lunedì 17 settembre 2012

REPLAY: Fred Hersch esplora il proprio stato di coma

(Pubblicato originariamente il 25 ottobre 2011)
Tratto da un articolo del MercuryNews:
Nell'estate del 2008 il celebre pianista jazz Fred Hersch cadde in coma così profondo che i suoi medici temettero che non avrebbe mai più ripreso conoscenza. Ma quando dopo due mesi emerse dal coma, incapace di camminare o parlare, e tanto meno sedersi a un banco di pianoforte, Hersch ebbe a disposizione la materia prima per la sua impresa creativa più ambiziosa.


Domenica alle Herbst Theatre di San Francisco ci sarà la premiere sulla costa occidentale di "My Dreams Coma", una produzione teatrale multimediale jazz in parte basata sulle vivide visioni sensoriali che il pianista ha sperimentato durante la lunga notte buia della sua incoscienza.
"Di solito non mi ricordo dei sogni, ma questi sono rimasti con me in maniera molto dettagliata, gli odori, le trame, i colori", ha detto Hersch. "Sono rimasti con me durante i mesi in cui non riuscivo a camminare, parlare e deglutire. Sono rimasti con me fino all'inverno, quando sono tornato a casa dalla riabilitazione, e a questo punto ho dovuto semplicemente scriverli.
Sono passato da questa terribile esperienza di quasi morte e come artista era logico usare quello che mi era stato dato".
Leader tra i musicisti jazz nella lotta contro l'AIDS, Hersch ha scoperto la propria positività alll'HIV a metà degli anni '90. Ma l'HIV non è stata la causa diretta del coma. Piuttosto, un grave caso di polmonite lo ha messo in stato di shock settico. My Dreams Coma si basa tanto sulla lotta per trattare la sua condizione quanto sul suo dramma interiore.
Composto da Hersch, My Dreams Coma è stato ideato e scritto da Herschel Garfein, un noto compositore che ha sviluppato la piece, che ha debuttato lo scorso maggio al Kasser Alexander Theater della New Jersey Montclair State University, intervistando Hersch, il suo compagno Scott Morgan e il suo medico Michael Liguori, personaggi che sono tutti interpretati dall'attore e cantante Michael Winther.
"E' stata tutta opera di Herschel", dice Hersch. "Avevo immaginato alcuni elementi visivi, sulle quali Sarah Wickliffe ha creato alcune bellissime animazioni. Ma lui ha immaginato lo scenario e scritto il libretto. In definitiva si tratta anche della storia di un amore. Non sarei potuto sopravvivere se Scott non si fosse dedicato alle mie cure a tempo pieno, e questa è una potente componente."
Eseguita senza pausa, la piece di 90 minuti presenta un ensemble da camera jazz; la maggior parte del testo di My Dreams Coma viene recitato più che cantato.
"Non vogliamo che la gente si aspetti un concerto jazz di Fred Hersch o un musical ", dice Hersch. "C'è solo una canzone vera e dura nove minuti. C'è più musica di quello che normalmente si trovi in un pezzo teatrale, e tratti più lunghi di testo di quello che normalmente si trovi in una opera musicale."
Uno dei compositori più versatili del jazz, Hersch si basa su una vasta gamma di approcci musicali in My Dreams Coma, che lo presentano in una serie di situazioni estreme.
"Delle cose strane accadono nei sogni, ed alcuni passaggi furono divertenti o inquietanti, surreali o di una bellezza struggente", dice Hersch. "Un pezzo presenta uno strumento inesistente che suonava come un incrocio tra una viola e un liuto, che ho rievocato mescolando una viola con sordina e un violoncello pizzicato. Parte della musica è swinging jazz, mentre altre parti sono d'orchestra di musica da camera, improvvisazione aperta e lunghi tratti di piano solo".
Per molti versi la storia più straordinaria è il recupero post-coma di Hersch. Ha ricominciato a suonare in pubblico solo pochi mesi dopo essere tornato a casa dalla riabilitazione, benchè avesse ancora un tubo di alimentazione collegato al suo stomaco, dato che stava ancora re-imparando a deglutire.
Attraverso un feroce e tenace impegno ha riacquistato la muscolatura che aveva perso e recuperato le sue mani. Il suo unico effetto fisico persistente è che la sua corda vocale destra è ancora paralizzata, il che significa che non può più cantare quando compone (una danno maggiore di quanto si possa immaginare). Pur continuando a monitorare la sua salute, Hersch è tornato ad essere un turbine creativo.
"Subito dopo la performance di San Francisco parto per l'Europa con il mio trio", dice. "Insegno presso il New England Conservatory e sto lavorando a progetti con Kurt Elling e Julian Lage. Fisicamente sto meglio di quanto sia mai stato in questi ultimi anni."

Ecco il video di un intervista e performance di Fred Hersch pubblicata sul sito NewMusicBox:

4 commenti:

  1. il grave caso di polmonite che lo ha messo in stato di shock settico è stato causato proprio dal suo essere siero positivo.
    non per polemizzare ma per la precisione.

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  2. Credo che disquisire di questioni mediche riguardo alla genialità di Fred Hersch sia volgare, almeno in questo blog. Potrebbe avere avuto un tumore, un infarto o il singhiozzo. Quel che conta è l'arte che ne è scaturita. Mai venuta meno, come ho avuto modo di apprezzare lo scorso novembre a Brescia, in un concerto di Hersch in trio. Giusto per la precisione. Fabio

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  3. volgare? perchè è un pezzo di vita che lui stesso ha deciso di rendere pubblica?
    come il fatto che sia omosessuale, cosa di cui non si parla mai nel mondo del jazz, come in quello del calcio.
    sembra che gli unici gay nel jazz siano lui e il povero Billy Strahorn...

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  4. Non è volgare dire che Fred Hersch è gay e sieropositivo. Lui stesso non ne fa mistero. E' volgare la disquisizione patologica. Pubblicare la sua cartella clinica con relativa anamnesi non ci aiuterebbe a capire ed apprezzare meglio la sua musica. D'accordo con te che nel mondo del jazz, del calcio, della politica - nel mondo - ci siano valanghe di gay non dichiarati. Gli orientamenti sessuali o le appartenenze di genere credo contino poco con l'arte. Billy Strayhorn e Fred Hersch e... sono dei geni indipendetemte dai loro gusti sessuali che francamente mi lasciano indifferente, se non sono fonte di discriminazione. Fabio

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