time, Another Place, o Il mercante di Venezia, ma soprattutto Il Postino, ultima grande interpretazione di un indimenticato Massimo Troisi. E un po’ d’Italia c’è anche nel suo ultimo film, Michel Petrucciani - Body and soul: il talentuoso musicista al centro di questo biopic vanta, difatti, origini italiane.
Ma musica e talento non hanno confini né bandiere: ne sa qualcosa il mondo del jazz degli anni ‘70/’80, travolto dalla bravura di un pianista bianco, e per di più europeo, segnato inoltre da un grave handicap che non gli ha tuttavia impedito di divenire una vera e propria leggenda musicale.
Michel Petrucciani, venuto a mancare nel ’99 alla giovane età di trentasei anni, nacque con una rara malattia a trasmissione genetica di nome osteogenesi imperfetta, che ne minò la crescita e lo sviluppo dell’apparato osseo. Ma a Michel sembrava quasi non importare: scherzando disse addirittura che fu proprio grazie alla malattia che poté dedicarsi, anima e corpo, alla sua amata musica. Per il resto, visse una vita sfrenata, spesso, almeno apparentemente, ben al di sopra delle sue potenzialità fisiche, come documentato da Radford in questo film.
Tramite un accurato lavoro di ricerca, recupero e catalogazione dei numerosi documenti filmati che ci rimangono su Petrucciani, e con l’apporto dell’intervento in video di coloro che l’hanno conosciuto, nel bene e nel male, dalla famiglia ai colleghi e collaboratori, Radford ricostruisce il quadro della vita di un uomo la cui storia è così affascinante e a tratti incredibile da farlo sembrare quasi un personaggio di finzione. Eppure è tutto vero: il suo talento incredibile, le sue doti di affabulatore, l’incrollabile tenacia che lo contraddistinse nonché il suo stupefacente successo con le donne. 
La selezione e il montaggio dei filmati, abilmente intervallati dalle interviste, è efficace e musicale in sé stesso, dando un significativo assaggio delle doti musicali di Petrucciani ma soprattutto mordendo letteralmente la sua vita, senza fronzoli o filtri, lasciando spesso parlare immagini, suoni, parole e anche silenzi. L’unico, effettivo difetto dell’ensemble è costituito dalla ripetuta mancanza di punti di riferimento che permettano di inquadrare luoghi, date e personaggi delle vicende. Mancano, spesso, didascalie esplicative, soprattutto relative ai personaggi intervistati. Radford ha infatti preferito non appesantire la visione coprendo il video di scritte, sovrapponendo eventuali didascalie agli onnipresenti sottotitoli (il film mantiene difatti i dialoghi e gli interventi in lingua originale, perlopiù in inglese e francese). Il tutto per evitare il caos su schermo, ma suscitando, più volte, il caos nella mente degli spettatori, costretti a cercare di capire dal contesto l’identità del momentaneo relatore.

Ecco il trailer del film:

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