lunedì 10 ottobre 2011

Kyle Eastwood: «La mia vita tra cinema e jazz»

Sul sito del quotidiano Il Sole 24Ore è stata pubblicata una interessante articolo sul bassista Kyle Eastwood, figlio del grande attore e regista Clint, ma anche ottimo musicista di jazz che ha già pubblicato 5 album, di cui l'ultimo è Songs from the Château pubblicato quest'anno dall'etichetta Candid (del quale parlerò prossimamente in maniera più approfondita).

Cinque ragazzi nel giardino di un castello nella Francia profonda. Tutti in jeans e T-shirt. Ma c'è qualcosa che colpisce nell'immagine. Il secondo da sinistra ha un'aria familiare, ricorda l'ispettore Callaghan. Già, perché Kyle Eastwood – figlio del grande Clint e di Maggie Johnson, fratello maggiore della stilista e attrice Alison – sembra la decalcomania del padre negli anni Settanta: alto e segaligno, stessa camminata un po' indolente e stesse gambe lunghe e leggermente arcuate. «Songs from the Château» (pubblicato dall'etichetta Candid e in Italia distribuito da Egea) è il suo quinto album come solista, un disco in quintetto con i suoi fedeli compagni d'avventure: Martyn Kaine alla batteria, Graeme Blevins al sax, Graeme Flowers alla tromba e Andrew McCormack al pianoforte.
Losangelino, 43 anni compiuti nel maggio scorso, Kyle è un eccellente musicista e leader di piccoli gruppi che compone, suona il contrabbasso e il basso elettrico. E il suo recente lavoro, che porta questo titolo perché è stato registrato all'interno dello Château Couronneau di Ligueux (un elegante maniero quattrocentesco sulla Dordogna, non distante da Bordeaux), raccoglie nove brani di jazz contemporaneo con passaggi funky e R & B, ritmicamente variegati e dall'atmosfera misteriosa, tanto che potrebbero essere il soundtrack di un film noir. 
Non è strano. Infatti Eastwood jr. ha collaborato spesso e volentieri col babbo per colonne sonore de «Gli spietati», «Mystic River», «Million Dollar Baby», «Gran Torino» e altri capolavori. «Purtroppo l'ultima volta ho dovuto dirgli di no e mi è dispiaciuto», spiega riferendosi a J. Edgar, il biopic sulla vita di Edgar Hoover con Leonardo Di Caprio, che dovrebbe uscire a inizio novembre negli Stati Uniti e approdare sui nostri schermi nel gennaio prossimo. «Ma torneremo a lavorare insieme per il prossimo film, un remake di È nata una stella», promette.
Il giovane Eastwood non è affatto un enfant gâté. Ed è consapevole dei propri privilegi e dell'importanza del suo cognome. «Mio padre ha fatto sempre in modo che ascoltassi il jazz migliore e ogni anno mi portava al festival di Monterey. Il bello di essere figlio di Clint Eastwood è che ti permettono di entrare nei backstage: e lui mi ha fatto conoscere Sarah Vaughan, Miles Davis e altri grandi», racconta.
Da sempre innamorato dell'Europa, da qualche tempo Kyle ha lasciato New York per Parigi, dove vive con la figlia: «Qui mi trovo bene: c'è uno stile di vita che apprezzo di più e soprattutto meno frenesia e ottimi musicisti». 

Ecco un bel video della band di Eastwood con Kyle Eastwood (B, Eb), Graeme Flowers (Tp), Graeme Blevins (Sax), Andrew Mccormack (P), Martyn Kayne (Dms) in un estratto di un concerto tenuto al Duc des Lombards di Parigi il 27 aprile 2010

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