martedì 27 settembre 2011

Tony Williams "Lifetime" - Dove il jazz incontra il rock

Sul sito Ondarock.it è stato pubblicato un magnifico articolo di Roberto Mandolini che narra le vicende di una della più famose band di jazz/rock/fusion i Lifetime gruppo creato da Tony Williams alla fine degli anni '60 subito dopo la fine della collaborazione del batterista con il leggendario secondo quintetto di Miles Davis.
"Nel febbraio del 1969 Miles Davis convoca in studio i suoi musicisti per registrare "In A Silent Way". Tony Williams porta alla corte di Miles un giovane chitarrista inglese che aveva registrato il suo disco d'esordio solo un mese prima, "Extrapolation", notato a un concerto mentre suonava con Dave Holland e Jack DeJohnette. Davis capisce subito che John McLaughlin può essere una pedina fondamentale per le direzioni che sta pendendo la sua musica e lo richiama in estate per le sessioni di "Bitches Brew". Nel frattempo Tony Williams ha già deciso di formare un suo gruppo, i Lifetime, e non ci pensa due volte a portarsi dietro l'amico chitarrista. Dalla band di "Bitches Brew" chiama anche Larry Young, "perché capace di portare l'organo hammond su un altro pianeta", secondo le parole dello stesso Williams. Nasce così il primo power trio della storia del jazz-rock, anticipando di qualche anno tutti gli altri grandi gruppi fusion degli anni 70: Weather Report, Return To Forever, Mahavishnu Orchestra, Headhunters.
Williams, Young e McLaughlin entrano in studio a fine maggio per registrare l'esordio dei Lifetime, Emergency!. Due giorni bastano per confezionare un doppio Lp incendiario. Il drumming compulsivo di Williams sovrasta nel mix finale sia la chitarra di McLaughlin che l'organo di Young. La struttura è jazz ma l'impeto è rock. I suoni sono sporchi anche se il fraseggio della chitarra elettrica fa capire l'eleganza della tecnica del giovane McLaughlin. A stupire più di tutti è Larry Young, che tira fuori dall'hammond linee di basso, soli di organo, meravigliosi riff alla Doors/Santana (come quello sull'omonima "Emergency!") e un universo di rumori incredibile. 
Su "Beyond Games" Tony Williams si mette a cantare, o meglio parlare, mentre un groove jazz-funk prende a inseguire rotte space-rock. "Where" e "Spectrum" (trasformata rispetto all'originale presente su "Extrapolation"), firmate da John McLaughlin, gettano le basi del suono della Mahavishnu Orchestra. "Vashkar" è un brano di Carla Bley riletto dai Lifetime con quel gusto che sarebbe rimasto il tratto distintivo della fusion dei seguenti dieci anni. 
Il disco vende poco e anche la critica si divide: Richard Cook nell'ulyima Penguin Jazz Guide ricordava il disco come "una brutta accozzaglia di suoni". Per il Rolling Stone del tempo, invece, "i Lifetime dovrebbero diventare famosi come la Jimi Hendrix Experience".
A febbraio i Lifetime sono di nuovo a New York pronti per entrare in studio. A Williams, Young e McLaughlin si unisce Jack Bruce, già con Alexis Korner, Graham Bond e Cream. L'irruenza di Emergency! viene gestita con maggior consapevolezza: la partenza di (Turn It On), una cover di "To Whom It May Concern" di Chick Corea, è da manuale con Williams capace di alternare lenti groove hard-rock a velocissime fughe jazz, mentre McLaughlin sul canale sinistro e Young su quello destro duettano in una danza orgiastica che porta la Band Of Gypsies su Saturno. Psichedelica e visionaria la cover del classico di Jobim "Once A Loved", così come la ballata scritta dallo stesso Williams "This Night This Song". Più in sintonia con il crossover blues-jazz-psichedelico di Graham Bond la rilettura di "Big Nick" di John Coltrane che chiude il lato A. 
Il lato B comincia con i due minuti scarsi di "Right On", puro concetrato di adrenalina rock. Capacità sincretica ben in vista anche sui cinque minuti esatti dell'esplosiva "Vuelta Abajo", bignami, e allo stesso tempo cartina al tornasole, valida tanto per il jazz-rock quanto per il progressive che inflazioneranno gli anni 70. Anche se l'unico gruppo in grado di riprendere l'attitudine dei primi Lifetime saranno negli anni 80 i Last Exit di Ronald Shannon Jackson, Sonny Sharrock, Peter Brötzmann e Bill Laswell. Chiusura del disco da manuale con il jazz-soul psichedelico di "Allah Be Praised" a firma Larry Young."

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Ecco un video della formazione che presenta There Comes a Time, registrata a Parigi nel 1971, con la presenza all'organo del grande Larry Young

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