martedì 13 settembre 2011

Thelonious Monk: Straight, No Chaser

Voglio segnalare uno dei più bei documentari di jazz in circolazione, Thelonious Monk: Straight, No Chaser, un film che riesce a combinare in maniera mirabile, preziosi ed inediti filmati musicali con gli aspetti più privati della difficile vita del pianista.
La tormentata storia del documentario nacque nel 1967, quando la televisione statale della Germania Ovest, chiese al  documentarista Michael Blackwood, di produrre un film sulla vita di Thelonious Monk. Per un periodo di sei mesi, Blackwood, aiutato dal fratello Christian, seguì Monk in giro per il mondo, riprendendolo durante i concerti, dietro le quinte, in studio, in strada, al lavoro e al riposo a New York, Atlanta ed in diverse città europee.
Il risultato furono 14 ore di riprese inedite che furono montate per il documentario trasmesso esclusivamente dalla Tv tedesca, e mai più replicato.
Solo molti anni dopo, nel 1981, il noto produttore Bruce Ricker venne a conoscenza della presenza di questo straordinario materiale, decidendo di usarlo come base per un nuovo film su Monk, coinvolgendo la documentarista Charlotte Zwerin.
Si cercò anche di coinvolgere lo stesso Monk nel progetto, ma la sue precarie condizioni di salute (il pianista morirà l'anno successivo nel 1982) lo impedirono.
Per mancanza di fondi il film rimase in stand-by per ancora alcuni anni, poi nel 1986 la Zwerin ottenne un finanziamento di 50.000 $ National Endowment for the Art che fece in modo che la produzione finalmente partisse.
Il primo campione del film dalla durata di circa mezz'ora, fece subito grande impressione e generò l'interesse di varie televisioni del mondo, ma soprattutto impressionò molto positivamente il regista (e grande amante di jazz) Clint Eastvood che all'epoca stava dirigendo il meraviglioso Bird, sulla vita di Charlie Parker.
Eastvood coinvolse la Warner Bros che decise di finanziare il completamento del film che avvenne nel 1988.
Per quanto riguarda la parte musicale Thelonious Monk: Straight, No Chaser si basa quasi esclusivamente sui filmati del 1967/68, con l'aggiunta di interviste inedite, nuove interpretazioni della musica di Monk presentate da artisti quali Barry Harris e Tommy Flanagan e rare fotografie di archivio.
Ma il film fornisce anche un bellissimo ritratto della difficile e solitaria personalità dell'artista, messa in risalto sopratutto in una tempestosa sessione di registrazione con il celebre produttore Teo Macero della Columbia, che racconta molto a proposito dell'approccio privato di Monk alla sua musa.

Ecco il documentario originale:

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