sabato 22 ottobre 2011

Intervista a Charles Lloyd

Sul sito della rivista Musica Jazz c'è una bella intervista a Charles Lloyd:

Con qualche inevitabile passaggio a vuoto Lloyd è tornato in regolare attività da oltre un decennio, più o meno il tempo che coincide con la firma del contratto che lo lega all’Ecm, la stilosa etichetta tedesca che proprio in questi giorni ha pubblicato un emozionante doppio album che racchiude il concerto tenuto ad Atene con Maria Farantouri, che molti ricorderanno in qualità di cantante prediletta dell’icona Mikis Theodorakis. Ancora una volta è stato centro pieno, con la sua densa spiritualità perfettamente abbinata al folk tradizionale di matrice ellenica, un album destinato a rimanere nella storia dell’etichetta e di cui il sassofonista dal fare ieratico ci ha parlato in esclusiva: "Un'esperienza straordinaria - ribadisce - per ognuno di noi. Abbiamo concretizzato un'idea nata molti anni fa grazie a una profonda amicizia che io e mia moglie Dorothy abbiamo condiviso con Maria. E’ capitato che io l’abbia invitata diverse volte a suonare con me, anche se non avevmo mai fatto un concerto per intero insieme.”
La considera come una naturale prosecuzione dei suoi ultimi lavori oppure come un sentiero nuovo da percorrere? 
“Rabo De Nube” e “Mirror” sono degli album di profonda riflessione. Li ho incisi con il mio quartetto ormai stabile, che comprende Jason Moran (davvero straordinario nello specchiare la voce della Farantouri nel disco, n.d.r), Reuben Rogers ed Eric Harland. Abbiamo semplicemente allargato il discorso e insieme a Maria è poi arrivato Socratis Sinopoulos, che suona la lira greca come probabilmente nessuno ha mai fatto prima, che io e Maria avevamo già incrociato sul palco già 2009. Semplicemente adoro il suo modo di suonare e le emozioni che avvolgono le sue note. Maria conosceva inoltre Takis Farazis al quale ha chiesto di realizzare alcuni arrangiamenti per la lunga suite che fa parte dell’album. Non poteva davvero andare meglio di così.
Qualche tempo fa lei si è definito come un cercatore di emozioni e spiritualità, è un concetto che ha trasmesso anche alla sua musica? 
Lo sottolineo con fermezza. La musica è ragione di vita, oltre che necessità primaria. Se potessi trovare un suono che definisca il tutto in maniera nitida e perentoria lo farei con soddisfazione. A quel punto potrei anche ritirarmi definitivamente e non toccare più il sassofono. 
Lei è stato il mentore di molto giovani musicisti che poi si sono rivelati degli assi, ma chi ha esercitato questo ruolo per lei? 
Phineas Newborn, senza ombra di dubbio. Lui era di Memphis come me ed è stato veramente un fuoriclasse. Tra di noi non c’era una grande differenza di età: quando mi ascoltò suonare per la prima volta, forse potevo avere 9 anni. Decise comunque di prendermi sotto la sua ala protettrice e gli sono assolutamente debitore non solo dei miei primi sviluppi, ma anche della mia predilezione consolidata per i grandi pianisti.
A proposito di questo, nei mesi scorsi è stato lungamente celebrato il suo amico Michel Petrucciani, che ricordo ha di lui? 
Michel ha rappresentato un dono per tutti, un talento davvero sconfinato nonostante il suo grave handicap fisico. La sua forza è stata quella di oltrepassare le sue condizioni di partenza con volontà feroce e classe pura. Ovviamente la sua scomparsa è stata molto grave per tutto l’ambiente.
(Continua a leggere l'intervista sul sito originale)

Ecco uno straordinario video del Charles Lloyd Quartet (Charles Lloyd : sax soprano e tenor, flauto, Jason Moran : piano, Rueben Rogers : contrabbasso, Eric Harland : batteria) alle Dinant Jazz Nights, il 18 luglio  2011:

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