lunedì 3 settembre 2012

REPLY: Ninety Miles - David Sanchez, Stefon Harris & Christian Scott

(Pubblicato originariamente il 9 settembre 2011)
Ninety Miles sono le novanta miglia che tre superbi jazzisti americani, il vibrafonista Stefon Harris, il tenorsassofonista David Sanchez ed il trombettista Christian Scott, hanno attraversato per sbarcare in terra cubana (approfittando dell'allentamento dell'embarco fatto dall'amministazione Obama), per incontrare alcuni tra i migliori musicisti locali, come i pianisti Rember Duharte ed Harold López-Nussa, i bassisti Osmar Salazar e Yandy Martinez González, i batteristi Eduardo Barroetabeña e Ruy Adrián López-Nussa ed i percussionisti Jean Roberto San Miguel ed Edgar Martinez Ochoa, e registrare questo superlativo album, in uno dei progetti più ambiziosi e significativi degli ultimi anni.


Secondo le parole di John Burk, a capo dell'Ufficio creativo della Concord Music Group e produttore dell'album:
“This record is about the power of music to communicate, and break down some of the barriers that result from language and politics and culture. Cuba seems to have an amazing amount of incredible musicians, and I was particularly impressed with Harold and Rember. I found it really interesting that these musicians had studied and embraced the jazz genre (an American art form) and taken it to such a high level. Their circumstances, a very solid music educational system with Afro-Cuban roots, coupled with the isolation of the embargo throughout their lifetimes, had created something unique and special in their music." 
Ninety Miles è composta da nove solidi pezzi scritti rispettivamente dai vari componenti del gruppo, ognuno dei quali riesce a portano nei pezzi la proprie esperienza e sensibilità.
Il newyorkese Stefon Harris contribuisce con ben quattro pezzi, tra i quali particolarmente apprezzabile è Brown Belle Blues, scritta appositamente per il progetto, un riuscitissimo incrocio tra hard-bop e afro-cuban jazz, nel quale il suo superlativo vibrafono dirige un pezzo estremamente trascinante.
Il sassofonista portoricano Sanchez da il suo apporto con due splendidi pezzi il vibrante City Sunrise e la ballad The Forgotten Ones.
Tra gli altri pezzi, una segnalazione merita il pezzo d'apertura dell'album, Ñengueleru di Rember Duharte, un poderoso esempio di afro-cuban jazz caratterizzato da un superlativo assolo di David Sanchez.  
Importante è certamente anche il contributo di Christian Scott; l'artista di New Orleans, che ha certamente un background musicale piuttosto lontano dalle sonorità afro-cubane, riesce ad apportare nel progetto quel qualcosa in più derivante dal tipico sound della sua città. Particolarmente vibrante il suo assolo in Congo altro splendido pezzo scritto da Duharte.
Il risultato globale è stupefacente, Ninety Miles è un esempio di jazz afro-cubano al massimo livello, i musicisti pur con background musicali così differenti, mostrano un interplay quasi magico che riconferma come il linguaggio della musica può arrivare dove la politica non vuole (o non può) arrivare. Basti pensare che c'è voluto più di un anno per ottenere le necessarie autorizzazioni dai governi cubano ed americano.
La mia personale speranza è questo progetto possa essere una pietra miliare che possa consentire il futuro miglioramento delle relazioni tra questi due paesi.

Per maggiori informazioni sul progetto è stato creato un apposito sito internet all'indirizzo http://ninetymilesproject.com/

L'album è anche accompagnato da un documentario che racconta il viaggio dei tre musicisti a Cuba.
Ecco il video del trailer:

1 commento:

  1. mi aspettavo qualcosa di più da questi bravi musicisti. sono rimasto un po' deluso.

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