sabato 8 settembre 2012

REPLAY: Ritratto di Bill Carrothers

(Pubblicato originariamente il 30 settembre 2011)
Bill Carrothers è un artista molto particolare, la cui discografia è costellata di progetti originali e intriganti tra i quali spiccano gli album di libere improvvisazioni sulla Guerra Civile Americana e sulla prima guerra mondiale. Ma Carrothers è sopratutto un eccellente pianista di ispirazione classica dal talento sorprendente, le cui splendide produzioni in trio o in solo mostrano una delicatezza e profondità di tocco in grado di creare sonorità eteree ma allo stesso tempo stimolanti.


Nato a Minneapolis nel 1964, Carrothers iniziò a suonare professionalmente il piano agli inizi anni '80, guadagnandosi ben presto una solida reputazione. Nei due decenni successivi ha suonato in molti dei più prestigiosi locali e teatri negli Stati Uniti, tra cui il Village Gate, il Knitting Factory e il Birdland a New York e il Blues Alley di Washington. 
Inoltre è stato molto attivo in Europa sopratutto nei locali parigini, e partecipato a diversi festival tra cui il Jazz Festival di Nevers, dove ha condiviso il palco con la leggendaria Abbey Lincoln
In questi stessi 20 anni, Carrothers, oltre ad avere una propria notevole attività dal vivo, ha suonato e registrato come sideman di grandi artisti, tra i quali Buddy DeFranco, Dave Douglas, Curtis Fuller, Tim Hagans, Billy Higgins, Lee Konitz, James Moody, Gary Peacock, Dewey Redman, Charlie Rouse, Terrell Stafford, Bill Stewart, Ira Sullivan, Toots Thielemans e Bennie Wallace.
Oltre alla sua notevole attività dal vivo, Carrothers ha avuto una estesa attività discografica molto eterogenea ed anche piuttosto originale.
Tra le sue produzioni più importanti ed originali segnalerei The Blues And The Greys (2001) una splendida escursione per piano solo nella musica scritta durante la Guerra Civile Americana, un delizioso omaggio a questo importante periodo storico; il curioso The Language Of Crows (2001) invece presenta un duetto piano/voce con la cantante Wendy Lewis con la quale il pianista presenta una stimolante collezione di inni religiosi, canzoni per bambini, pezzi tradizionali ed altre improbabili selezioni.
Armistice 1918 (2004) è un'altro progetto a carattere storico con il quale il pianista, accompagnato da una straordinaria formazione nel quale spicca la ritmica formata da Drew Gress al contrabbasso e Bill Stewart alla batteria, esplora la musica prodotta durante il periodo della Prima Guerra Mondiale, un doppio album molto interessante soprattutto per l'accuratezza storica con cui vengono riprodotti questi celebri brani; così come accurato storicamente è Civil War Diaries (2005) con il quale Carrothers, al piano solo, riprende nella narrazione delle canzoni della Guerra Civile Americana (alcune delle quali già presentate in The Blues And The Greys).
Più convenzionali, ma non meno interessanti, sono i suoi ultimi progetti tra i quali segnalerei il suo omaggio alla tanto amata Francia, nel magnifico I Love Paris, in trio con Nicolas Thys al contrabbasso e Dré Pallemaerts alla batteria, una racccolta di standard noti e meno noti, nel quale si può apprezzare l'eleganza e la delicata atmosfera che si respira nella musica di Carrothers che si dimostra capace di condurre un trio al massimo livello.
Splendido è anche il recente Joy Spring The music of the Clifford Brown Quintet, nel quale il pianista, accompagnato da Drew Gress e Bill Stewart, mette in mostra anche le sue capacità "beboppistiche" reinterprentando in maniera perfetta i classici del leggendario trombettista, mostrandosi perfettamente a proprio agio sia nei pezzi più veloci che nelle ballads.
L'ultimo album pubblicato è A Night At The Village Vanguard, una superba registrazione live nel mitico locale newyorkese che consacra, forse in maniera definitiva, questo grande pianista finora piuttosto sottovalutato dalla critica e misconosciuto dal grande pubblico.
Ma, come ho detto, Carrothers è un personaggio un pò particolare che non ama le luci dei riflettori; attualmente egli vive con la sua famiglia quasi segregato tra le montagne della Penisola Settentrionale del Michigan fuggendo dal caos e dal traffico delle grandi città e facendo pratica con la musica di Bach e Mozart.
Un musicista che non può essere più lontano dal clichè del moderno artista di successo.

Lo scorso 22 settembre Carrothers ha suonato al Monterey Jazz Festival, in trio con Drew Gress (basso) e Bill Stewart (batteria). Sul sito della Npr, si può ascoltare un corposo estratto del suo concerto.

Ecco un video del trio di Bill Carrothers con Nicolas Thys al basso e Dre Pallemaerts alla batteria, che presentano una intensa versione di Moonlight Serenade, registrata al Artists Quarter di St Paul, il 7 settembre 2009

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