lunedì 17 ottobre 2011

"Aperi-jazz" con Motoko Honda a Lugano

"Aperi-Jazz" d'eccezione martedì 18 ottobre alle 19.00 a «Jazz in Bess», sede dell'Associazione Jazzy Jams, a Lugano. L'artista giapponese Motoko Honda, che è attiva nell'area di Los Angeles come improvvisatrice, compositrice e docente, proporrà una performance di «piano solo» di una trentina di minuti e sarà poi disponibile per una jam session con i musicisti presenti.
Ama definirsi una «scultrice del suono». Certo è che il suo approccio alla materia musicale e in particolare al pianoforte è estremamente concreto e deciso. Affiliata al gruppo dei musicisti improvvisatori di Los Angeles, Motoko Honda (che è nata a Yokohama in Giappone) ha studiato al California Institute of the Arts. Pianista, tastierista, improvvisatrice, compostrice e «architetto sonoro» è impegnata come solista di pianoforte elettro-acustico e preparato.
Lavora regolarmente con i maggiori interpreti dell’avanguardia californiana (Vinny Golia, Jeff Gauthier, Steuart Liebig, April Guthries, Alex Cline, Emily Hay, Ben Wendel, Joe Berardi, Kris Tiner, Andrea Centazzo, Ivan Johnson, Jesse Gilbert, Fumiko Amano, Carole Kim), registra colonne sonore e musiche per balletto.
Il suo repertorio non ha distinzioni di genere, volgendosi ora al jazz (è stata allieva di Wadada Leo Smith, un grande trombettista dell’avanguardia neroamericana) ora al rock e persino al punk e alla world music. Del resto non ha senso voler etichettare la sua attività musicale.
Motoko Honda ha un concetto ampio della creatività espressa attraverso gli strumenti, tanto che descrive la sua attività come «dipingere l’aria». Motoko è una didatta impegnata e sta sviluppando un concetto innovativo di insegnamento musicale nell’ambito dell’organizzazione non-profit Angel City Arts' Music Experience Program. Il suo contributo artistico è stato premiato dalla LA County Arts Commission.
La definizione della sua musica che preferisce è comunque «musica olistica»: Motoko promuove un’esperienza di ascolto che non deve essere collegata solo all’udito, ma vissuta con tutto il corpo. Quasi un’installazione di musica vivente in cui sono evidenti i richiami alle teorie di John Cage e Terry Riley.
(Fonte Ticino online)

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